Italia-Belgio, i giocatori italiani si inginocchieranno? Figc: "Decidono loro"

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La Federcalcio ha diffuso un comunicato in cui spiega la propria posizione: "Ribadiamo l’impegno contro ogni forma di discriminazione, la squadra è libera di aderire perché non imponiamo comportamenti. La difesa dei diritti umani è nel dna della Nazionale"

Il calcio che esce dai confini dello sport ed alza la voce - e il pugno - in difesa dei diritti civili: è questo uno dei temi degli ultimi giorni di Euro 2020, portato avanti da alcuni giocatori (ma non tutti) che prima del fischio d'inizio delle partite si inginocchiano alzando il pugno al cielo nel gesto reso famoso dal movimento denominato Black Lives Matter, nato nel 2013 ma diventato di tremenda attualità dopo gli omicidi da parte della polizia statunitense di diversi afroamericani nella scorsa primavera. Un gesto che, rimanendo nel mondo del calcio, ha diviso e creato dibattitto proprio perché non tutti i giocatori, anche della stessa Nazionale, l'hanno fatto e a molti è sembrato più un'imposizione che una vera e sentita protesta collettiva. Attraverso le parole di Chiellini prima della sfida contro l'Austria, l'Italia aveva spiegato che pur non condividendo avrebbe rispettato la richiesta dei propri avversari di turno: a Wembley, in occasione degi ottavi, gli Azzurri non si erano dunque inginocchiati (l'Austria non aderisce alla campagna), ma contro il Belgio i giocatori di Mancini dovrebbero invece cambiare indirizzo, considerato quanto Lukaku e compagni siano sensibili all'argomento. Per fare maggiore chiarezza, però, nel pomeriggio è arrivato un comunicato della Figc che ha spiegato come "l’imposizione di qualsivoglia comportamento rappresenti in sé una forma di prevaricazione" e come la Federazione "sostenga la scelta della squadra in occasione delle gare di Uefa Euro 2020, compresa quella con il Belgio di venerdì prossimo, qualsiasi essa sia".

Figc, il comunicato sul Black Lives Matter

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"La Federazione Italiana Giuoco Calcio, nel ribadire il suo impegno incondizionato e quello di tutti gli Azzurri contro il razzismo e ogni discriminazione, ha ritenuto opportuno lasciare alla squadra la libertà di aderire alla campagna ‘Black Lives Matter’.

 

Come già affermato dal Presidente Gabriele Gravina non più tardi di una settimana fa, la FIGC ritiene che l’imposizione di qualsivoglia comportamento rappresenti in sé una forma di prevaricazione e sostiene la scelta della squadra in occasione delle gare di UEFA Euro 2020, compresa quella con il Belgio di venerdì prossimo.

 

Il giudizio sulla sensibilità di tutti i membri della Nazionale italiana in difesa dei diritti della persona umana è nel dna azzurro, come provano molteplici iniziative e dichiarazioni in tal senso, e non può essere subordinato all’adesione ad una, non l’unica, manifestazione di sostegno alla lotta anti-razzista."

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