Lazio-Salisburgo 4-2. Cuore, intensità e testa: Immobile come Klose. GOL E HIGHLIGHTS

Europa League

Marco Salami

Super Lazio all’Olimpico: nel primo tempo vantaggio di Lulic e pari di Berisha su rigore. Nella ripresa via alle danze: prima segna Parolo di tacco, dunque Minamino pareggia appena entrato in campo. Ma in due minuti Felipe Anderson e Immobile (che raggiunge Klose) spazzano via gli austriaci

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LAZIO-SALISBURGO 4-2

8' Lulic (L), 30' rig. Berisha (S), 49' Parolo (L), 71' Minamino (S), 74' Felipe Anderson, 76' Immobile (L)

TABELLINO

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, De Vrij, Radu; Basta (65' Patric), Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Luis Alberto (65' Felipe Anderson); Immobile (85' Caicedo). All: S. Inzaghi

Salisburgo (4-3-1-2): Walke; Lainer, Caleta Car, Ramalho, Ulmer; Haidara (82' Wolf), Samassekou, Berisha; Schlager; Dabbur, Gulbrandsen (70' Minamino). All: Rose

Ammoniti: 28' Basta, 30' Lulic, 45'+3 Parolo (L), 83' Samassekou (S)

La sensazione è che la sfida sia tutt’altro che chiusa. Perché il Salisburgo è una squadra che gioca, e in Austria ci sarà uno stadio intero a spingere per una rimonta difficile, ma non impossibile. L’altra sensazione è che questa Lazio ha veramente tanta qualità, e ha vinto una partita spinta dal suo pubblico (oltre 40mila all’Olimpico), su ritmi altissimi. Una una sfida totalmente europea, per intensità, qualità e anche spettacolo. Perché l’azione del vantaggio di Lulic è perfetta. Il tacco di Parolo è bellissimo, ed estremamente elegante. Perché Felipe Anderson - in grande forma - ha fatto un golasso toccando i 33 chilometri orari nell’accelerazione. E perché Immobile è in stato di grazia, ormai da tutta la stagione. Alla fine i gol sono quattro, 63 con la maglia della Lazio per super Ciro, che raggiunge un bomber come Klose nella classifica all time dei marcatori biancocelesti. Una vittoria netta, ma non così larga da dispensare totale tranquillità al ritorno. Una vittoria sofferta e arrivata anche con la testa, calmando la rabbia per due pareggi piuttosto causali degli austriaci: dal rigore (dubbio) realizzato da Berisha, al 2-2 di Minamino arrivato anche grazie a un rimpallo fortunato. In Austria sarà dura, ma il vantaggio è tutto per la Lazio. Di una grande Lazio. 

Inzaghi ritrova tutti i titolari

Le buone notizie della vigilia sono state confermate per Simone Inzaghi, che ritrova dal primo minuto sia Lulic che Milinkovic-Savic, con il serbo ad aver disputato l’ultima gara da titolare quasi un mese fa, proprio agli ottavi contro la Dinamo Kiev. Confermato allora il solito 3-5-1-1 per la Lazio. In difesa ha recuperato anche Radu da un fastidioso problema al ginocchio, e giocherà con de Vrij e Luis Felipe in reparto. A destra preferito Basta a Marusic, con gli immancabili Leiva e Parolo accanto a Milinkovic. Dietro a Immobile, mattatore della stagione biancoceleste, c’è Luis Alberto e non Felipe Anderson.

Sopresa Gulbrandsen, jolly Schlager

Tutto confermato invece nel Salisburgo di Rose, con la sola eccezione della scelta di Gulbrandsen - 14 gol e 7 assist in stagione per norvegese - al posto di Minamino per sostituire in attacco lo squalificato Hwang. Con lui c’è ovviamente Dabbur, capocannoniere della squadra con 23 centri (4 dei quali in Europa League). Modulo a centrocampo variabile tra il 4-4-2 e il 4-3-1-2, con Schlager vero jolly, capace sia di fare il trequartista dietro le punte che allargarsi a sinistra come esterno. Con lui Haidara, Samassekou e Valon Berisha - decisivo con una doppietta nella sfida di andata contro il Dortmund. In difesa i soliti Lainer, Caleta Car, Ramalho e Ulmer.

Oltre 40mila all'Olimpico, più di 9mila grazie a Sky Extra

Record di pubblico all'Olimpico a seguire l’andata dei quarti di Europa League. 42mila gli spettatori presenti a spingere la squadra di Simone Inzaghi, tra questi tantissimi abbonati Sky grazie all’offerta Extra: sono stati infatti 9559 biglietti acquistati a metà prezzo grazie all’iniziativa proposta da Sky per i clienti da più di un anno. Inzaghi e tutta la squadra avranno così dalla propria parte molto più pubblico per tentare di conquistare un posto nelle semifinali. Mille, invece, i tifosi austriaci giunti al seguito della squadra.  

Lulic! Inizio da urlo Lazio

Era uno dei giocatori recuperati per l’importantissima sfida di andata contro il Salisburgo: Senad Lulic, che prima si infila al braccio destro la fascia da capitano, e dopo - appena all’8’ - infila anche il portiere Walke per l’1-0. Gli oltre quaranta mila dell’Olimpico spingono, e si infiammano dopo pochi secondi con la prima giocata di Luis Alberto, apparso fin da subito molto ispirato e capace di saltare gli avversari come birilli nei primi momenti della partita. Il pressing asfissiante del Salisburgo si inizia già a vedere, ma è la squadra di Simone Inzaghi a tenere alto il ritmo della partita. All’8’ la discesa decisiva è quella sulla fascia destra di Basta, che viene servito e ripropone il pallone a centro area per Immobile: mezzo liscio del bomber della stagione (palla leggermente arretrata per lui), ma impatto perfetto di Lulic che sblocca il match. Inizio da urlo per la Lazio.

Rabbia Lazio, Berisha pareggia su rigore

Il secondo snodo della partita è al 27’. Cross dalla fascia destra di Leiner, Dabbur a centro area non trova la palla e la Lazio può riprendere il possesso, in un primo tempo equilibrato nel gioco, con un leggero vantaggio degli austriaci nel possesso. Non fosse che l’arbitro Hategan viene richiamato dall’addizionale di porta, ammonisce Basta e concede il rigore al Salisburgo. In mezzo all’area contatto sicuramente sospetto tra Basta e Dabbur, con la smanacciata dell’esterno di Inzaghi che lascia comunque qualche dubbio sull’assegnazione. Dal dischetto Berisha non sbaglia, dopo il rigore concretizzato anche nell’andata degli ottavi sul campo del Dortmund e quello nei sedicesimi contro la Real Sociedad. Quinto in Europa League per lui, tredicesimo in stagione.

Milinkovic si divora il 2-1

Rabbia Lazio, che passa dunque cinque minuti di alta tensione dove anche Lulic viene ammonito per proteste. Un paio di episodi di trattenute analoghe nell’area opposta (in particolare una su Immobile) fomentano l’ira del pubblico, con la squadra di Inzaghi saggia però a placare la propria frustrazione quasi immediatamente. E, ripresa la calma, ecco due grandi occasioni biancocelesti per ritornare avanti: entrambe sui piedi (e sulla testa) di Milinkovic-Savic. Il serbo prima si calpesta i piedi con Immobile su un lob a centro area che avrebbe certamente potuto portare, almeno uno dei due, a una conclusione molto più pericolosa. Dunque, a tempo quasi scaduto, riceve sul secondo palo un cross di Lulic, mandando però la schiacciata di testa clamorosamente sull’esterno della rete a due metri dalla porta. Nel finale, poi, altre proteste Lazio, e la rabbia torna protagonista all’Olimpico. Luis Alberto punta in area Ramalho e si sconta col centrale del Salisburgo. Contatto forse più cercato dal trequartista della Lazio che netto. Per Hategan non c'è niente, Parolo viene ammonito, il primo tempo finisce 1-1 e Inzaghi decide di scambiare quattro parole con l’addizionale, reo di aver concesso un rigore molto dubbio contro i suoi. 

Parolo, tacco vincente 

Ci erano voluti otto minuti alla Lazio per segnare nel primo tempo. Ne bastano la metà nella ripresa, e l’azione è quasi la stessa, ma con i fuochi d’artificio. Artefice sempre Lulic, che crea la superiorità a centrocampo saltando l’avversario e virando l’azione sulla fascia destra. A mettere l’assist a centro area c’è questa volta Luis Alberto, perfetto nei tempi per l’inserimento tambureggiante di Parolo che, di tacco, riporta avanti la Lazio. Gol, ancora (il 300° della Lazio nelle competizioni Uefa). E dunque rabbia, ancora, anche se contenuta. Perché appena tre minuti dopo il raddoppio Immobile viene lanciato completamente solo davanti al portiere, ma si alza la bandierina a segnalare un fuorigioco che, rivisto, non c’era. 

Botta Minamino, risposta Anderson

Entra e segna: Takumi Minamino, giapponese di Osaka. Sarebbe dovuto essere il titolare al posto dello squalificato Hwang, ma ci mette appena un minuto a cambiare il match. In campo al 70’ al posto di Gulbrandsen. In rete al 71’, sfruttando un rimpallo con Dabbur e battendo Strakosha nell’uno contro uno. E il destino - dopo quel rigore beffardo - sembra nuovamente non sorridere alla squadra di Simone Inzaghi, capace però - ancora una volta - di reagire alla grande. La giocata, questa volta, porta il nome di Felipe Anderson, uno che quando è in forma è capace di grandi giocate, esattamente come quella che porta al gol del nuovo vantaggio al 74’. Il brasiliano taglia in due il Salisburgo come la lama che affonda nel burro. Ne salta tre, in tutta velocità, prima di depositare in rete il nuovo vantaggio. Il terzo nuovo vantaggio per una Lazio che non si arrende mai.

Immobile fa poker, e raggiunge Klose

Ma non è finita qui. Perché Minamimo ci avrà anche messo un minuto a segnare, ma la Lazio ce ne mette appena tre per chiudere la gara d’andata, nonostante al ritorno sarà ancora tutto aperto. Fa tutto Lucas Leiva, tra i migliori per distacco in tutta la stagione laziale. L'ex Liverpool ruba palla, orchestra la ripartenza, serve Immobile, e il numero 17 delle Lazio segna, ancora. Il gol numero 7 in Europa League, il 37° in stagione. Uno ogni 87 minuti contando tutte le competizioni, e solo Cristiano Ronaldo ha un rapporto minuti per rete inferiore (78) nei cinque principali campionati europei. Il numero 63 con la maglia della Lazio: al nono posto nella classifica all time come Klose, e a -1 da Pandev e Garlaschelli. Nel finale ci riprova ancora sfiorando il quinto gol, e anche Caicedo e Patric hanno due grandi chance per arrotondare il vantaggio prima del ritorno. Finisce 4-2 dopo tre minuti di recupero, la Lazio pone fine alla striscia di imbattibilità europea del Salisburgo che durava da 19 partite, e - giocando così - non ha nulla di cui temere.

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