01 ottobre 2017

Serie C, Modena sfrattato dal proprio stadio, contro il Mestre è 0-3 a tavolino

print-icon
mod

La protesta dei tifosi del Modena nei pressi del Braglia (foto Ansa)

Una scena senza precedenti in Serie C, a Modena: la squadra di casa, sfrattata dal proprio stadio per debiti col Comune, non ha potuto giocare contro il Mestre perché ha trovato le porte del Braglia chiuse. Ha perso 3-0 a tavolino: se succede altre due volte il Modena verrebbe escluso dal campionato

Modena-Mestre non si gioca. La squadra di casa non ci può giocare, nella sua casa. Sfrattati, già da luglio, per “gravi inadempienze”. Il Comune, proprietario del Braglia, non ne poteva più dei debiti che la società di Antonio Caliendo ha accumulato nei suoi confronti e ha interdetto i Canarini dall’utilizzo dell’impianto. I tifosi non ci stanno. Sapevano che la sesta giornata di Serie C non si sarebbe giocata, ma si sono presentati comunque, in 300, per protestare contro il loro presidente con cori e striscioni, circondati dalla polizia.

Massimo rischio: l'esclusione dal campionato
Alle 19.15 l'arbitro ha decretato lo 0-3 a tavolino a favore del Mestre, sesta sconfitta in altrettante partite per il Modena, che ha giocato tre gare interne a Forlì e ora ha chiesto di utilizzare lo stadio romagnolo, il Morgagni, in pianta stabile. Dovrà aspettare altre due settimane, però, per ottenere il permesso. Mercoledì il Modena affronterà il SudTirol in trasferta, ma domenica rischia di trovarsi nella stessa situazione: l'Albinoleffe arriverà al Braglia e troverà le porte chiuse. Per regolamento, se le partite perse 0-3 a tavolino dovessero diventare tre, il Modena verrebbe addirittura escluso dal campionato.

Debiti e incuria
Il Braglia è un impianto di tutto rispetto: ha 21mila posti e ha ospitato anche partite della Nazionale, l’ultima nel 2012. Sullo stadio grava da circa quindici anni un mutuo per la ristrutturazione: Caliendo, tre anni fa, quando è rimasto proprietario unico, ha spalmato la sua parte di mutuo per abbassare le rate (il Comune ha saldato da tempo la sua parte), ma circa 18 mesi fa ha smesso di pagare le rate per un totale di 390mila euro. A quel punto il Credito Sportivo si è rivalso sul Comune, che è fideiussore, per 4,4 milioni. Intanto i 390mila, con gli interessi di mora, sono lievitati a 625mila euro. Inoltre il Modena è accusato dal Comune anche di aver lasciato andare lo stadio in malora: infiltrazioni d'acqua, caldaie rotte, maxischermi non funzionanti e la mancata manutenzione del terreno di gioco - un campo naturale supportato dal sintetico – che ha costretto il Comune a impegnare d'urgenza altri 180mila euro.

    

    

I PIU' VISTI DI OGGI