Il sogno Mondiale della Siria è ancora vivo: con l'Australia è 1-1

Mondiali
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Nell'andata dello spareggio delle qualificazioni asiatiche ai Mondiali, i siriani acciuffano il pari a 5 minuti dalla fine. Si è giocato in campo neutro, in Malesia. Il 10 ottobre è previsto il ritorno a Sidney. Chi uscirà vincente dal doppio confronto sfiderà la quarta classificata del girone centro-nordamericano

Omar Jihad Al Somah. Ancora lui, ancora negli ultimi minuti. Un mese fa un suo gol al 93’ aveva consentito alla Siria di pareggiare con l’Iran nell’ultima giornata dei gironi e di accedere ai playoff. Oggi, nell’andata di quei playoff, la sua freddezza dal dischetto ha permesso di centrare un altro pareggio, contro l’Australia, per 1-1. Si è giocato in campo neutro, al Hang Jebat Stadium, in Malesia, perché la guerra in Siria rende difficile la vita di tutti i giorni, figuriamoci disputare una partita di calcio. Il ritorno a Sidney è previsto per martedì 10 ottobre. Non sarà l’ultimo atto prima di Russia 2018: la vincente del doppio confronto sarà impegnata in un’altra gara di andata e ritorno, questa volta con la quarta classificata della zona CONCACAF, quella centro e nord-Americana.

Il pari dell'ex esiliato
Servirà un’impresa alla Siria per riuscire a superare l’Australia. Nell’andata, sono infatti stati i Socceroos a fare la partita per larghi tratti e a sbloccare il risultato  al 40’ con Kruse, autore di una bella giocata sulla linea di fondo e di un gran tiro a rientrare sul secondo palo. Ma nel finale i siriani aumentano la pressione e dopo aver colpito un legno, firmano il pareggio su rigore, a 5 minuti dal 90’. A segnarlo, come detto, Al Somah, attaccante alto 192 cm che gioca nell'Al-Ahli - squadra degli Emirati, a cui per 5 anni era stato fatto divieto di indossare la maglia della Nazionale di Damasco. Nel 2012, infatti, durante la premiazione della finale della Coppa d’Asia occidentale (l’unico successo della storia siriana) aveva sventolato la bandiera dell'esercito dei Ribelli dell'ESL, ostile ad Assad.

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