Fabregas: "Siamo in 15, col Lens giocano tutti. Altro passo per il nostro piccolo mondo"
L'allenatore del Como alla vigilia di coppa (match live mercoledì alle 21 su Sky Sport Calcio e in streaming su NOW): "Sicuramente per via delle liste Champions siamo un po' penalizzati, difficile risparmiare energie. E non siamo una big da poter pensare in prospettiva". Poi il ricordo per la scomparsa di Jesus de Miguel: "Straziante che succeda qualcosa di così brutto in uno sport così bello"
Il Como non vuole smettere di sognare. E quale terreno più bello se non quello della Champions? Mercoledì 4 novembre è tempo dell'appuntamento francese contro il Lens alla ricerca di una nuova impresa europea. Dopo il poker al Lipsia e il ko col Feyenoord, è arrivata la sbornia contro lo United: 4-1, uno show. E ora tocca al Lens (match live mercoledì alle 21 su Sky Sport Calcio e in streaming su NOW), squadra da tenere d'occhio anche se in arrivo da risultati altalenanti, tanto che di recente è pure arrivato l'esonero del nuovo allenatore Toppmoller, sostituito da Yannick Cahuzac. Domenica, poi, altro turno di campionato, nientemeno che contro l'Inter a San Siro. Tra rotazioni, il clima in casa Lens e un commosso ricordo per la scomparsa di Jesus De Miguel: parola a Cesc Fabregas.
Adesso lo stadio è vuoto, ma quando è pieno fa paura…
"È un ambiente pazzesco, ci avevo giocato qui due o tre volte ai tempi del Monaco. Giocare in serate del genere, e con un ambiente del genere, mi piace ancora di più".
Ma è vero che ha fatto vedere ai suoi giocatori i video del clima che c'è qui dentro?
"Sì, gliel'ho detto: 'volevate serate così?', benissimo, ora le avete. Se non sei motivato in partite del genere tanto vale lasciar perdere…"
Il pericolo pubblico numero uno è Thauvin?
"Thauvin è un giocatore incredibile, è uno che fa la differenza. Ha tanta qualità e tanti gol".
La classifica in Champions si farebbe interessante in caso di risultato…
"Proviamo a vincere, poi vedremo. Questa è una situazione di adattamento per il nostro piccolo mondo del Como. E poi serve per prepararci al futuro. Sappiamo anche che una vittoria ci darebbe una grande mano, ma non siamo una big da poter pensare in prospettiva. Pensiamo partita per partita".
Quanto sente matura la sua squadra?
"Dobbiamo gestire tante cose, certi momenti. Siamo passati da una stagione da trentanove partite a una di quarantatré, quest'anno saranno minimo quarantasette o quarantotto. Vuol dire che dobbiamo controllare meglio le energie, in alcune partite, per esempio, il possesso diventa fondamentale".
Quanto cambierà la sua squadra?
"Chalobah è out, vediamo per la prossima. Sicuramente per via delle liste Champions siamo un po' penalizzati: abbiamo solo quindici giocatori, quindi dieci giocano e cinque entrano. Alla fine giocheranno tutti. Per questo in Champions è più complicato risparmiare energie e la Serie A resta più importante (domenica c'è l'Inter, ndr)".
Ha un pensiero per la scomparsa di Jesus De Miguel?
"Che succeda qualcosa di così brutto in uno sport così bello come il calcio è una cosa durissima. Sono vicino col cuore dei genitori, anche io sono padre. Il solo pensiero che la vita possa finire in un secondo proprio in un momento così bello, quando magari sei a vedere tue figlio giocare e sei orgoglioso di lui, è straziante. È stato un colpo durissimo, non riesco a immaginare il dolore".
