Argentina, Higuain ancora out dai convocati. Torna Perotti

Mondiali

Escluso già nelle ultime partite di qualificazione al Mondiale, Sampaoli non ha chiamato l'attaccante della Juventus per le amichevoli in programma a novembre ma ha specificato che "Gonzalo è tutt'altro che escluso dal gruppo visto che con lui non c'è nulla da provare"

Dopo aver centrato l'obiettivo di qualificarsi al prossimo Mondiale in Russia, l'Argentina si prepara ad andare in campo per giocare due gare amichevoli a novembre e migliorare così l'intesa di gruppo in vista della manifestazione della prossima estate. Il commissario tecnico Jorge Sampaoli ha diramato la lista dei calciatori convocati che comprende però solo quei giocatori che militano in campionati esteri; il gruppo verrà poi completato da quegli elementi che giocano invece in Argentina. Quello che si può ancora una volta notare è l'assenza di Gonzalo Higuain: il giocatore della Juventus non è stato inserito nell'elenco degli attaccanti scelti dal ct così come era stato nelle precedenti partite di qualificazione. Il prossimo 10 novembre la Seleccion se la vedrà con la Russia e anche se si tratta di una semplice amichevole l'assenza di Higuain lascerebbe pensare che il giocatore non è al centro dei piani tecnici di Sampaoli. Presente invece Paulo Dybala insieme ad altri sette giocatori che militano in Serie A (ovvero, Fazio, Biglia, Gomez, Perotti, Icardi e Pezzella oltre appunto a Dybala.

"Higuain è tenuto in considerazione"

Questo l'elenco completo: Romero, Guzman, Marchesin; Mascherano, Fazio, Mercado, Otamendi, Pezzella; Salvio, Biglia, Banega, Acuna, Paredes, Rigoni, Kranevitter, Gomez, Perotti; Messi, Aguero, Icardi, Di Maria, Dybala. Dopo aver diramato la lista, il commissario tecnico ha poi parlato anche in conferenza stampa giustificando le sue decisioni e partendo proprio dalla situazione che riguarda Higuain: "Gonzalo è un giocatore molto presente, nelle prossime partite dovrò fare delle prove e con lui non bisogna provare nulla. Spetterà a noi valutarlo nel corso della stagione per decidere se portarlo al Mondiale, un allenatore deve capire se c'è compatibilità tra calciatori di una squadra. Per esempio non mi sembra molto difficile veder giocare insieme Messi e Dybala. Credo siano due calciatori complementari. Per quanto riguarda la nostra condizione si può dire che l'Argentina e nell’elite del calcio mondiale, mentre Germania e Spagna hanno il vantaggio di avere un'idea di gioco già ben definita e formata con gli anni. Adesso non si può certo dire dove potremo arrivare ai prossimi Mondiali. Aggiungo soltanto che quando verrà completata la lista dei calciatori che giocano in Argentina non ci saranno delle grandi novità: saranno 4-5 i calciatori che verranno aggiunti e se ci saranno calciatori del River o del Boca arriveranno in gruppo dopo aver giocato il Clasico".

Su Messi

"Messi? Ci ha dato quello che ci dà sempre, ciò che dà il miglior giocatore del mondo. Aguero ci dà la possibilità di giocare con lui ma lo vediamo bene anche con un vero 9. Oggi abbiamo la possibilità di scegliere gli attaccanti tra i migliori del mondo. Per quanto riguarda la situazione del calcio attuale si è arrivati a credere che vincere sia un dovere ma bisogna cercare di togliere obblighi di vittoria alla squadra e far sì che l’organico sia felice di giocare. Nelle prossime gare potremo anche valutare i rendimenti di Perotti e Kranevitter, io sono arrivato qua per condurre l'Argentina al Mondiale e adesso il mio compito è quello di farla arrivare preparata. Un Mondiale è molto diverso da una situazione di qualificazioni, dobbiamo tenere a mente come ci arriva ciascun giocatore".

Sul gruppo e sul Mondiale in Russia

"C'è tanta pressione perché questa squadra ha talento e creatività, penseremo a tutto per fare in modo di portare in Russia dei giocatori al massimo della loro condizione. Mi emoziono a vedere Messi giocare, è bello vederlo così coinvolto con questa squadra e ci rende tutti molto felici. E anche molto importante sarà capire che gruppo ci toccherà al Mondiale, quali saranno le nostre avversarie; io sono un allenatore e so che un giorno posso essere insultato e quello successivo no, conosco bene queste cose ma dovevo compiere il desiderio di un popolo intero che ha il calcio come priorità. Ora abbiamo raggiunto la qualificazione e pensiamo ai prossimi passi".

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche