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Mondiali 2018 Russia, Khedira: "La Germania ha ancora fame. Dopo il primo anno alla Juve volevo smettere"

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Sami Khedira (getty)

Il centrocampista bianconero pronto ai Mondiali: "L'avversario più pericoloso è la Spagna, ma abbiamo voglia di ripeterci. Italia fuori? Ero triste anche io dopo la Svezia". Nel 2015 vicino al ritiro: "Ci ho pensato, non sentivo di poter stare tra i migliori. Ora però sono tornato come volevo"

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Sami Khedira è pronto per il Mondiale. Con la sua Germania, il centrocampista della Juventus va a caccia di uno storico bis, dopo aver centrato il trofeo anche in Brasile nel 2014. In Russia però tutto sarà diverso, a cominciare dall’assenza dell’Italia: “Fossi un giocatore italiano non guarderei le partite - ha spiegato a La Gazzetta dello Sport - Dopo la gara con la Svezia ero triste anche io quanto i miei compagni nello spogliatoio della Juve. Soprattutto mi è dispiaciuto per Gigi Buffon, che ha perso il sesto storico Mondiale. E poi per gli altri, Barzagli, Chiellini; e non solo i bianconeri, anche per De Rossi per citarne uno. Grandi giocatori, una grande nazione calcistica che rimane ai margini”. Immediati però i segnali di reazione: “Dopo qualche tempo ho visto una nuova voglia nei loro occhi, adesso gli Azzurri sanno come devono lavorare per tornare ad alti livelli, ripresentarsi al prossimo torneo e giocare un ruolo importante”. E magari qualcuno di loro tiferà Germania… “Non so, però riconoscono spesso il valore della mia Nazionale e hanno un grande rispetto per noi. Vediamo, magari Gigi starà per noi, io sono un suo grande ammiratore e spero che lui possa ricambiare”.

"Spagna la più pericolosa. Noi vogliamo ripeterci"

Parlando del Mondiale che attende la Germania, poi: “L’avversario più pericoloso credo sia la Spagna - ha continuato Khedira - perché su una base solida ha introdotto molti giovani di talento. Difesa attenta, un bravissimo portiere, il centrocampo sa gestire il pallone e le partite, e in avanti è incredibilmente forte”. Obiettivo dei tedeschi è ripetersi dopo il 2014: “Abbiamo il trionfo di Rio in testa, ma non solo. Ci ricordiamo il percorso per ottenerlo, quando potevamo uscire con l' Algeria, abbiamo giocato male con Ghana e Usa. Siamo andati avanti con lo spirito di squadra, lo stesso che ci accompagna adesso: sì, abbiamo ancora fame e lo dimostriamo stagione per stagione, continuando a vincere titoli o coppe con le nostre squadre di club. A questi senatori abituati al successo aggiungiamo molti giovani ambiziosi. La Germania è questa”.

"Ho pensato di smettere, ma sono tornato come volevo"

Il centrocampista bianconero, facendo un passo indietro, ha poi raccontato di quando, tre anni fa, aveva pensato di lasciare il calcio: “Si, l’ho pensato. Perché dopo la prima annata con la Juventus non ero contento, non mi sentivo di poter stare tra i migliori. Troppi infortuni, stanchezza mentale. Dovevo decidere se far parte dei migliori al mondo o se tirarmi fuori. Ne sono uscito ricominciando da capo con un staff personale, specialisti che curano molti aspetti, forza, movimento, alimentazione. Ho investito su me stesso, sono tornato come volevo”, ha concluso.