Jedinak trascina l'Australia ai Mondiali: Honduras sconfitto 3-1

Mondiali

Gli australiani centrano la quarta qualificazione consecutiva ai Mondiali superando nel doppio confronto l'Honduras, dopo lo 0-0 dell'andata. Decisivo il centrocampista dell'Aston Villa, Michael Jedinak, autore di "due gol e mezzo"

Un movimento in salute, confermato dai risultati. L'Australia consegue la quarta qualificazione di fila ai Mondiali di calcio (quinta in assoluto insieme a quella del 1974), e lo fa vincendo lo spareggio con l'Honduras. All'andata, giocata in casa dei centroamericani, era finita 0-0 (gara diretta dall'arbitro italiano Daniele Orsato). Decisiva, dunque, la sfida di ritorno, disputata a Sidney. Il risultato finale è di 3-1, con la tripletta del capitano Michael Jedinak, centrocampista dell’Aston Villa, andato a segno con una punizione deviata e due calci di rigore. L’obiettivo sarà migliorare i risultati delle ultime tre edizioni. Infatti, dopo gli ottavi di finale raggiunti nel 2006, quando gli Aussies vennero eliminati proprio dall’Italia che sarà poi Campione del Mondo, ai supplementari, il loro cammino si è sempre interrotto ai gironi. Nei Mondiali brasiliani del 2014, sono arrivate tre sconfitte nei tre incontri con Spagna, Olanda e Cile.

Il primo tempo

Il c.t. degli australiani, Postecoglou,ha schierato una formazione diversa per quattro undicesimi rispetto alla partita d’andata con Cahill che stavolta parte in campo dal primo minuto; pochi cambi anche tra gli ospiti. Fin da subito in campo spicca il predominio territoriale dell'Australia, che però raramente trova la via della porta. Evidente, peraltro, l’atteggiamento remissivo degli honduregni, che scelgono un blindato 5-4-1 per resistere alle offensive degli avversari. L’Honduras cerca di spezzettare la manovra australiana, giocando una gara tignosa e ricorrendo spesso al fallo. Infatti, gli oceanici ci provano su calcio piazzato al quarto d’ora, quando su una traiettoria interessante disegnata da Mooy dalla sinistra Cahill non arriva sul pallone. Il portiere Escober è comunque attento e respinge la conclusione insidiosa. Lo stesso attaccante dà il via ad un'altra grande occasione, sul finire di primo tempo, quando serve bene Behich ma il suo sinistro da buona posizione viene parato miracolosamente. Si va a riposo con il punteggio ancora invariato, dopo due minuti di recupero.

Il secondo tempo

Nella ripresa, l'Australia legittima la superiorità mostrata in campo fino ad allora. Un fallo ingenuo di Acosta su Rogic dal limite permette agli australiani di battere un'interessante punizione. Se ne incarica Jedinak, il cui tiro è tutt’altro che irresistibile – e con ogni probabilità nemmeno diretto verso la porta – ma colpisce Figueroa in area e la deviazione mette fuori causa l'estremo difensore avversario (54’). Cahill sfiora il raddoppio pochi minuti dopo, ma il suo colpo di testa colpisce soltanto la traversa. Tuttavia, la serata da incubo di Acosta prosegue e commette un'altra ingenuità: un fallo di mano goffo su un cross da sinistra. Per l’arbitro Pitana non ci sono dubbi, è calcio di rigore, ineccepibile: si incarica della battuta lo stesso Jedinak, che trasforma perfettamente con un tiro basso alla destra di Escober (73’). Senza nulla da perdere, il c.t. honduregno Pinto fa entrare tutti gli attaccanti a disposizione, ma sortirà soltanto l’effetto contrario. All’86’ Jedinak realizza un altro calcio di rigore, per il fallo di Palacios sul neoentrato Kruse che stava per calciare da solo a rete; cambia la direzione (stavolta più centrale) ma non l’esito. Nel recupero, l’Honduras trova il gol della bandiera: Elis risolve una mischia in area su azione di calcio d’angolo, segnando il gol del definitivo 3-1. Quattro minuti di recupero, poi il tripudio dell’ANZ Arena di Sidney: l’Australia è ancora una volta ai Mondiali.