Francia, rientro blindato. Henry a rapporto da Sarkozy

Mondiali
La mesta stretta di mano fra Raymond Domenech e Thierry Henry al termine dell'ultima gara del Mondiale francese, contro il Sudafrica. L'era del ct è finita, probabilmente anche quella dell'attaccante (foto Ap)
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Sorveglianza strettissima intorno all'aeroporto parigino di Le Bourget per il ritorno dei Belus. Ad attenderli pochi tifosi rancorosi e un'auto che ha scortato l'attaccante all'Eliseo per incontrare il presidente della Repubblica. GUARDA L'ALBUM MONDIALE

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Sorveglianza strettissima intorno all'aeroporto parigino di Le Bourget per l'arrivo della nazionale francese di calcio di ritorno dall'ingloriosa avventura del Mondiale sudafricano. Ad attendere la nazionale, tra l'indifferenza generale, solo alcuni tifosi rancorosi, per il resto anche giornalisti e telecamere sono stati tenuti rigorosamente lontani dall'area di arrivo, e confinati al di fuori delle griglie che delimitano lo scalo; i giocatori hanno addirittura evitato di passare dal terminal dell'aeroporto, e sono stati trasportati da una serie di auto e navette direttamente dall'aereo che li ha riportati in patria ad alcuni jet privati, con cui raggiungeranno i Paesi in cui risiedono.

Diversa la situazione solo per Thierry Henry: c'era una vettura ufficiale della presidenza della Repubblica francese, con due moto di scorta, ad attenderlo all'aeroporto, dove è atterrato l'aereo che trasportava i Bleus. Questo perché Henry incontrerà più tardi, su sua richiesta, il capo dello Stato Nicolas Sarkozy, che ieri ha annunciato il lancio degli "stati generali" del calcio francese per il prossimo ottobre. Il presidente francese poi aveva chiesto al governo di vigilare affinché ai Bleus non fossero dati premi dopo la figuraccia sudafricana. La nazionale francese, ad ogni modo, dalla prossima partita sarà guidata da Laurent Blanc.

Il presidente Nicolas Sarkozy ha incontrato all'Eliseo Tierry Henry e, stando a quanto riferiscono le fonti, ha sottolineato al giocatore l'importanza di dare un'immagine dignitosa della Francia in una grande kermesse internazionale come i mondiali. "Per vestire la maglia di una squadra di club servono rispetto, spirito di squadra, orgoglio e dignità e questo vale ancor di più quando si parla della nostra nazionale di calcio", ha riferito il portavoce dell'Eliseo. "Che il Presidente debba assumersi la responsabilità di quello che accade alla nazionale non è una cosa normale, è vero, ma noi non siamo in una situazione normale", spiega il deputato Thierry Mariani dell'Ump, il partito del presidente: "Il calcio è parte del nostro Paese e ripristinare l'immagine della squadra è un'affare di stato".