Juventus-Valencia, le chiavi tattiche della sfida

Champions League

Dario Pergolizzi

I bianconeri affrontano gli spagnoli con l'obiettivo di cancellare la sconfitta dell'ultimo turno contro lo United. Di fronte avranno una squadra solida ma piuttosto sterile in attacco

JUVE-VALENCIA LIVE

Il Valencia di Marcelino non sta vivendo una stagione brillante come la precedente. In campionato è a ridosso della zona Europa League (a tre punti dal Real Madrid, incredibilmente sesto in classifica) e la qualificazione agli ottavi di Champions rischia di dover passare obbligatoriamente da due vittorie contro Juventus e Manchester United. Nonostante la solidità difensiva (miglior difesa della Liga, a pari merito con l’Atletico Madrid, con 9 reti subite), i “Murcielagos” hanno faticato a trovare continuità di rendimento soprattutto a causa di una sterilità offensiva preoccupante: sono solo undici i gol in campionato finora, di cui quattro nelle ultime due partite.

Una squadra solida ma sterile

Sono però incoraggianti in questo senso i segnali mostrati da Santi Mina nelle sfide contro Young Boys e Rayo Vallecano, con due doppiette su sei reti complessive. Il giovane attaccante spagnolo, punta abbastanza verticale ma con buoni doti associative, ha l’arduo compito di finalizzare le manovre d’attacco dei suoi, che si esaltano soprattutto in ripartenza, viste le difficoltà negli attacchi posizionali.

Anche quest’anno il Valencia adotta un approccio che punta innanzitutto alla compattezza nella propria metà campo, così come mostrato anche nella gara di andata contro la Juventus. Marcelino predilige il controllo totale sulla zona centrale davanti alla propria porta, invita volentieri l’avversario a portare le sue offensive sulle fasce, per poi affidarsi alla puntualità delle scalate delle sue linee. Nonostante la superiorità numerica per l’espulsione di Cristiano Ronaldo, però, al Mestalla la Juventus ha messo in serissima difficoltà questo tipo di atteggiamento; la squadra di Marcelino ha sofferto soprattutto sulla catena destra, composta da Ruben Vezo e Soler. Il tecnico spagnolo ha cercato di rimediare promuovendo Piccini come terzino destro titolare, e nella gara contro il Manchester United gli ha messo di fronte addirittura il mediano Coquelin, per ritrovare l’imprescindibile solidità.

La difficoltà del Valencia nel gestire la tecnica della Juventus sulla fascia sinistra e i cross sul secondo palo.

Riacquisita sicurezza, per il ruolo di terzino destro Marcelino ha iniziato a puntare con continuità sull’esperto Daniel Wass, ventinovenne cresciuto in realtà prevalentemente da centrocampista, in grado quindi di assicurare un interpretazione più offensiva del ruolo. È stato anche ripetuto l’esperimento Coquelin come esterno alto, anche a sinistra, nel turnover con Guedes. L’asse di sinistra, composto dal portoghese e Gaya, rimane una delle principali certezze della squadra nelle due fasi; tuttavia, l’atteggiamento difensivo degli spagnoli accentua parecchio la distanza da coprire per i giocatori posizionati sul lato debole. Per difendere bene a sinistra occorre dunque essere inappuntabili nei movimenti anche a destra e al centro, e viceversa. Esasperare la densità centrale, andando in pressione sul portatore defilato sull’altezza della trequarti, provando a recuperare il pallone grazie al raddoppio sistematico dell’ala, è il principale piano difensivo del Valencia.

Questa concentrazione di uomini è poi la base di ogni ripartenza, e diventa dunque fondamentale rigiocare bene la palla sul corto sfruttando i movimenti a venire incontro delle punte. In fase offensiva il Valencia non rinuncia al palleggio corto, manovra dal basso ma cerca la verticalizzazione in maniera abbastanza rapida per i canoni spagnoli. Quest’anno, però, fa molta fatica a finalizzare: da 14,59 Expected Goals prodotti ha realizzato appena 7 gol (dal conto sono esclusi rigori e autogol).

Le alternative della Juve

La squadra di Allegri potrebbe mettere in difficoltà Marcelino puntando su un atteggiamento simile a quello della partita di andata, sperando stavolta di evitare inconvenienti come l’espulsione di Ronaldo. È pertanto probabile che venga riproposta la catena di sinistra composta da Alex Sandro, Matuidi e Ronaldo, trio capace di dare in egual misura fisicità, dinamismo e qualità. Il francese ha infatti riposato contro la SPAL, subentrando solo nell’ultimo scorcio di gara. Dall’altro lato del campo è pressoché certo l’impiego dell’ex Cancelo, tra i migliori in campo all’andata, ma è interessante il ballottaggio davanti a lui.

Molto dipenderà dall’utilizzo di Mandzukic, che porterebbe Dybala a defilandosi di più sulla destra, potendosi così associarsi con Cancelo e Bentancur (come fatto in maniera magistrale all’Old Trafford, ma quella volta in assenza del centravanti croato). Se invece uno tra Dybala e Mandzukic dovesse restare fuori, sarà curioso vedere chi tra Cuadrado e Douglas Costa potrà essere impiegato in quello slot.

Nelle ultime gare Allegri ha disposto della polivalenza posizionale di Cuadrado e Costa in avanti. Ad esempio, nella partita contro la SPAL i due si sono scambiati la fascia di competenza dopo circa mezz’ora di gioco, finendo addirittura uno da trequartista (Costa) e l'altro da interno di destra (Cuadrado). Ma, anche nelle gare precedenti, il colombiano è finito spesso a occupare le zone mancine del campo, e talvolta addirittura i corridoi centrali, rendendosi protagonista di prove di grande utilità complessiva, seppur con qualche imperfezione di troppo nella finalizzazione.

Insomma, se la versatilità di Douglas Costa è un tema non attuale, quella di Cuadrado diventa una nuova carta interessante per poter sparigliare il gioco di questa Juventus multiforme. L’importante per i bianconeri sarà cercare di portare avanti offensive con quanti più uomini possibile, per pressare con aggressività a palla persa e neutralizzare sul nascere ogni tentativo di ripartenza. Data la prevedibilità della manovra degli spagnoli nelle fasi di attacco posizionale prolungato, la squadra di Allegri potrebbe anche permettersi di prendere fiato in diversi momenti della partita con il classico 4-4-2 di contenimento che può trovare vita facile sfruttando la parità numerica. I bianconeri sono chiaramente favoriti, ma non possono permettersi cali di concentrazione per blindare il primo posto nel girone.

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