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Uefa, le nuove linee guida del Var su seconde ammonizioni e identità errata

Champions League

Introduzione

Il massimo organo calcistico europeo ha pubblicato le "Clear Line" sull'utilizzo del Var. Un vademecum (con tanto di video al seguito) sulle linee guida fornite ad arbitri e Var per aiutarli ad applicare le regole del gioco. Tantissimi i temi presi ad esempio: i rigori (declinati in sette casistiche, come falli di mano, spinte, step on foot e altro), i cartellini rossi o i possibili falli nello sviluppo dell'azione. Tra le novità in campo europeo c'è l'introduzione del Var anche per le seconde ammonizioni, la possibile revisione dei corner in attacco (in tempi brevi) e il caso dell'identità errata tanto discussa al Mondiale nel caso Embolo: "Il Var deve intervenire quando l'arbitro ha mostrato un cartellino alla persona sbagliata, ma l'infrazione in sé non può essere rivista"

 

Uno dei concetti base ribaditi in ogni punto è che "in caso di dubbi su uno qualsiasi dei criteri, il Var non dovrebbe intervenire"

Quello che devi sapere

I 5 capitoli del documento dell'Uefa

I capitoli principali relativi all'intervento del Var sono 5, declinati a loro volta in casistiche specifiche. Eccoli:

 

  1. I rigori (visti in 7 casi: fallo di mano, trattenuta, sgambetto, step on foot, se due giocatori arrivano insieme sul pallone, i falli dei portieri e la simulazione)
  2. Le espulsioni (viste in 4 casi: per chiara occasione da gol, fallo grave, condotta violenta, seconde ammonizioni)
  3. Le APP (attacking possession phase), cioè quando il Var va a rivedere qualcosa accaduto durante lo sviluppo dell'azione
  4. Le decisioni 'di fatto'
  5. L'identità errata

CAPITOLO 1. I rigori (fallo di mano)

Partiamo dal primo caso dei rigori: il fallo di mano. Ecco, in questo caso l'Uefa sottolinea che il Var dovrebbe intervenire e raccomandare un rigore "se il tocco di mano è stato intenzionale, come ad esempio per un movimento della mano/braccio verso il pallone", o quando il difensore "ha assunto una posizione innaturale", o se la posizione del braccio/mano "non è giustificata dal movimento del difensore". 

 

Al contrario, il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore "quando il braccio è posizionato vicino o a contatto con il corpo, o si trova chiaramente in una posizione naturale per lo specifico movimento o azione". 

 

E sui difensori che entrano in scivolata e colpiscono la palla con la mano? È rigore se un difensore blocca/devia un tiro/cross scivolando "con un braccio esteso lontano dal corpo lungo il terreno, rendendo il proprio corpo innaturalmente più grande" o " creando una barriera più ampia per bloccare la palla" 

 

Come in tutti i casi che vedremo succesvamente, l'ultimo punto del vademecum è: "Se non vi sono prove evidenti che il pallone abbia toccato il braccio del difensore, il Var non dovrebbe intervenire".

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I rigori (spinte e maglie tirate)

Anche qui l'Uefa parte da una premessa: "I giocatori si trattengono e si spingono spesso a vicenda durante una partita, e la maggior parte di questi contatti fa parte del gioco". Nei casi di potenziali spinte, trattenute o strattoni di maglia, le questioni chiave che gli arbitri devono valutare sono dunque "l'impatto sulla capacità dell'avversario di giocare o raggiungere la palla, la natura del contatto e se l'attaccante esageri o meno l'effetto del contatto".

 

In sintesi, è rigore:

  • quando quando un difensore trattiene un avversario con entrambe le braccia senza tentare di giocare la palla
  • oppure quando una trattenuta, una spinta o una trattenuta influiscono chiaramente sul movimento o sulla capacità dell'avversario di giocare la palla
  • Al contrario, il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore in caso di contatto leggero senza impatto evidente, di trattenuta momentanea o quando l'attaccante esagera la caduta a terra a seguito del contatto
  • E, come sempre, "se è difficile valutare l'effetto del contatto, il Var non dovrebbe intervenire"

I rigori (sgambetto)

Solita premessa generale: "le gambe si toccano in quasi tutti i contrasti, quindi il solo contatto non è sufficiente per prendere una decisione. L'arbitro deve distinguere un contrasto che ha atterrato l'attaccante da uno in cui la palla è stata giocata e le gambe dei giocatori si sono toccate successivamente". In questo caso "il fattore decisivo è arrivare per primi sul pallone, ma non sempre". Un intervento imprudente o che utilizza una forza eccessiva costituisce comunque un'infrazione, a prescindere da chi abbia raggiunto per primo il pallone. Le due linee generali:

 

  • Il Var dovrebbe raccomandare un rigore quando un giocatore fa chiaramente lo sgambetto a un avversario.
  • Il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore quando il difensore tocca chiaramente il pallone e qualsiasi contatto successivo è una naturale conseguenza dell'intervento oppure quando l'attaccante inizia o provoca chiaramente il contatto

 

In sintesi: quando il difensore gioca chiaramente il pallone, in linea di principio, qualsiasi successivo sgambetto è il risultato di un contrasto naturale e, normalmente, non dovrebbe essere sanzionato, a meno che non venga considerato imprudente o commesso con forza eccessiva

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I rigori (il famoso 'Step on foot')

La premessa è questa: "In un'area di rigore affollata, i piedi entrano costantemente in contatto, quindi il fatto che un difensore calpesti il piede di un attaccante è spesso accidentale. Per distinguere tra un fallo e un contatto naturale, l'arbitro deve valutare con quanta fermezza il piede è stato appoggiato e cosa è stato impedito all'attaccante di fare".

 

  • Il Var dovrebbe raccomandare un rigore quando un difensore calpesta il piede dell'attaccante con intensità o forza, o in un modo che comprometta la sua capacità di giocare o di contendere il pallone.
  • Il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore in caso di contatto piede a piede senza un impatto evidente o quando l'attaccante esagera l'effetto di un passo parziale o leggero.

I rigori (in due sul pallone)

È il caso di quando c'è un pallone vagante e due giocatori lo raggiungono contemporaneamente, in tal caso "valutare chi lo ha toccato per primo è una delle decisioni più difficili da prendere per un arbitro, soprattutto in tempo reale" - dice l'Uefa, che aggiunge: "Toccare il pallone per primi non rende un contrasto legale. Come arrivare secondi non rende il contrasto per forza un'infrazione".

 

E attenzione, "l'analisi fotogramma per fotogramma non è la soluzione visto che, a volte, nemmeno la visione al rallentatore dello stesso contatto è d'aiuto". Gli ufficiali di gara devono concentrarsi sul fatto che l'intervento sia stato "imprudente o energico e se l'attaccante avesse ancora una possibilità concreta di giocare la palla". Riassumendo:

 

  • Il Var dovrebbe raccomandare un rigore quando l'attaccante tocca chiaramente il pallone per primo e il difensore arriva in ritardo, oppure quando l'intervento è effettuato con forza eccessiva o in modo imprudente.
  • Il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore qualora il contatto sia considerato una normale collisione, senza forza eccessiva o imprudente e senza alcun impatto sulla capacità dell'attaccante di continuare a giocare per il pallone.

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I rigori (i casi sui portieri)

Veniamo ora al tema dei portieri, quando il Var deve intervenire per suggerire un rigore o suggerirne l'annullamento?

 

  • Il Var dovrebbe raccomandare un rigore quando l'attaccante tocca chiaramente il pallone per primo e il portiere interviene in ritardo, oppure quando il portiere effettua un intervento imprudente con forza o intensità significative.
  • Il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore qualora il contatto successivo venga considerato una normale collisione.

I rigori (le simulazioni)

Altro tema centrale: nei casi di potenziale simulazione il Var di solito deve risponde a una precisa domanda, sottolinea l'Uefa: "il rigore deve essere annullato o meno?"

 

  • Il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un rigore solo laddove vi siano prove evidenti che l'attaccante abbia simulato il contatto o ne abbia esagerato l'effetto.
  • In caso di dubbi su chi abbia avviato il contatto o sull'intensità dello stesso, il Var non dovrebbe intervenire.

 

In sintesi, non è rigore se sussiste uno (o più) di questi 3 casi:

  • Non c'è contatto tra i due giocatori. 
  • Il contatto è chiaramente avviato dall'attaccante
  • L'attaccante esagera l'effetto di un contatto lieve o di una caduta

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CAPITOLO 2. Le espulsioni (per chiara occasione da gol)

Secondo capitolo della guida Uefa, analizziamo qui il primo caso del tema espulsioni, cioè la 'chiara occasione da gol' riassunta nell'acronimo DOGSO (Denial of a goal-scoring opportunity) che ormai abbiamo imparato a conoscere. Intanto, un passo indietro: quali sono i 4 criteri stabiliscono se un incidente è un DOGSO?

 

  1. la probabilità che l'attaccante mantenga o prenda il controllo della palla (deve essere in chiaro possesso del pallone)
  2. la distanza tra l'attacco e la porta (deve essere vicino alla porta)
  3. la direzione generale del gioco (deve puntare la porta e non verso zone laterali del campo)
  4. il numero e la posizione dei difensori e degli attaccanti (nessun altro salvo l'autore del fallo può recuperare l'attaccante)

 

Alla luce di ciò, l'Uefa sottolinea che:

  • Il Var dovrebbe raccomandare un cartellino rosso quando tutti i criteri DOGSO sono chiaramente soddisfatti e l'arbitro non ha visto l'infrazione o non l'ha riconosciuta come una situazione DOGSO.
  • Il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un cartellino rosso qualora non vengano soddisfatti uno o più criteri.

Le espulsioni (fallo grave)

Per 'fallo grave' si intendono i duri interventi di gioco, contrasti che appartengono alle dinamiche normali del calcio (non stiamo parlando quindi di pugni o gomitate) ma che vanno 'oltre' il regolamento.

 

Intanto, l'Uefa sottolinea come il Var dovrebbe raccomandare un cartellino rosso qualora le immagini disponibili "mostrino chiaramente che il giocatore ha usato una forza eccessiva o ha messo in pericolo l'incolumità di un avversario". Sì, ma quali sono i casi che rientrano in 'forza eccessiva" o il 'mettere in pericolo l'incolumità di un avversario'?

 

  • Calpestare con forza eccessiva il tendine d'Achille, il polpaccio, il ginocchio o la gamba di un avversario. 
  • Effettuare un contrasto o un intervento con i tacchetti diretti verso la gamba dell'avversario usando una forza eccessiva. 
  • Eseguire una sfida "a forbice" che mette in pericolo l'incolumità dell'avversario.
  • Utilizzare il braccio come "arma" durante un contrasto per il possesso palla, ad esempio colpendo un avversario alla testa o al viso con il gomito, con un chiaro movimento in avanti e/o indietro volto a provocare un contatto violento.
  • Eseguire una contrasto aereo con forza e intensità, ad esempio sollevando il piede o la gamba e colpendo l'avversario al petto, al busto, al collo o alla testa.

 

Al contrario, il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un cartellino rosso qualora l'arbitro abbia valutato in modo errato il punto d'impatto, la natura del contatto, la forza impiegata o le modalità dell'intervento.

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Le espulsioni (condotta violenta)

Qui entriamo in quel campo di atteggiamenti violenti che esulano dalle normali dinamiche di gioco: il Var dovrebbe raccomandare l'estrazione del cartellino rosso - spiega l'Uefa - "laddove le immagini mostrino chiaramente un episodio di violenza non rilevato". Tra queste rientrano:

 

  • Quando pur non contendendo la palla, il giocatore colpisce deliberatamente un avversario o qualsiasi altra persona alla testa o al viso con la mano o il braccio
  • Colpire deliberatamente con la testa un avversario o qualsiasi altra persona con forza o intensità senza contendere la palla
  • Commettere un atto violento quando la palla non è in gioco o si trova in un'altra zona del campo di gioco
  • Mordere o sputare addosso a un avversario o a qualsiasi altra persona.

 

Al contrario, il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un cartellino rosso quando è evidente che il giocatore non ha usato una forza eccessiva, o quando l'avversario esagera chiaramente la natura o la gravità del contatto.

Le espulsioni (il secondo giallo)

È una delle novità già viste al Mondiale e anticipate da mesi, quelle del 'caso Bastoni-Kalulu' che tanto aveva fatto discutere in Italia. In questo caso anche la Uefa conferma il Var per le seconde ammonizioni: "La revisione ha un unico e chiaro obiettivo, impedire che i giocatori vengano espulsi per un secondo cartellino giallo palesemente ingiustificato". 

 

Con una precisazione: il Var interviene solo su secondi cartellini gialli dati, il Var, infatti, "non può raccomandare un secondo cartellino giallo se l'arbitro non lo ha mostrato in campo"

 

Quando il Var dovrebbe raccomandare l'annullamento di un secondo cartellino giallo:

  • Non si verifica alcun contatto tra i giocatori.
  • L'avversario esagera chiaramente l'intensità del contatto. 
  • Il fallo non è stato chiaramente un intervento imprudente.

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CAPITOLO 3. L'APP (attacking possession phase)

È un altro acronimo che ormai conosciamo: l'attacking possession phase è quando - dopo un gol, un rigore o una sanzione disciplinare - gli arbitri e il Var  valutano quanto accaduto in precedenza nella fase offensiva dell'azione. In questo caso sono tre le macro-aree da controllare. 

 

  • Sul fuorigioco: giocare o toccare un pallone passato da un compagno di squadra è un'infrazione da fuorigioco, ovvio, ma lo è anche "l'interferire con il portiere (o con un altro avversario) ostruendo chiaramente la sua linea visiva, sfidare un avversario per la palla, tentare chiaramente di giocare la palla, entrare in un'azione che influisce chiaramente sulla capacità dell'avversario di giocare la palla, ottenere un vantaggio giocando la palla o interferendo con un avversario quando la palla è rimbalzata o è stata deviata da un palo o dalla traversa oppure parata da un avversario". In tutti questi casi il fuorigioco si è verificato e deve essere considerato ai fini della revisione Var.

 

 

  • Sui falli/falli di mano: il Var dovrebbe raccomandare l'assegnazione del gol, del rigore o del cartellino rosso "qualora le immagini disponibili mostrino chiaramente che non si è verificato alcun fallo o fallo di mano, al contrario dovrebbe raccomandare l'annullamento di un gol, di un rigore o di un cartellino rosso qualora l'arbitro non abbia rilevato un fallo d'attacco evidente". Questa la parta chiave: "La valutazione dell'entità del fallo, come ad esempio la forza impiegata in un contrasto, rimane di competenza dell'arbitro, pertanto il Var interviene solo in presenza di immagini inequivocabili".

 

 

  • Fallo prima che la palla sia in gioco: questa sezione tratta delle infrazioni commesse dalla squadra attaccante prima che il pallone sia in gioco, come su un calcio d'angolo o un calcio di punizione. Se il fallo viene rilevato, la decisione successiva (gol, rigore, espulsione) deve essere sanzionata e il risultato annullato. Dato che il pallone non è mai stato in gioco, il calcio d'angolo o la punizione devono essere ripetuti.

CAPITOLO 4. Le decisioni 'di fatto'

Sono quei casi non discrezionali, senza sfumature. O bianchi o neri. Come un pallone fuori o dentro al campo, un fallo avvenuto all'interno o all'esterno dell'area di rigore. "La maggior parte degli interventi del Var si basa sull'interpretazione - spiega l'Uefa -, le situazioni di fatto, però, non funzionano così. Qui Non c'è nulla che l'arbitro debba valutare". E sono queste:

 

  • Un fuorigioco prima di un gol, di un calcio di rigore o di un cartellino rosso o di un secondo cartellino giallo
  • Se il pallone è uscito dal campo
  • Quando l'autore del gol tocca il pallone con la mano o il braccio immediatamente prima del gol, anche accidentalmente
  • Se un'infrazione sanzionata con un calcio di punizione si verifica all'interno o all'esterno dell'area di rigore 
  • Una delle novità già viste al Mondiale: se un calcio d'angolo viene assegnato in modo chiaramente errato, il Var può intervenire per toglierlo, a condizione che la decisione sia presa in tempi brevi
  • In caso di invasione di campo da parte del portiere durante un calcio di rigore (quando i portieri non hanno almeno un piede sulla linea)
  • Il doppio tocco da parte di un rigorista 
  • Sui rigori: un giocatore che invade l'area di rigore e successivamente gioca il pallone

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Capitolo 5. L'identità errata

Uno dei grandi temi del Mondiale con la 'sliding doors' di Embolo in Argentina-Svizzera. Ricordate? Paredes entra duramente su Embolo (o almeno così pare) e si prende un'ammonizione. L'arbitro va però a rivedere l'azione: il contatto non c'è stato, dunque revoca il giallo all'argentino ma va a sanzionare Embolo (lui già ammonito) per simulazione. Risultato: rosso per identità errata.

 

Già nei mesi scorsi l'Ifab aveva sottolineato un errore di interpretazione nel concetto di identità errata legato alle simulazioni e, anche la stessa Uefa, conferma questa visione. In sintesi, la Uefa sottolinea che il Var "deve intervenire quando l'arbitro ha mostrato un cartellino giallo o rosso per un'infrazione, ma ha chiaramente sanzionato il giocatore sbagliato di una delle due squadre, anziché quello che ha commesso l'infrazione". Ma attenzione, "l'infrazione in sé non può essere rivista. La decisione originale (quindi dare un cartellino o meno) rimane valida e l'unica questione è se il cartellino sia stato assegnato al giocatore giusto".

 

Altre due precisazioni:

  • se l'errore di identificazione riguarda giocatori della stessa squadra, il Var deve informare l'arbitro, il quale deve prendere la decisione finale senza rivedere l'episodio sul monitor a bordo campo
  • se l'errore di identificazione riguarda giocatori di squadre avversarie, l'episodio deve essere rivisto dall'arbitro sul monitor a bordo campo

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