Mondiali Russia 2018, Rabiot dice no alla Francia. E il Psg lo difende: "È sempre stato professionale"

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Il club francese è andato in soccorso del centrocampista classe 1995, finito nell'occhio del ciclone per aver rifiutato un posto da riserva in nazionale per i Mondiali: "È sempre stato attaccato ai colori della Francia e ha sempre avuto atteggiamenti da professionista"

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Quella che ha visto protagonista Adrien Rabiot è già una delle storie più controverse del Mondiale di Russia, che partirà il prossimo 14 giugno. Il no secco del centrocampista del Paris Saint-Germain a figurare come riserva nella nazionale francese ha infatti creato un caso che ha avuto risonanza in tutta Europa. Didier Deschamps - come peraltro già accaduto in occasione degli Europei nel 2016 - ha infatti deciso di lasciare fuori dalla lista dei 23 il talentuoso centrocampista classe 1995, reduce da una stagione da protagonista con il Psg. Scelta che il ragazzo non ha per nulla digerito, tirandosi fuori anche dalla lista dei papabili per una possibile chiamata di emergenza.

Il Psg difende Rabiot: "Profondo attaccamento alla Nazionale"

Proprio il club parigino, a poche ore di distanza dal rifiuto di Rabiot, ha voluto difendere l’immagine del ragazzo, con il morale a terra dopo la decisione del CT: “Il Psg - si legge in un comunicato ufficiale - ha preso atto dei commenti di Rabiot sulla sua decisione di ritirarsi dalla lista delle riserve della nazionale francese per la prossima Coppa del Mondo. Al di là del dibattito emerso nella sfera pubblica, il club desidera sottolineare lo speciale legame che ha con il giocatore, che è arrivato in squadra nel 2010 e ha poi scalato con talento e carattere tutti i livelli giovanili, per diventare una figura importante della prima squadra. Competitivo sotto i nostri colori, Rabiot ha onorato 207 volte la maglia del Psg. A soli 23 anni, Adrien è uno dei più brillanti prospetti del nostro club. Il Paris Saint-Germain non vuole interferire in una questione che riguarda soprattutto il giocatore e la selezione francese, ma intende ricordare il suo profondo attaccamento alle squadre nazionali e ai valori che incarnano”.

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