Chelsea Juventus, le chiavi tattiche del match di Champions

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Dario Pergolizzi

©IPA/Fotogramma

Il Chelsea è in un ottimo momento di forma, ma dovrà fare a meno di Havertz e Lukaku; la Juventus dovrà decidere se continuare con il modulo visto con la Lazio o tornare al 3-5-1-1 che aveva propiziato la vittoria dell'andata
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Dopo la sconfitta a Torino contro la Juventus del 29 settembre, il Chelsea ha infilato una serie di otto vittorie consecutive – di cui l’ultima per 3-0 sabato contro il Leicester – e un pareggio, nonostante diversi infortuni e assenze. Per circa un mese Tuchel ha dovuto fare a meno di Lukaku, Werner e Kovacic, più altre assenze sparse che hanno coinvolto Kanté, Pulisic, Mount, Silva, Christensen, James. Questo ha portato l’allenatore a coinvolgere di più alcuni rimpiazzi, come l’emergente Chalobah in difesa, Loftus-Cheek in mezzo e Hudson-Odoi utilizzato da trequarti o da seconda punta, mentre Havertz ha occupato con continuità la posizione di centravanti.

 

Il tedesco ha dato un’interpretazione più mobile al ruolo rispetto a Lukaku, dando una maggiore flessibilità allo stile di attacco del Chelsea. Havertz non ha le qualità di finalizzazione del compagno, ma ha dimostrato di poter giocare come centravanti in maniera molto dinamica, con inserimenti profondi partendo da lontano o con movimenti a svuotare l’area di rigore per i compagni. Havertz però è in dubbio per la sfida con la Juventus, a causa di un problema fisico, così alla fine Tuchel potrebbe scegliere il rientrante Timo Werner, piuttosto che rischiare Lukaku, al rientro dall’infortunio. Anche perché proprio all’andata, il belga aveva giocato una brutta partita.

 

Nonostante un predominio offensivo del Chelsea, Lukaku aveva sofferto le attenzioni difensive costruite intorno a lui dalla Juventus. Allegri aveva preparato una gabbia al centro che vedeva Bonucci, aiutato spesso da Locatelli, per togliere più ricezioni possibili all’ex attaccante dell’Inter. Snervato dal poter toccare pochi palloni puliti, Lukaku era stato poco lucido anche nel paio di occasioni che ha comunque avuto nell’arco della gara. Con Werner il Chelsea potrebbe beneficiare di un attacco più fluido (e più simile alla struttura di inizio 2021, che portò grandi prestazioni in Champions) contro una difesa abbastanza statica come quella della Juventus, che presumibilmente arriverà a Stamford Brigde con l’idea di fare una partita di contenimento, senza per altro avere l’ansia del risultato a ogni costo essendo già qualificata. 

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Havertz che fa da riferimento diretto per la verticalizzazione di Mendy, salta Evans con un controllo orientato e il Chelsea si ritrova a puntare la linea in superiorità numerica, guadagnando infine un fallo dal limite. Anche senza Lukaku il Chelsea sa essere diretto.

 

Allegri a sua volta dovrà fare a meno di Danilo e saranno ancora fuori Chiellini e Bernardeschi. Contro la Lazio dopo l’uscita dal campo del brasiliano, Allegri era passato al 4-3-3, lo stesso modulo schierato all’andata contro il Chelsea. In quell’occasione, però, dopo aver constatato che i suoi non riuscivano a contenere le combinazioni rapide del Chelsea tra i mezzi spazi e la fascia, soprattutto a destra, decise di passare a un 5-3-1-1 ancora più basso e compatto. L’invito arrivato durante la conferenza prepartita da parte di Allegri e de Ligt «a stare molto compatti» fa pensare che la Juventus adotterà una strategia fortemente incentrata sul controllo dello spazio, non dissimile da quanto visto nelle ultime settimane.

 

Quindi di nuovo 3-5-1-1? Per farlo Allegri dovrebbe arretrare Alex Sandro come terzo centrale accanto a de Ligt e Bonucci, lasciando però un buco sulla fascia sinistra. Pellegrini non è in lista Champions, De Sciglio è ancora fuori e l’allenatore ha fatto capire di non avere una grande fiducia nelle qualità difensive di Federico Chiesa, che pure potrebbe sacrificarsi in quella posizione, allontanandosi però dalla porta.

 

L’alternativa è riproporre il 4-5-1 visto con la Lazio, con Alex Sandro al posto di Pellegrini e, al massimo Kean, apparso più fresco, per Morata. Se così fosse, Allegri averbbe meno problemi di adattamento, ma la Juventus si troverebbe davanti un avversario che sembra molto più in grado di imporre il proprio contesto e muovere rapidamente il pallone. Insomma, servirebbe nuovamente una partita molto precisa a livello difensivo dei due esterni di centrocampo, che potrebbero trovarsi a scendere come quinti sul lato debole per assorbire gli inserimenti dei corrispettivi avversari, uno dei classici del Chelsea di Tuchel. Non proprio il tipo di partita a cui sono abituati Kulusevski e Chiesa tuttavia.

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Un frame che mostra la fluidità di cui può essere capace il Chelsea anche contro un 5-3-2. Reece James molto accentrato, così come Chillwell che approfitta dell’allargamento di Hudson-Odoi, Kanté alto al centro e Havertz a destra, mentre Rudiger si accinge a ricevere e condurre nello spazio.

 

La presenza di Lukaku o meno determinerà il grado di fluidità dell’attacco del Chelsea e di conseguenza l’atteggiamento dei due o tre centrali della Juventus. La qualità dei trequartisti, se lasciati con spazio a disposizione, può essere determinante e i bianconeri dovranno provare a seguirne i movimenti anche lontano dal cuore dell’attacco. Inoltre ultimamente il Chelsea sta segnando molto con gli inserimenti dei centrocampisti, come quello di Kanté con il Leicester. Rabiot e Locatelli, che nelle ultime partite si sono trovati spesso ad assorbire le corse degli avversari anche fin dentro la linea difensiva, potrebbero essere pronti per gestire questo tipo di situazione, ma la vera forza del Chelsea è l’imprevedibilità corale, la capacità di portare avanti il pallone praticamente con qualsiasi giocatore e cogliere lo spazio libero in cui passarla in una frazione di secondo.

Nel terzo gol contro il Leicester, per esempio, l’azione inizia con una conduzione decisa di Chalobah nello spazio dopo aver ricevuto da Jorginho, in seguito a una pressione avversaria sulla fascia opposta. I centrali hanno sempre svolto un ruolo decisivo per l’imprevedibilità del Chelsea, soprattutto contro avversari che cercano di non scoprirsi nella propria metà campo, e che quindi rischiano di uscire il meno possibile in pressione o in marcatura contro di loro.

 

La vittoria dei bianconeri contro la Lazio ha consolidato l’identità di questa stagione: una squadra sempre più incline a lasciare il pallone all’avversario cercando di trovare adattamenti anche a partita in corso per limitare i danni. Finora la Juventus ha ritrovato costanza di risultato ed è riuscita, in un modo o nell’altro, a trovare qualche gol. Va però ricordato che anche nell’attenta partita di andata la Juventus fece un’enorme fatica ad arrivare alla porta di Mendy, e che in generale i bianconeri creano occasioni offensive abbastanza complicate da realizzare. Da vedere anche se, senza eventualmente il riferimento di Lukaku racchiuso nel triangolo tra i due centrali e il mediano, la Juventus avrà la stessa efficacia difensiva. 

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