Sterling continua a far parlare di sé: torna in ritardo nel ritiro dell'Inghilterra, Southgate lo perdona

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L’attaccante della Nazionale inglese continua a far parlare di sé: dopo le polemiche relative al fucile tatuato sul polpaccio destro, Sterling è rientrato in ritiro in ritardo. Il giocatore si è scusato con i compagni e il CT ha Southgate ha voluto smorzare i toni: "C’è stata confusione con i voli, so che non è stata una cosa intenzionale. Nulla di grave, mi spiace che circolino così tante storie su di lui"

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Sempre Raheem Sterling, ancora Raheem Sterling. Al centro dell’attenzione dei media l’attaccante della Nazionale inglese, che continua a far parlare di sé dopo le pesantissime polemiche relative al fucile tatuato sul polpaccio destro. Il giocatore del Manchester City, infatti, dopo un permesso concessogli dal CT Gareth Southgate, è rientrato in ritardo nel ritiro dove l’Inghilterra sta preparando le ultime gare amichevoli in vista dei prossimi Mondiali di Russia. L’episodio si è verificato nelle scorse settimane: in Giamaica – suo paese d’origine – per motivi personali, Sterling sarebbe dovuto rientrare nella serata di martedì 22 maggio. A causa di alcuni problemi con le coincidenze aeree, l’attaccante si è presentato nel ritiro della Nazionale nella mattinata di mercoledì, con circa 12 ore di ritardo. Da qui la nuova bufera sui tabloid inglesi. Sterling, in ogni caso, ha subito provveduto a scusarsi con i compagni, che hanno accettato senza alcun problema le sue motivazioni.

Southgate: "Non era sua intenzione, mi spiace che circolino così tante storie su di lui"

La questione è immediatamente rientrata anche grazie all’atteggiamento del CT Gareth Southgate, che ha giustificato pubblicamente il ritardo di Sterling. "Il giocatore sarebbe dovuto tornare martedì sera, invece è arrivato mercoledì mattina. Ma si è trattata di semplice confusione con i voli, ci sono stati dei problemi con i collegamenti – ha spiegato il CT dell’Inghilterra -. Molto onestamente il ragazzo si è scusato con il gruppo e ha chiarito quale sia il suo impegno nei confronti della squadra. Le sue scuse sono state accettate da tutti. Non c’è alcuna punizione nei suoi confronti perché la cosa non è stata intenzionale. Se qualcuno volesse tornare in ritardo sarebbe diverso, ma non è questo il caso. La situazione è chiaramente un’altra, so quali erano le sue intenzioni quindi non ci sono problemi, ne abbiamo parlato nel corso di una lunga passeggiata. Non so perché circolino così tante storie su di lui, ma è quel tipo di giocatore che può fare la differenza. Su di lui ci sono aspettative maggiori e, se vuoi essere un grande giocatore, devi essere in grado di gestirle".

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