Messi e Cristiano Ronaldo: Mondiali a rischio, una vittoria per scacciare l'incubo eliminazione

Mondiali

Domenico Motisi

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Sono i due calciatori più forti del pianeta eppure le loro squadre non hanno ancora la certezza di andare in Russia nel 2018. A entrambi servono i tre punti per non rischiare di essere tra gli esclusi più clamorosi nella storia della Coppa del mondo. Le sfide Portogallo-Svizzera (h 20.45) ed Ecuador-Argentina (h 1.30) in diretta e in esclusiva su Sky Sport

Quando la Svezia fu eliminata dal Portogallo negli spareggi per il Mondiale in Brasile, Zlatan Ibrahimovic disse – mantenendo fede alla sua proverbiale modestia – che la Coppa del mondo senza di lui aveva poco senso e che non avrebbe visto una singola partita di quel torneo. Lui e i suoi più accaniti tifosi probabilmente credevano davvero a quelle parole, ma tutti gli altri appassionati hanno comunque visto l’edizione 2014, anche senza Ibra. Una competizione così importante va al di là del singolo, almeno così dovrebbe essere. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo visto che a giugno qualcuno potrebbe davvero lasciare la tv spenta se dovessero mancare i due calciatori che hanno dominato e continuano a dominare (non ce ne voglia Zlatan) la scena del calcio mondiale: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Un’eventualità che dalle parti di Buenos Aires e Lisbona scongiurano ma non esattamente remota: per essere certi di vedere gli ultimi nove Palloni d’oro in Russia (dove potrebbero diventare gli ultimi dieci), è necessario che Argentina e Portogallo vincano contro Ecuador e Svizzera. 

Padroni del proprio destino 

Non c’è niente da fare, anche quando sono separati dai 10.111 km che intercorrono tra Quito e Lisbona, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sembrano uniti da un filo sottilissimo che alimenta la loro rivalità e conseguentemente la loro grandezza. Questa volta, non affrontandosi in un Clásico o a suon di voti per un trofeo individuale, gli dei del calcio hanno voluto giocare a modo loro facendo coincidere nell’arco di poche ore i due match che potrebbero compromettere la presenza dell’argentino e del portoghese al prossimo Mondiale. Il primo a conoscere le sue sorti sarà Cristiano che ha due possibilità: battere la Svizzera e prenotare l’albergo per Mosca oppure, in caso di mancata vittoria, giocarsela ai Play off (come nel 2014) per volare verso la patria della sua bella ex fidanzata Irina Shayk. Poco più tardi scenderà in campo Messi a Quito. Anche la sua Argentina è padrona del proprio destino: nonostante un torneo di qualificazione non all’altezza, una vittoria garantirebbe all’albiceleste la possibilità di vendicare la sconfitta in finale al Maracanã nel 2014. A differenza del nemico Ronaldo, però, in caso di risultato negativo l’Argentina potrebbe non  “paracadute” del Play off (soltanto la quinta classificata del giorne sudamericano va allo spareggio contro una nazionale dell'Oceania) ma rischierebbe di essere eliminata definitivamente. Eventualità che verrebbe presa come una vera e propria catastrofe a Buenos Aires. 

Rischio comune, peso diverso

Bisogna dirlo, le mancate partecipazioni di Ronaldo e Messi a Russia 2018 avrebbero un peso diverso. Partendo dal presupposto che per non andare al Mondiale il Portogallo dovrebbe perdere anche il Play off, il percorso fatto da Cristiano e compagni negli ultimi due anni non ammette particolari rimpianti: campioni d’Europa per la prima volta nella storia nel 2014 al termine di una finale giocata a Parigi contro i favoritissimi padroni di casa della Francia, girone di qualificazione quasi perfetto in cui, male che vada, avranno fatto 24 punti sui 30 disponibili. Certo, questa non potrebbe mai rappresentare una consolazione per uno come Cristiano a cui è sempre stata riconosciuta un’ambizione fuori dal comune, ma è evidente come il potenziale dei lusitani sia inferiore, almeno sulla carta, rispetto a quello dell’Argentina. 

A differenza del “nemico” portoghese, Messi avrebbe davvero pochissimi alibi se la sua Selección non dovesse essere tra le 32 qualificate. Il girone sudamericano, sebbene sia ricco di squadre talentuose come Brasile, Uruguay, Colombia e Cile, non dovrebbe mai rappresentare un problema per chi può permettersi (ma può davvero farlo?) di lasciare in panchina Dybala e Icardi o di non convocare Higuaín. L’assenza della Pulce alla Coppa del mondo sarebbe una sciagura sia per un popolo come quello argentino che fa del calcio una ragione di vita, sia per il classe ’87 che mancherebbe l’ultima occasione per vincere qualcosa di importante con la maglia albiceleste dopo le finali perse nel 2014 al Mondiale, nel 2015 in Coppa America e nel 2016 ancora Coppa America e al termine della quale aveva deciso di lasciare la nazionale. Una scelta poi rinnegata con l’unico obiettivo di vincere la finale di Mosca nel 2018, riscattare queste sconfitte e togliersi l’etichetta di vincente con il Barcellona ma eterno perdente con l’Argentina. 

Come uno Slam senza Federer e Nadal

Ci sono certi appuntamenti che attendi per tanto tempo e quando arrivano vorresti che non mancasse nessuno, al di là del tifo, oltre le preferenze. Uno Slam senza Federer e Nadal rimane sì uno Slam ma non ha lo stesso fascino. Una finale tra Cleveland e Golden State senza James e Curry varrebbe sempre l'anello, ma non avrebbe lo stesso appeal. Un Mondiale senza Ronaldo e Messi? Un giorno succederà, a prescindere dalla presenza di Portogallo e Argentina: CR7 farà 33 anni a febbraio, la Pulce ne compirà 31 il 24 giugno. In Qatar nel 2022 saranno al termine della loro carriera, ma in Russia no. Potrebbe essere la loro ultima Coppa del mondo e a giugno tutti si aspettano di vedere in campo la 7 del portogallo e la 10 dell'Argentina. Adesso, ancora una volta, dipende da loro. 

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