Champions League, tutti i numeri della fase a gironi: Porto super, PSG macchina da gol

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Cala il sipario sulla prima fase della Champions League, gironi che anticipano il sorteggio degli ottavi di lunedì a Nyon. Non sono mancate le sorprese come il Porto, squadra leader per punti conquistati. Se il miglior attacco è del PSG, il Borussia Dortmund si è riscoperto un bunker in difesa. Quattro i club ancora imbattuti a differenza dell'AEK Atene, unica formazione sconfitta in tutte le partite

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Va in archivio la fase a gironi della Champions League, tappa inaugurale della competizione destinata alla finalissima del 1 giugno al Wanda Metropolitano di Madrid. È ancora lungo il cammino che attende le 16 qualificate agli ottavi di finale, sorteggio in programma lunedì a Nyon e che accoppierà le sfidanti negli incontri fissati tra febbraio e marzo. In corsa le italiane Juventus e Roma, delegazione pari a quella francese (PSG  e Lione) ma superata dal numero di squadre inglesi (4) oltre al trio spagnolo e tedesco. Prima di conoscere i prossimi incroci, tuttavia, perché non concentrarsi sui numeri e sulle curiosità registrate nella prima fase della Champions? Alzi la mano chi avrebbe scommesso sullo strapotere del Porto, capolista del gruppo D con 15 gol segnati e soprattutto 16 punti conquistati con 5 vittorie consecutive: nessuno come la squadra di Sérgio Conceição, leader in patria e corazzata pure in Europa. Alle spalle dei portoghesi si piazzano infatti Bayern e Barcellona con 14 punti, uno in più del trio costituito da Manchester City e Borussia Dortmund oltre all’Atletico Madrid. Parli di exploit ed inevitabilmente l’attenzione si sofferma sul numero di reti all’attivo: ebbene, in questo caso il Porto scivola sul 3° gradino del podio (insieme al Bayern Monaco) alle spalle dei Citizens (16 centri) e soprattutto del PSG, 17 gol realizzati nel gruppo C. Neymar il miglior marcatore dei parigini (5 firme) accompagnato dai vari Mbappé, Cavani e Di Maria per la gioia di Tuchel che ha festeggiato ogni 32 minuti. A parziale consolazione del Napoli, estromesso dagli ottavi, va ricordato come gli azzurri di Ancelotti siano usciti indenni nel doppio confronto (2-2 a Parigi e 1-1 al San Paolo). Gli attacchi peggiori? Quelli di Monaco e AEK, solo 2 reti all’attivo e non casualmente ultime nei rispettivi gironi.

Detto dell’attacco monstre del PSG, a chi appartiene invece la migliore difesa di questa Champions? Il vanto è tutto della capolista della Bundesliga, quel Borussia Dortmund in grado di precedere l’Atletico Madrid in vetta al gruppo A: sono 2 i gol concessi dai tedeschi di Favre, puniti solo in trasferta a Madrid nel bunker costruito dal portiere Bürki e da colleghi sorprendenti come il 22enne Diallo. Alle spalle dei tedeschi troviamo la Juventus, 4 reti al passivo (due delle quali incassate nell’ultima gara a Berna) come il Manchester United e lo Schalke 04. Dicevamo dei rimpianti del Napoli, d’altronde la peggiore difesa della fase a gironi è stata quella della Stella Rossa (17 gol sul groppone) in grado di bloccare sullo 0-0 gli azzurri nel match inaugurale a Belgrado. La migliore differenza reti? Il +10 è di casa per Bayern Monaco e Manchester City, mentre il peggiore bilancio è tutta della coppia Stella Rossa-Monaco (-12). Non ci allontaniamo dal tema realizzativo registrando l’exploit di Lewandowski, bomber del Bayern e della Champions con 8 centri: a completare il podio incontriamo Messi (6 reti) e ben 6 giocatori a quota 5. Parliamo di Neymar e Tadic, degli "italiani" Dybala e Dzeko fino a Kramaric e Marega. C’è chi segna e chi non ammette sconfitte nel proprio bilancio: sono quattro le squadre ancora imbattute in questa edizione come Barcellona e Porto, Bayern Monaco ed Ajax. Naturalmente non possiamo trascurare il rovescio della medaglia: quale è l’unica squadra che ha perso tutte le partite dei gironi? È l’AEK Atene, puntualmente sconfitto nel gruppo E per la disperazione di Ouzounidis. E pensare che al da Luz avevano inchiodato il Benfica sullo 0-0 fino al minuto 88: quantomeno Henry e il Monaco (un punto) riescono a lasciarsi alle spalle un’altra formazione.

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