Il nuovo portiere blaugrana ha parlato della scelta di tornare a giocare dopo aver annunciato il ritiro a fine agosto: "Non potevo dire di no al Barcellona, la storia del club e il privilegio che provo nell’indossare questa maglia è ciò che mi ha fatto cambiare idea", rivela a Mundo Deportivo, "Sono venuto qui per vincere. Obiettivo è la Champions”. Su Buffon: "La cosa più importante che ho imparato da lui è come essere leader e avere personalità"
Nuovo acquisto del Barcellona, Szczesny ha parlato a Mundo Deportivo della decisione di tornare a giocare nonostante avesse annunciato il ritiro dal calcio a fine agosto. L'ex portiere della Juve, infatti, è stato chiamato dalla società spagnola in seguito all'infortunio al tendine rotuleo del ginocchio destro di Ter Stegen, che lo terrà lontano dal campo per un tempo lunghissimo. “Il giorno prima che Ter Stegen si facesse male ero sicuro al 100% che non sarei mai tornato indietro sui miei passi sulla decisione di smettere di giocare a calcio", racconta il polacco, "Ma quando ho ricevuto effettivamente la chiamata del Barça, ho guardato mia moglie sperando che mi dicesse "non farlo". Ma non sono capace di dire no al Barcellona. La storia del club e il privilegio che provo nell'indossare questa maglia è ciò che mi ha fatto cambiare decisione e tornare sui miei passi, non credo che lo avrei fatto per nessun altra squadra". Gli obiettivi sono chiari: "Mi piacerebbe vincere trofei che non ho mai vinto prima. Ce ne sono due o tre in palio come Liga, Coppa del Re e Champions League, ovviamente", rivela, "Ne vorrei alzare al cielo almeno due e poi potrò finire la mia carriera pensando di aver fatto qualcosa di incredibile in quell'ultimo anno". Continua: "La verità è che sono venuto qui per vincere, non per divertirmi. Il livello è altissimo ed è quello che dico, tornare dal ritiro e raggiungere quel livello e vincere qualcosa dopo essermi ritirato sarebbe straordinario per me. Ed è per questo che il mio desiderio è quello di poter scrivere una piccola parte di questo club dalla storia così grande".
"Da Buffon ho imparato come essere leader e avere personalità"
Nei suoi anni alla Juve ha avuto modo di confrontarsi con Buffon e di imparare da lui: "La cosa più importante che ho imparato da Gigi è come essere un leader ed avere personalità. Gigi è un esempio non solo per i portieri ma per tutti i giocatori del mondo di come essere gentili perché è estremamente gentile con tutti ma anche di come essere un leader ed esigere dai propri compagni di fare sempre il meglio. Non conosco una sola persona che possa dire una parola di scherno o fuori posto su di lui, nonostante abbia urlato contro tutti e preteso il massimo da tutti. Dunque da Buffon ho imparato l’equilibrio fra l’essere gentili ed esigenti con i propri compagni di squadra perchè se io do tutto me stesso in campo ho bisogno che anche il mio compagno di squadra mi aiuti e dia il proprio 100%”.
"Dovrò adattarmi allo stile del Barcellona"
Con Flick al Barcellona trova similarità con la Juve di Pirlo: “So di non essere il tipico portiere del Barcellona ma per certi versi il modo in cui il Barça imposta da dietro è molto simile a quello che Pirlo voleva ai tempi in cui allenava la Juventus. Il modo di giocare non è molto complicato per un portiere, quindi non avrò problemi anche se sarò io che dovrò adattarmi allo stile del Barça e non viceversa". Ha parlato poi di Ter Stegen: "Gli ho detto che non sono qui per sostituirlo a lungo termine ma solo per aiutare il club mentre a Peña ho detto che la mia priorità è aiutarlo perché non sono pronto per giocare. Sono stato in vacanza per due mesi e ho bisogno di tempo per poter tornare al livello necessario per difendere al meglio questa maglia. Ecco perchè non vorrei affrettare i tempi. La mia priorità è aiutarlo a giocare al meglio perché abbiamo bisogno che continui ad offrire queste prestazioni”.
