Champions, Europa League ed Euro 2020: perché l’Uefa ha scelto solo ora

Champions League
Luca Marchetti

Luca Marchetti

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Restiamo a casa, come slogan, cominciano a capirlo tutti. Anche in Europa. Anche alla Uefa. È sul concetto di uniti ma distanti che c’è qualche incomprensione. Diciamo che ci si focalizza più sul “distanti” che sull’uniti.

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La Uefa ha fermato le competizioni e ora dovrà studiare degli scenari per l’Europeo. Lo farà da oggi in poi. Ma perché tutto questo tempo? I problemi logistici sono arrivati quando c’è stato l’intervento dei governi. E poi quando, nelle scorse ore, sono arrivati i primi positivi fra i calciatori nelle squadre top. L’iter è stato lo stesso di quanto successo in Italia, solo che in Italia è successo prima. Finché il Governo ha permesso di giocare si è giocato. Poi c’è stata la forte presa di coscienza del calcio che ha anticipato anche le misure restrittive del Paese.

Alla Uefa è più complesso

Ci sono diverse leghe e federazioni da mettere d’accordo. E c’è di mezzo anche l’Europeo. Tutto si può ricondurre a un grande ostacolo: il calcio, le Leghe, le Federazioni non vorrebbero perderci economicamente. Ma sarà inevitabile. Fermarsi significa non giocare alcune partite. Bisogna soltanto scegliere (insieme) quale possa essere il danno minore. Non finire la stagione (sia campionato o coppa) comporterebbe delle conseguenze economiche molto serie (proventi Uefa, diritti tv, incassi da stadio). Ma è ormai impossibile far finire tutto in questa stagione, come previsto.

L’Europeo deve slittare

La Champions e l’Europa League potrebbero accorciare il programma giocando più spesso, con gare ad eliminazione diretta o con una final four. Ma anche i singoli campionati hanno le stesse esigenze, visto che sono fermi. Necessario fra slittare l’Europeo. Anche se spostarlo significherebbe sostenere comunque un costo. Forse il meno impattante, direttamente. Ma comunque un costo di almeno 300 milioni. E spostando l’Europeo andrebbero ripensati molti calendari: dalle qualificazioni mondiali alla Nation League, dall’U21 alle donne. Il tavolo di confronto servirà dunque ad unirsi. Scegliere di perdere in maniera condivisa. Ma è un’emergenza e perderanno tutti. E ora tutti hanno cominciato a capirlo in maniera seria.

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