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Tottenham-Inter, le chiavi tattiche

Champions League

Federico Aquè

La squadra di Spalletti troverà un Tottenham in condizioni di forma smaglianti, che ha appena interrotto la striscia di imbattibilità del Chelsea. A cosa dovrà stare attenta?

TOTTENHAM-INTER: GOL E HIGHLIGHTS

LE PROBABILI FORMAZIONI

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Nell’ultimo mese il Tottenham ha messo in fila cinque vittorie, tra cui quella decisiva contro il PSV Eindhoven in Champions, che ha tenuto vive le speranze di strappare all’Inter il secondo posto nel girone, e la più recente contro il Chelsea, una dimostrazione di forza andata anche oltre il 3-1 che ha interrotto l’imbattibilità della squadra di Sarri in Premier League. È insomma un brutto momento per affrontare gli “Spurs”, ma la buona notizia per i nerazzurri è che i tre punti di vantaggio in classifica permettono di giocare con due risultati su tre a disposizione: anche con un pareggio la qualificazione agli ottavi sarebbe assicurata.

Dopo aver bloccato sull’1-1 il Barcellona nell’ultimo turno, alla squadra di Luciano Spalletti tocca quindi superare un’ultima prova per andare oltre la fase a gironi. Uscire imbattuti da Wembley sarebbe un altro segnale di forza che consoliderebbe le ambizioni nerazzurre, specie in questo momento di forma straripante degli “Spurs”.

L’aggressività del Tottenham

Contro il Chelsea, Mauricio Pochettino ha ritrovato insieme dall’inizio i suoi quattro giocatori offensivi più importanti: Eriksen, Alli, Son e Kane. In stagione era capitato soltanto un’altra volta, nella vittoria fondamentale contro il PSV in Champions, e anche questo dà un’idea di quanto cambi il Tottenham in loro presenza. Contro la squadra di Sarri, Pochettino li ha però schierati in maniera inusuale rispetto alle abitudini. Eriksen ha occupato il ruolo di mezzala sinistra nel centrocampo a rombo, Alli ha invece giocato da trequartista dietro le due punte, che erano appunto Kane e Son.

La scelta di affrontare il Chelsea con il centrocampo a rombo era studiata innanzitutto per ostacolare il palleggio centrale dei “Blues”, con il trequartista Alli in marcatura su Jorginho e tre centrocampisti alle sue spalle a negare le verticalizzazioni verso la trequarti.

L’intensità del pressing ha schiacciato il Chelsea soprattutto nei primi venti minuti: il Tottenham era in già vantaggio per 2-0, grazie ai gol di Alli e Kane, ma lo scarto avrebbe potuto anche essere più ampio se Son fosse stato un po’ più freddo in un paio di occasioni. L’aggressività degli “Spurs” ha mandato in crisi anche una squadra dal possesso strutturato come quella di Sarri, incapace di costruire in modo pulito da dietro e di imporre la tipica manovra palleggiata.

Contro il Tottenham, Jorginho ha giocato la sua peggiore partita da quando è al Chelsea, con i dati più bassi della stagione sia nei passaggi completati (43) che nella precisione (82,7%). Un indizio molto chiaro di quanto sia stata efficace la pressione degli “Spurs”.

A fine partita Sarri ha ammesso che la sua squadra è stata travolta e ha dato un consiglio all’Inter: «Spero riesca a contenerli nella prima mezz’ora, in cui sono estremamente pericolosi. Un’altra cosa da evitare è la perdita della palla nella propria metà campo, perché in ripartenza il Tottenham è una delle squadre più forti d’Europa».

Di recente i nerazzurri hanno affrontato un’altra squadra capace di momenti di pressione furiosa, che fa dell’aggressività uno dei suoi punti di forza: l’Atalanta, ed è andata piuttosto male, vista la sconfitta per 4-1. Il Tottenham non è comunque soltanto una squadra aggressiva e molto pericolosa in ripartenza. I brillanti meccanismi di pressing e riaggressione a palla persa, per interrompere sul nascere le ripartenze avversarie, sono inseriti in un gioco molto organizzato, capace di adattarsi ai diversi contesti tattici che ogni partita propone.

Contro il Chelsea, gli “Spurs” hanno rinunciato al possesso, fermo al 40% a dispetto di una media del 55% in Premier, ma hanno sovrastato gli avversari con la fisicità e la pericolosità in spazi ampi dei tre giocatori offensivi. In una partita in cui recuperare palla e attaccare la porta nel minor tempo possibile ha contato più delle qualità in palleggio, Moussa Sissoko, schierato da mezzala destra, è stato dominante: nessun tackle o duello aereo perso e 10 recuperi, tra cui quello che ha avviato l’azione che ha portato al gol di Kane.

Anche Son è stato letteralmente imprendibile, e non solo nella splendida giocata personale con cui ha segnato il 3-0, bruciando Jorginho e saltando David Luiz prima di infilare la palla all’angolino col sinistro a pochi passi da Kepa. Se in fase difensiva le posizioni di Alli, Son e Kane erano definite, con il primo che da trequartista si occupava di Jorginho e gli altri due che invece pressavano i difensori centrali, una volta recuperata la palla il tridente offensivo si muoveva in modo fluido per garantire un appoggio al compagno in possesso e allo stesso tempo dare profondità, abbassando la difesa del Chelsea.

Non è infatti toccato sempre al trequartista Alli muoversi incontro al centrocampo, anzi con i suoi movimenti in verticale ha spesso impegnato la linea difensiva dei “Blues”, creando così spazi per i compagni sulla trequarti. Kane si è mosso di frequente tra le linee in orizzontale, come in occasione del gol, e Son era bravissimo a ricevere il primo passaggio dopo che era stata recuperata la palla e poi a scattare in avanti tagliando tra terzino e centrale. Il mix di movimenti, tecnica e velocità, a cui ha contribuito in modo decisivo anche l’abilità di Eriksen come playmaker (7 occasioni create, record stagionale in Premier) ha travolto il Chelsea, mai così in difficoltà in questa stagione.   

Chi controllerà il pallone?

Il Tottenham è comunque a proprio agio anche nelle partite in cui deve gestire di più il possesso, come capiterà probabilmente contro l’Inter. È facile che i nerazzurri concedano la palla agli “Spurs” più di quanto fatto dal Chelsea, puntando a verticalizzare velocemente e a conquistare le palle vaganti più che a manovrare uscendo in modo pulito dal basso, uno dei miglioramenti più attesi da Spalletti, che su questo aspetto insiste soprattutto quando la sua squadra deve affrontare avversarie di alto livello, capaci di pressare con intensità e organizzazione. Non ci sarebbe partita migliore per mostrare di aver fatto progressi da questo punto di vista. Uno dei difetti storici del Tottenham è infatti la fragilità della sua linea difensiva quando viene superato il primo pressing. Avere la forza di aggirare l’aggressività degli “Spurs” palleggiando aprirebbe grandi spazi nella loro metà campo.

È comunque probabile che all’Inter tocchi soffrire anche più di quanto fatto all’andata, quando è riuscita a ribaltare negli ultimi minuti una partita che sembrava ormai in controllo della squadra di Pochettino. Uscire indenni dai prevedibili momenti di pressione degli “Spurs”, riuscire a sostenere la loro intensità, potrebbe essere ancora più importante che avere idee e qualità per costruire con pazienza dal basso.

La squadra di Pochettino è abituata a concedere qualcosa in ogni partita e per questo è fondamentale tenerla in bilico, approfittare dei momenti di sbandamento che colpiscono la difesa degli “Spurs” e degli spazi lasciati alle sue spalle da un atteggiamento così aggressivo sul possesso avversario. Ogni recupero della palla, ogni pallone giocato con qualità tra le linee potrebbe davvero trasformarsi in una grande occasione, e l’Inter ha giocatori in grado di divorarsi il campo in verticale come Nainggolan e Perisic, che potrebbero riscattare una stagione fin qui al di sotto delle aspettative con una grande prestazione a Wembley, e un attaccante come Icardi che è l’incubo di una linea difensiva che diventa sempre più insicura man mano che si avvicina alla sua porta.

Sono passati più di due mesi dalla sfida d’andata, l’Inter aveva iniziato male il campionato e quella vittoria aveva dato la svolta, inaugurando una striscia di sette successi consecutivi, interrotta dalla sconfitta a Barcellona. Al Camp Nou i nerazzurri si erano scontrati con i loro limiti, stavolta, anche se basta un pareggio, dovranno riuscire a superarli per tenere testa a un Tottenham in grande forma.