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Verso Atalanta-Bayern: i record offensivi, l'assenza di Neuer e il momento dei bavaresi

L'AVVERSARIO

Introduzione

È già vigilia di Champions. L'Atalanta, unica squadra italiana rimasta in corsa, affronta domani sera il Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di finale alla New Balance Arena. Sarà il primo confronto assoluto tra le due squadre: Palladino se la vedrà con un avversario durissimo, vicino a conquistare il campionato in Germania e a riscrivere alcuni record sia in patria che in Europa per gol e produzione offensiva. Da bomber Kane fino alla coppia Olise-Diaz, perfetti eredi di Robben e Ribery, senza trascurare i gioielli Musiala e Karl. Ecco i numeri dei tedeschi in questa stagione, alle prese però con qualche assenza da non sottovalutare

 

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Quello che devi sapere

La prima volta

Martedì 10 marzo 2026, ore 21, New Balance Arena di Bergamo. L'Atalanta si toglierà un altro sfizio nella sua storia europea: affrontare per la prima volta il Bayern Monaco, una delle società più blasonate di sempre. La più forte in Germania e una delle migliori in Europa. Forse, a questo punto della stagione, l'avversario più difficile che potesse capitare negli ottavi di finale. A un passo dal titolo in Bundesliga e protagonista di un rendimento mai altalenante nel 2025/2026. L'Atalanta ha feeling con le squadre tedesche: ha appena eliminato il Borussia Dortmund nel playoff e ha vinto l'Europa League nel 2024 trionfando in finale sul Bayer Leverkusen. La squadra di Kompany si presenta però a questo confronto con numeri invidiabili in attacco. Vediamoli

Il miglior attacco di sempre in Bundesliga

Da Bayern-Lipsia 6-0 del 22 agosto 2025 a Bayern-Monchengladbach 4-1 del 6 marzo 2026: i bavaresi in Bundesliga hanno segnato 92 gol in 25 partite, una media di 3,68 a incontro. In nessun match sono rimasti a secco, arrivando a un massimo di 8 contro il Wolfsburg lo scorso gennaio. Sono a un passo dal record storico del massimo campionato tedesco, appartenente sempre al Bayern, ma di un'altra era: quello di Muller, Beckenbauer e Hoeness nel 1971/1972. Servirono 101 reti per piegare la resistenza dello Schalke 04. A Kompany ne bastano 10 nelle 9 partite rimanenti per superare le più grandi leggende del club. Considerando la media tenuta sin qui, non dovrebbero esserci problemi.

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Nel mirino c'è anche il record europeo

Primato in Germania, ma non solo. Il Bayern può insidiare anche quello del Real Madrid 2011/2012. La squadra campione di Spagna con Mourinho in panchina e Cristiano Ronaldo in campo segnò 121 gol per mettersi dietro il Barcellona di Guardiola. Nessuno, almeno nei primi cinque campionati europei e in questo secolo, si è mai spinto a tanto. Oltretutto, essendo la Liga a 20 squadre, il Real mise insieme il bottino in 38 incontri, quattro in più di quelli che avrà a disposizione il Bayern (in Bundesliga ci sono 18 club). Missione più difficile per Kane e soci, ma veramente impossibile?

L'inarrestabile Hurri(Kane)

Considerando tutte le competizioni, e non solo la Bundes, la propensione del Bayern al gol non cambia: 128 in 38 partite, un vantaggio siderale rispetto a tutte le altre big europee. Un contributo enorme lo sta ovviamente portando il centravanti Harry Kane, in testa alla classifica della scarpa d'oro con 30 reti, nettamente in vantaggio sugli inseguitori Mbappè (23) e Haaland (22). Così come la sua squadra, anche l'inglese punta a entrare nella storia del campionato tedesco detronizzando il suo predecessore, Robert Lewandowski. Il polacco, ora al Barcellona, ha segnato 41 gol nel 2020/2021. Nessuno meglio di lui in un singolo campionato, nemmeno il Gerd Muller della già citata annata 1971/1972: si fermò a 40. Kane, che in stagione è a quota 45, deve segnarne 11 nei 9 match che restano. 

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Gli eredi di Robben e Ribery

Se il centravanti Kane non fa rimpiangere il miglior Lewandowski, anche le ali stanno regalando talmente tante soddisfazioni da suggerire paragoni illustri. Michael Olise a destra e Luis Diaz a sinistra imperversano contro qualsiasi avversario: 13 gol e 22 assist tra tutte le competizioni per il francese al suo secondo anno in Baviera, 20 e 13 per il colombiano arrivato in estate dal Liverpool. Sono ai livelli delle versioni più scintillanti di Franck Ribery e Arjen Robben: il primo chiuse il 2011/2012 con 17 gol e 27 assist, il secondo collezionò 21 gol e 17 assist nel 2013/2014, rispettivamente le loro migliori stagioni a livello statistico

I gioielli di casa

Contro il Borussia Monchengladbach su rigore ha appena ritrovato il gol in Bundesliga, c'era riuscito anche in Champions col Psv Eindhoven: Jamal Musiala è tornato dopo i due terribili infortuni che lo hanno condizionato dalla metà della scorsa stagione: prima uno strappo alla coscia sinistra e poi alla stessa gamba la frattura del perone con lesione dei legamenti della caviglia al Mondiale per Club. Già leader tecnico della squadra prima del doppio stop, in questo finale di stagione il classe 2003 può essere davvero l'arma in più. La sua assenza non ha influito troppo sui risultati del Bayern anche grazie all'esplosione di Lennart Karl. 18 anni compiuti a febbraio, ha avuto finora un impatto da 7 gol e 5 assist, non male per essere la sua prima stagione da professionista

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Qualche assenza pesante

Nell'ultima partita prima dell'Atalanta, Manuel Neuer è stato costretto alla sostituzione per una lesione muscolare al polpaccio sinistro. Infortunio che non lo vedrà a Bergamo e che potrebbe costargli anche il ritorno tra una settimana. Al suo posto Urbig, lo stesso che lo sostituì nel doppio confronto perso contro l'Inter un anno fa ai quarti di finale. Contro l'Inter e anche contro la Dea non dovrebbe esserci neppure Alphonso Davies: il terzino canadese, dopo la rottura del legamento crociato dello scorso anno, non è ancora riuscito a recuperare la condizione migliore e al momento è out per un problema di natura muscolare. Contro il Gladbach mancava anche Harry Kane. In conferenza stampa Kompany aveva annunciato il suo forfait per una botta al polpaccio, aggiungendo che si sarebbe aspettato di vederlo in campo in Champions. Jackson al suo posto ha fatto bene, ma non avere contro un giocatore da 45 gol in 6 mesi potrebbe essere un vantaggio. 

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