Coronavirus Spagna, Sanchez: "Allenamenti individuali autorizzati dal 4 maggio"

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Il premier spagnolo Sanchez annuncia la riduzione delle restrizioni: "Ci saranno 4 fasi: nella fase 0 gli atleti professionisti potranno allenarsi individualmente, nella fase 1 saranno aperti i centri sportivi meglio attrezzati e si passerà a un livello di allenamento medio"

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In Spagna il calcio prova a ripartire. Come annunciato dal premier Sanchez, infatti, a partire dal 4 maggio i professionisti potranno allenarsi individualmente. Il provvedimento è preso all'interno di una serie di misure e di un piano che prevede ben 4 fasi. "Le raccomandazioni della Commissione europea e dell'OMS sono state fondamentali nella preparazione di questo piano - ha spiegato il Primo Ministro spagnolo -. La riduzione delle restrizioni sarà graduale, asimmetrica e coordinata. Si partirà dalla fase 0 che prevede l'apertura di alcune piccole attività, come ad esempio i ristoranti per cibo da asporto, mentre gli atleti professionisti potranno allenarsi individualmente. Da lì si passerà alla fase 1, con il via libera ad altri piccoli negozi che dovranno rispettare rigide misure di sicurezza. Saranno aperti luoghi di culto, con un terzo delle capacità, e i centri sportivi meglio attrezzati, con l'allenamento che si alzerà a un livello 'medio'. Il tutto senza dimenticarsi di rispettare la distanza minima di un metro.

La fase 2 concederà, in caso di miglioramento, l'apertura dei locali di ristorazione a un terzo delle loro capacità, oltre all'organizzazione di spettacoli culturali con meno di 50 persone o meno di 400 se seduti. La fase 3, infine, amplierà la capacità di 'raccoglimento' fino al 50%. Ogni fase durerà minimo due settimane e, se tutto andrà bene, alla fine di giugno torneremo alla normalità. Formentera, La Gomera, El Hierro e La Graciosa inizieranno la fase 1 già dal 4 maggio, il resto del Paese partirà dalla fase 0. La riduzione delle restrizioni non seguirà lo stesso ritmo in tutta la Spagna, nemmeno all'interno delle stesse comunità".

Tebas: "Il calcio non è più pericoloso di altri lavori"

“Non capisco perché ci sarebbero più pericoli nel giocare a calcio a porte chiuse, con tutte le misure di precauzione, rispetto al lavoro in una catena di montaggio o nello stare su un peschereccio in alto mare”. Ad affermarlo è Javier Tebas, presidente della Liga, che ritiene ingiusto fermare il calcio. "Se alcuni settori dell'economia non avranno la possibilità di ripartire, rischieranno di scomparire - ha aggiunto Tebas, come riportato dall'Ansa -. Questo potrebbe riguardare anche il calcio professionistico. In altri Paesi le squadre sono pronte ad allenarsi ed è questo l’esempio da seguire. In Spagna il calcio è un fattore economico trainante che abbiamo bisogno di riattivare come molti altri: continuiamo a lavorare affinché la Liga riparta seguendo tutte le raccomandazioni sanitarie”.

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