"Mancini, ti portiamo dei salumi: ci regali i biglietti?". Lui risponde su Instagram e li invita allo stadio

Europa League

Francesco Giambertone

I ragazzi a Celtic Park e il primo messaggio scritto su Instagram a Mancini

Un gruppo di ragazzi marchigiani in gita in Scozia ha scritto a Mancini su Instagram: "Mister, veniamo con i salumi: ci regali i biglietti?". Lui risponde e li fa entrare a Celtic-Zenit: la serata da sogno di 5 ventenni diventa virale sui social. "Non potevamo crederci", ci raccontano. Invece è tutto vero

È la storia “social” della settimana, forse dell'anno. È il racconto di quattro ragazzi italiani partiti per Edimburgo per andare a trovare un'amica inglese e finiti, grazie a un messaggio diretto su Instagram a Roberto Mancini, a guardare Celtic-Zenit allo stadio di Glasgow. Con 5 biglietti in primissima fila regalati dal Mancio in persona e consegnati a mano a poche ore dal match. Potere dei social network e della “follia” di Christian Solinas, 24 anni, l'unico sardo di una spedizione composta altrimenti solo da marchigiani. Dettaglio importante, perché è dalle origini comuni con il tecnico di Jesi che, appena scesi dall'aereo in Scozia, parte l'idea di provare a “scroccare” la partita: “Lui è marchigiano, noi pure”, è il colpo di genio del sardo. “Gli portiamo dei ciauscoli – dei salami tipici della zona di Civitanova – e gli chiediamo se ci fa entrare allo stadio”. Detto, fatto: messaggio inviato, così, per goliardia. “Ma quello che non ci saremmo mai aspettati – ci racconta Gabriele Gratti, 22enne studente di Scienze motorie – è che Mancini ci rispondesse dopo 5 minuti dicendo che avrebbe provato a trovarceli. Non potevamo crederci”.

L'incontro tra Mancini e i ragazzi all'hotel di Glasgow

L'incontro all'hotel e le foto col Mancio. Ma niente "ciauscoli"

Comincia così l'avventura dei quattro amici – ci sono anche Guglielmo Bonfili, 22 anni, e Leonardo Renzetti, 19 – che la mattina dopo ricevono un altro messaggio da Mancini: “Ho trovato i biglietti, scrivetemi nomi e date di nascita”. Faticano a credere ai loro occhi, ma tentano un altro azzardo: chiedono un pass anche per l'amica che li ospita, Iona. Nessun problema: “Venite a prenderli all'hotel Radisson Blue vicino alla stazione di Glasgow”. E loro eseguono: partono da Edimburgo coi cuori che battono e si presentano nella hall. “Abbiamo detto alla reception che dovevamo vedere il signor Roberto Mancini: ci hanno guardato come se fossimo pazzi”. Ma poi il Mancio è arrivato, gentile, simpatico e munito di biglietti. “Si è persino scusato perché era tutto sudato, usciva dalla palestra – racconta Gabriele Gratti, tifoso della Juve – mentre noi dentro stavamo esplodendo di gioia”. Uno scambio di battute, “ma senza riferimento al fatto che fossimo marchigiani: non ci ha nemmeno chiesto i ciauscoli, ma glieli manderemo”. Poi foto con tutti e due chiacchiere con Paredes e il vice Gregucci. Missione compiuta: i ticket per il Celtic Park sono in tasca.

"Mai vista una partita dal vivo". E il Mancio li manda in prima fila

I cinque ragazzi salutano Mancini e la squadra, documentando tutto su Instagram. In poche ore sono diventati tifosissimi dello Zenit e si avviano allo stadio, dove – superato qualche ritardo all'ingresso – si ritrovano in un posto mozzafiato. “Eravamo in prima fila, seduti dietro Mancini, in mezzo allo staff ufficiale dello Zenit. Una cosa mai vista”. Anche perché due di loro, Gabriele e Guglielmo, entrambi juventini, allo stadio non c'erano mai stati. “Vedere una partita del genere, con i tifosi che cantavano come dei pazzi, in quella posizione, senza nemmeno aver pagato il biglietto, dopo aver conosciuto il Mancio... Ora reggere il confronto con questa esperienza sarà impossibile”. Per la cronaca, il sedicesimo di finale di Europa League finisce 1-0 per il Celtic, sotto una pioggia battente. Ma non basta a rovinare la serata del gruppo: “È stata un'emozione che non riesco a descrivere, stiamo realizzando solo ora”. Anche perché nel frattempo diverse pagine sui social media hanno reso la loro storia di pubblico dominio. “Hanno cominciato a scriverci tutti, davvero un'esperienza da film”. E potrebbe non essere finita: “Chissà – conclude Gabriele – magari se scriviamo anche ad Allegri il mese prossimo potremmo fare tappa a casa del Tottenham”. Con o senza salami marchigiani, ma coi cellulari sempre ben accesi.

La posizione dei ragazzi allo stadio: subito dietro al tecnico

La conversazione su Instagram tra Mancini e i ragazzi

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