Klopp contro Neymar e Psg: "Cadevano come fossero morti"

Champions League

L'allenatore del Liverpool non ci sta dopo la sconfitta del Parco dei Principi: "Vogliono farci passare per un gruppo di macellai. Loro andavano giù a ogni minimo contatto e sembrava si fossero fatti male sul serio. Sono stati furbi, ma se l'arbitro lo permette..."

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Ammette la vittoria con merito degli avversari, ma non ci sta a far passare la sua squadra come “un gruppo di macellai”. Jurgen Klopp difende il suo Liverpool in coda alla notte del Parco dei Principi, dove i Reds hanno messo a rischio la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, competizione nella quale sono arrivati all'ultimo atto nella scorsa edizione, con la sconfitta per 2-1 contro il Paris Saint-Germain. Nel mirino dell'allenatore tedesco c'è il comportamento antisportivo di alcuni calciatori avversari. Su tutti, manco a dirlo, Neymar. Toni molto differenti rispetto a quanto avvenuto 24 ore prima, quando in conferenza prepartita Klopp aveva ironizzato sulla voce “erotica” del traduttore. Via i sorrisi, addio all'atteggiamento da istrione. La guida del Liverpool ha battuto i pugni sul tavolo, replicando all'atteggiamento del Psg, i cui calciatori nel finale di partita sono andati giù troppo spesso nei contatti di gioco. Almeno, questa è la tesi dell'allenatore degli inglesi: “Neymar ha cercato tanti calci di punizione, ma anche altri suoi compagni andavano giù ogni volta come se si fossero fatti davvero male. Sembrava fossero morti, poi l'attimo dopo erano in piedi. Così non è più calcio. Lo so che i titoli saranno ‘Klopp ha detto che…’, ma il numero di interruzioni in questa partita non è una bella cosa. Per due anni consecutivi abbiamo vinto il premio del Fair Play in Inghilterra e stasera ci hanno fatto sembrare dei macellai per tutte le ammonizioni che abbiamo preso. Ci sono state 500mila interruzioni”.

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A fine partita, sul taccuino degli ammoniti si registravano i nomi di ben sei calciatori del Liverpool. Wijnaldum, Gomez, Sturridge, Van Dijk, Robertson e Keita. Sintomi di un nervosismo latente, registrato in particolare nel finale di partita, quando i Reds hanno provato a raggiungere il 2-2. Klopp non ha negato un errore nell'atteggiamento dei suoi: “Siamo stati aggressivi e sfortunatamente l’aggressione fatta in maniera nervosa e disordinata non aiuta molto nel calcio. Alla fine eravamo frustrati e arrabbiati, ma se l’arbitro permette che accadano certe cose, dobbiamo essere furbi noi a farci i conti”. Cosa ha infastidito in particolare l'allenatore del Liverpool? Presto detto. “Simulazioni e perdite di tempo. Loro si abbassavano sempre alla ricerca di un contatto e sembrava che noi usassimo i gomiti.Ma non voglio dire che il PSG non ha meritato e che mi aspetto aiuti dagli arbitri. Vorrei solo che si evitassero cose del genere. Perdere a Parigi ci può stare, ma così è fastidioso”. Ora il Liverpool dovrà battere il Napoli l'11 dicembre ad Anfield Road per 1-0 o con almeno due gol di scarto per non salutare la Champions League al primo turno. Nel derby tedesco della panchina in scena a Parigi, ha prevalso Thomas Tuchel. Che ha anche replicato a distanza a Klopp: “Non credo che la direzione arbitrale sia stata un problema così grande – ha spiegato – noi abbiamo subito molti falli. Non devi commettere molti falli, specialmente se sei in svantaggio. Jurgen? Ho sentito che ha la sua opinione e va bene così”.

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