Liverpool-Barcellona, le chiavi tattiche della semifinale di Champions

Champions League

Daniele V. Morrone

Klopp cerca l'impresa di rimontare il 3-0 subito al Camp Nou, ma non ha Salah e Firmino in attacco, Valverde invece deve scegliere la strategia migliore per non farsi schiacciare dal probabile tentativo di assedio dei "Reds" ad Anfield

LIVERPOOL-BARCELLONA LIVE

Per compiere l’impresa e raggiungere la seconda finale consecutiva dell’era Klopp, il Liverpool deve segnare 4 gol senza subirne. Va detto subito che in questa stagione il Barcellona ha subito 3 o più gol solo in due occasioni: la sconfitta per 4-3 contro il Betis e il pareggio per 4-4 contro il Villarreal. In entrambe, quindi, ha comunque segnato, cosa che verosimilmente basterebbe oggi alla squadra di Valverde per chiudere la semifinale.

Non aiuta il Liverpool il fatto di stare in piena corsa per il titolo della Premier League, perché mentre il Barcellona già campione ha potuto schierare una formazione fatta di riserve e ragazzini per la sua partita di sabato sera contro il Celta, in contemporanea il Liverpool ha giocato con la formazione titolare (meno Firmino infortunato) una partita che non poteva permettersi di perdere. Nella stessa partita Salah ha subito un infortunio alla testa e sarà quindi costretto a stare fuori. Aggiungendo all’assenza di Salah quelle di Firmino e Naby Keita, che si è infortunato proprio durante la partita di andata, tre pezzi chiave della formazione di Klopp non saranno in campo per tentare l’impresa.

Le assenze non dovrebbero cambiare la strategia di Klopp, anzi il Liverpool potrebbe compensare la minore tecnica in attacco cercando una pressione ancora più alta fin dall’inizio da parte di tutta la squadra. Spingere sull’agonismo e cercare nello stadio un alleato per far diventare la partita un inferno: può sembrare un cliché, ma poche squadre come il Liverpool hanno dimostrato in queste ultime stagioni di poter segnare più gol in un tempo ravvicinato quando si trovano in casa e il pubblico è totalmente partecipe.

A questo proposito sembra probabile rivedere Alexander-Arnold come terzino destro, perché più offensivo e più bravo nei cross rispetto a Joe Gomez. Ed è probabile che Wijnaldum, dopo aver giocato con scarsi risultati dal falso nove all’andata, giocherà a centrocampo. Il tridente offensivo dovrebbe essere invece formato da Origi, Shaqiri e Mané. Se dovessero essere queste le scelte di Klopp, è possibile che il Liverpool si schieri con un 4-4-2 asimmetrico, in cui in sostanza Origi e Mané formano la coppia d’attacco e Shaqiri balla tra la linea offensiva e quella dei centrocampisti. Questo serve ai “Reds” sia per avere una presenza costante a minacciare l’area di rigore, sia per avere un giocatore che possa ricevere alle spalle del terzino sinistro Jordi Alba una volta recuperata palla.

È già successo in stagione che Firmino e Salah fossero fuori contemporaneamente: nella trasferta contro il Burnley in Premier League e in quella contro il Wolverhampton in FA Cup, in cui il Liverpool si era presentato con addirittura Sturridge, Origi e Shaqiri in attacco. Proprio nell’ultima partita giocata contro il Newcastle, all’uscita di Salah si è riproposta una variante ancora più radicale, che ha visto in campo insieme Mané, Shaqiri, Origi e Sturridge. Molto probabilmente non la vedremo dall’inizio, ma potrebbe essere un’opzione a partita in corso per sbloccare la gara, se il primo tempo dovesse finire 0-0. Contro il Newcastle lo schieramento molto offensivo ha portato al gol vittoria che ha tenuto in vita le speranze di titolo in Premier League, contro il Barcellona, però, di gol ne servono 4.

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Lo schieramento del Liverpool contro il Newcastle

Lo schieramento molto offensivo scelto da Klopp contro il Newcastle.

Le opzioni di Valverde

In conferenza stampa Valverde ha fatto capire che l’idea di difendere unicamente il risultato dell’andata non è contemplata, perché per il Barcellona un gol ad Anfield significherebbe praticamente decidere la sfida e anche perché lo spettro dell’eliminazione della scorsa stagione, quando i catalani furono rimontati dalla Roma dopo aver vinto 4-1 al Camp Nou, ancora aleggia sullo spogliatoio. Non sarà semplice, comunque, tradurre queste dichiarazioni sul campo, trovando un modo per bilanciare la ricerca del gol con la necessità di resistere a un tentativo di assedio ad Anfield.

Valverde è un allenatore pragmatico e l’ha dimostrato anche all’andata, scegliendo a sorpresa Arturo Vidal come titolare, in una formazione che doveva combinare talento offensivo ed equilibrio a centrocampo, anche a scapito dell’idea di ordinarsi attraverso il pallone. Valverde ha fatto capire all’andata che è disposto anche a lasciare agli avversari il pallone e il dominio territoriale per lunga parte della gara, se questo significa evitare di scoprire la fascia centrale del campo e garantirsi comunque un numero adeguato di occasioni da gol, anche attraverso ripartenze mortifere.

Avendo a disposizione tutti i giocatori, tranne Ousmane Dembélé, sembra probabile che le opzioni per Valverde siano ridotte a tre. La prima consiste nel replicare lo schieramento dell’andata, con Arturo Vidal titolare come mezzala destra e Coutinho alto a sinistra nel tridente d’attacco, che in fase di difesa posizionale si abbassa a centrocampo per difendere con un 4-4-2, uno schieramento che riassume perfettamente la ricerca di un equilibrio tra il talento offensivo e la voglia di pareggiare l’atletismo degli avversari. La seconda sarebbe lo schieramento con cui il Barça ha chiuso la gara d’andata, un 4-4-2 con Vidal esterno sinistro e Sergi Roberto esterno destro a centrocampo, con Nelson Semedo terzino destro. Sacrificare insomma la creatività di Coutinho in favore di un equilibrio tattico totale che, pur caricando ulteriormente di responsabilità offensive i due attaccanti, garantisce una migliore pressione sul pallone e una ripartizione del campo più razionale.

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Il 4-4-2 del Barcellona nella gara d'andata

Il 4-4-2 del secondo tempo nella gara d'andata, con Sergi Roberto e Vidal esterni a centrocampo.

La terza ipotesi porterebbe a stravolgere la strategia seguita all’andata, puntando invece a trovare l’equilibrio in campo attraverso il possesso del pallone, con Arthur Melo e Vidal in campo, utilizzando sia il cileno che Rakitic come falsi esterni di un 4-4-2. Quest’ultima opzione permetterebbe di resistere alla pressione del Liverpool affidandosi alle qualità di Arthur e affronterebbe di petto la strategia della pressione a tutto campo degli avversari, evitando di costringere Busquets a ricevere spalle alla porta come all’andata. Dalla scelta dello schieramento iniziale sapremo anche la scelta della strategia del Barcellona, che si trova nella migliore delle situazioni possibili per una squadra che va ad Anfield a giocarsi la finale di Champions League.