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06 marzo 2019

Champions League, scuola Ajax: cinque cose che (forse) non sapete sul vivaio dei lancieri

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Le arti marziali per tutti i giovani e gli spogliatoi coi nomi delle leggende del club: più cresci più aumenta l'importanza, fino a cambiarsi nella stanza dedicata a Johan Cruijff. La scuola e l'acronimo TIPS - tecnica, intuizione, personalità e velocità - il modello per crescere insieme al 433 brevettato. Il sogno del Bernabeu nasce al de Toekomst

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L'impresa del Bernabeu in casa Ajax ha un nome ben preciso, ed è "de Toekomst". In olandese significa "il Futuro", ma quello è anche il nome del centro sportivo dove la squadra di ten Hag si allena, e dove si rifornisce da quell'incredibile fucina di talenti che è il prodigioso settore giovanile dei lancieri. De Ligt e van de Beek, ma anche Frenkie de Jong e Mazraoui, Daley Blind e Kasper Dolberg. I nomi in prima squadra cresciuti al de Toekomst sono tantissimi, oggi come nella storia, vedi gente come Dennis Bergkamp, Clarence Seedorf, Frank Rijkaard, Marco van Basten o il genio assoluto Johan Cruijff. Come entrare nel miglior settore giovanile di sempre è ben chiaro, e lo scrivono gli olandesi sul proprio sito ufficiale: "L'accademia giovanile dell'Ajax non accetta domande", niente candidatura libera insomma: devi essere scelto, e "dopo un lungo processo di scouting", anche perché "le domande per l'iscrizione, via mail o via posta, non saranno prese in considerazione". Una vera scuola di calcio dove tante sono le curiosità.

1 - L'accoglienza: "Benvenuti nel futuro"

Le parole d'ordine al de Toekomst per creare nuovi talenti sono crescita e pazienza, lavoro costante e mentalità. E non a caso l'Osservatorio CIES nel novembre del 2018 ha messo proprio l'Ajax al primo posto dei settori giovanili più prolifici in circolazione, con ben 77 giocatori cresciuti ad Amsterdam ed ora in giro per tutta l'Europa. Una vocazione, anzi, una missione, come recita il cartello presente all'ingresso del centro sportivo dei lancieri, dove crescono i talenti ma dove si allena anche la prima squadra: "Welkom op de Toekomst", ovvero "Benvenuti nel futuro". Perché è proprio qui che nascono serate di gloria, di calcio spettacolare e di bellezza come quelle del Bernabeu in Champions League.

2 - I nomi dello spogliatoio come le leggende del club

Il sogno dei tanti giovani è allora quello di spiccare il volo, allo stesso modo con cui Tadic (uno preso dal Southampton la scorsa estate) ha centrato l'incrocio dei pali in uno degli stadi più importanti della storia. Ma attenzione, "solo uno o due giocatori arrivano alla prima squadra ogni anno" - recita sempre il sto ufficiale dell'Ajax nella sua sezione dedicata all'Academy, ma chi ci riesce vuol dire che ha scalato tutti i "nomi" del de Toekomst. Ovvero? Ogni spogliatoio nel centro delle giovanili dell'Ajax ha un nome, quello di una leggenda della storia del club. Più sali di età e più la stanza si fa importante - come raccontato da Gianluigi Bagnulo nello speciale Dalla A alla X: viaggio nel mondo Ajax per Fox Sports. Una crescita costante: dal basso risali passando per Piet Keizer e Frank Rijkaard, fino al mito Cruijff, dove si cambia la primavera.

3 - Scuola prima di tutto

Uno dei segreti sta però anche lì: istruzione e cultura, che diventano sinonimo di cultura sportiva, e di classe sia sul campo che fuori dal campo. L'Ajax è maestra e il proprio settore giovanile, che spinge la prima squadra a non aver mai paura di far esordire un ragazzino, è il cuore stesso di tutto il club. I "Godenzonen", i "figli degli dei", così come vengono chiamati i giovani lancieri, prima di giocare studiano. L'Ajax non collabora infatti solo con le tante scuole di Amsterdam, ma ha all'interno dello stesso de Toekomst vere aule studio: banchi, cartelle, pc, lavagne, compiti e maestri, che aiutano i giocatori anche a casa. Un sistema con un fine comune: la crescita, sotto tutti i punti di vista. Un sistema riuscito anche grazie ai tantissimi pulmini sparsi per la capitale che accompagnano tutti i ragazzi nei tragitti casa-scuola-allenamenti. Ogni giorno. E se vieni da fuori non c'è nessun freddo convitto ad attenderti, ma l'accoglienza in case famiglia per far sentire tutti già parte di Amsterdam e della grande scuola Ajax.

4 - Arti marziali

A questo punto viene spontaneo chiederselo: come nasce il settore giovanile dell'Ajax? Essenzialmente da una mentalità, e da una filosofia, quella non del risultato ma della crescita. E da un'esigenza: la scuola dei lancieri è una risposta al calcio moderno che investe solo sui giocatori già pronti, mentre dalle parti del de Toekomst si punta sempre sui giovani, poi venduti e coi soldi usati per finanziare le strutture di allenamento. Un circolo sempre in movimento come le ruote delle infinite biciclette che girano per il cuore pulsante di Amsterdam. Il centro sportivo a due passi dall'Amsterdam ArenA è così uno dei più all'avanguardia d'Europa, dove i giovani praticano arti marziali per completare la propria preparazione fisica e mentale. Una struttura dove nulla è lasciato al caso, come la sala dove i giovani infortunati recuperano per tornare al meglio, con un'enorme vetrata che dà sul campo dove si allena la prima squadra. Quasi un messaggio: tenete duro e un giorno sarete lì con loro.

5 - TIPS, il segreto dell'Ajax

Poi, ovviamente, c'è il campo. Insieme alla scuola e alla mentalità. Insieme all'addestramento fisico e alle responsabilità di vestire quella divisa. "L'Ajax ha sviluppato il modello TIPS", è un altro punto dell'introduzione all'Academy dei lancieri. Technique, Insight, Personality, Speed. Cioè tecnica, intuizione, personalità e velocità. I quattro cardini su cui sviluppare i giovani talenti: "Se personalità e velocità sono proprietà innate, è su tecnica e intuito che noi possiamo migliorare". Sempre con un addestramento che segue in maniera identica la prima squadra, nello stile di gioco, nel 433 (o varianti) che usano a tutti i livelli delle giovanili, nel comportamento e nelle regole. Perché la filosofia è sempre quella, "mantenere un gioco riconoscibile, che sia attraente, offensivo, creativo, veloce e leale". Come quello visto al Bernabeu. Nella notte dell'impresa che affonda le sue radici al de Toekomst.

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