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Napoli-Stoccarda, anniversario della finale di Coppa Uefa 1989 e della vittoria. Il video

Europa League

Il 17 maggio del 1989 la squadra di Ottavo Bianchi vinse la prima Coppa Uefa della loro storia. Un cammino indimenticabile, concluso dal 3-3 di un Neckarstadion colorato d'azzurro. Un trionfo guidato dalla luce di Maradona e concretizzato dai gol di Careca. Su Sky Sport Football potete rivedere integrale la finale col commento di Riccardo Gentile (ore 14 e 21)

NAPOLI, LA SQUADRA ALLA CENA DI FINE ANNO. FOTO

EUROPA LEAGUE/COPPA UEFA, CHI NE HA VINTE DI PIU'?

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17 maggio 1989-17 maggio 2009. Trent’anni esatti da una data unica e indimenticabile per il Napoli. Tre decadi fa, infatti, la squadra azzurra alzava al cielo il primo – e al momento ultimo – trofeo internazionale della sua storia: la Coppa Uefa. Un lungo percorso cominciato con il Paok Salonicco e terminato con lo Stoccarda. Un tragitto fatto anche di sconfitte, ma che la formazione allenata allora da Ottavio Bianchi ha saputo ribaltare, proseguendo quel ciclo vincente iniziato e terminato con la conquista del primo e secondo scudetto, prima della Supercoppa Italiana. È la squadra di Maradona, di Careca, di Ferrara, di Alemão. È la squadra che, trascinata dal suo Pibe de Oro, incanta in giro per l'Europa e spazza via avversario dopo avversario.

Dal Paok alla super rimonta

Il primo a cadere sotto i colpi del Napoli è il Paok Salonicco. Al San Paolo si debutta il 7 settembre 1988 e la firma inaugurale non può che essere quella di Maradona. L'argentino batte il rigore, conquistato da Careca, e spiazza il portiere. È la rete della vittoria e, in virtù del pareggio per 1-1 nella gara di ritorno (diagonale del brasiliano, unica nota stonata i tafferugli tra tifosi), basta e avanza per approdare ai sedicesimi di finale. L'ostacolo successivo si chiama Lokomotiv Lipsia, solo parente del club di proprietà oggi della RedBull. Dalla Germania si riparte con un altro 1-1, confezionato sullo splendido triangolo Careca-Maradona-Francini. Al ritorno, però, la squadra di Bianchi non sbaglia. Francini si conferma goleador anche in casa e ha il merito, poi, di propiziare l'autorete di Sholz che chiude la partita. Una vittoria e un pari è anche il bottino raccolto dagli azzurri negli ottavi contro il Bordeaux. A decidere la qualificazione, in questo caso, è Carnevale: il suo mancino nel freddo del Chaban-Delmas spalanca le porte dei quarti. L'avversaria è la storica rivale di sempre, la Juventus. A Torino, per il Napoli sembra concretizzarsi l'incubo peggiore. Dopo meno di un quarto d'ora i bianconeri sorprendere gli ospiti da calcio piazzato e passano in vantaggio con la botta violenta da fuori di Bruno Pas. A fine primo tempo, poi, un clamoroso autogol di Corradini regala il raddoppio. Per i partenopei sembra finita, ma nel match di ritorno accade il miracolo. Maradona, dagli 11 metri, apre le marcature, seguito dal 2-0 di Carnevale che proietta la sfida ai supplementari. A un minuto dal fischio finale è il colpo di testa di Renica a sancire la clamorosa rimonta che vale una storica semifinale. Il San Paolo impazzisce di gioia e comincia a credere nel successo europeo.

Maradona balla a Monaco e apre le porte della finale

La Juve trova la sua rivincita in campionato, ma il Napoli ha ormai la testa all'obiettivo Coppa Uefa. Galvanizzati dai risultati, gli azzurri dominano i primi 90 minuti contro il Bayern Monaco e portano a casa un preziosissimo 2-0, deciso dai gol a cavallo tra i due tempi di Careca e Carnevale. Si va in Baviera, dove Maradona comincia a dar spettacolo già nella fase di riscaldamento, confermando livelli da Dies anche nel corso della partita. I suoi due assist, infatti, aprono la strada verso la finale. Termina 2-2 e la squadra di Bianchi si prepara all'ultimo atto. 

Careca alimenta il sogno, la festa è nell'azzurro Neckarstadion

L'ostacolo da superare è un'altra volta tedesco: lo Stoccarda. Sì, ancora la Germania. Pochi mesi prima del crollo del muro di Berlino, un'epoca in cui tanti napoletani sono pronti a varcare il confine per cercare miglior fortuna. L'andata però si gioca in Italia. La città vive con entusiasmo e ansia travolgente i primi 90 minuti. Il San Paolo si riempie in ogni ordine di posto e anche più, accompagnando ogni singolo passo dei giocatori con urla di incitamento. A sbloccare il punteggio è proprio un napoletano, vestito però con la maglia biancorossa. Figlio di emigranti, Maurizio Gaudino ammutolisce i suoi ex conterranei con una punizione che beffa il colpevole Giuliani. Un altro rigore di Maradona scuote gli animi dei napoletani, realizzando il pareggio, poi a tre minuti dal termine il destro ravvicinato di Careca mette in fibrillazione i loro cuori. Con il 2-1 in cassaforte il Napoli si prepara agli ultimi 90 minuti. Al Neckarstadion si contano più tifosi azzurri che non sostenitori dello Stoccarda. E l'entusiasmo si accende subito con il triangolo che Alemão finalizza in rete. Neanche il momentaneo pari di Klinsmann basta a scalfire le sicurezze dei ragazzi di Ottavio che, sul finire del primo tempo, si riportano in vantaggio. La firma è quella di Ciro Ferrara, bomber rapace nel trafiggere Immel con il destro al volo. Nella ripresa è Careca, con un contropiede perfetto, a chiudere i giochi. L'autogol di De Napoli e il 3-3 di Schmaler rendono meno ampio il passivo, ma non cambiano le sorti dell'incontro. Il fischio dell'arbitro dà il via alla festa. Del Napoli, dei suoi tifosi presenti allo stadio e di quelli in giro per l'Italia e per l'Europa. È la notte delle stelle. È la prima Coppa Uefa del Napoli.