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Mondiale 2018, ecco il nuovo Var per i medici: come funziona

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Nel prossimo Mondiale di calcio debutterà anche il Var per i medici. Un secondo dottore potrà valutare davanti a un video ogni situazione prima della diagnosi. “È un supporto per aiutarli a capire se un calciatore possa rimanere in campo o meno” - ha detto il presidente della commissione medica Fifa D’Hooghe

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Prima il Var, ora il Varm. Cosa cambia? Una lettera in più e molte polemiche in meno. Perché è un calcio che sta vivendo proprio negli ultimi anni un’evoluzione netta. Molto più marcata di quanto successo in passato. È di pochi giorni fa l’ipotesi dell’introduzione della quarta sostituzione (idea Uefa). Mentre la goal-line technology è già stata approvata da tempo. L’ultima novità è quella del Video Assistant Replay Medical, un sistema video che permetterà ai medici delle squadre di rivedere le azioni su uno schermo per capire meglio l’entità di eventuali infortuni, così da riuscire ad agire meglio sul giocatore dolorante e senza rischi di fraintendimenti. La nuova tecnologia farà il suo debutto già al Mondiale in Russia.

L'idea

Si tratterà di un secondo dottore, o di un altro assistente, che avrà le immagini a sua completa disposizione per analizzare meglio ogni situazione. Così poi da comunicare al medico intervenuto sul campo quanto successo e come agire nel migliore dei modi possibili. Lo ha spiegato il presidente della commissione medica della Fifa Michel D’Hooghe: “Per aiutare i medici delle varie nazionali abbiamo messo a punto un sistema nel quale un assistente del primo dottore siederà davanti a uno schermo per aiutare il collega sul campo a prendere una decisione - ha detto durante il Workshop della Fifa che si sta svolgendo a Sochi - potrà infatti rivedere con calma, e con chiarezza, quanto successo sul terreno di gioco, cosa che magari il medico in panchina non è riuscito a fare. È un supporto ai medici per aiutarli a capire se un calciatore possa rimanere in campo o meno. Pensate a quanto possa essere utile una cosa del genere in casi come quelli di commozioni cerebrali”.