Mondiali 2018 Russia, Germania sconfitta al debutto: è il sesto ko all'esordio per un campione in carica

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La Germania ha incassato un'inaspettata sconfitta contro il Messico, diventando la sesta squadra nella storia detentrice del trofeo a perdere la gara inaugurale. Dalla doppietta di Andersson alla manita subita dalla Spagna, ecco tutti i precedenti

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I tifosi della Germania non potevano immaginare un esordio peggiore, culminato con la sconfitta subita contro il Messico. Chi credeva che la grande sorpresa della prima giornata sarebbe stato il pari dell'Argentina contro l'Islanda e il flop di Messi dal dischetto, non aveva evidentemente fatto i conti con la prova incolore dei calciatori tedeschi, apparsi poco lucidi dopo un girone di qualificazione chiuso con l'en plein che ha ulteriormente aumentato le aspettative di vittoria. Il Messico ha invece imbrigliato alla grande la selezione di Low facendo pagare caro una difesa distratta e quasi mai puntuale in chiusura. Grande merito di Osorio, Ct che potrà annoverare tra i suoi ricordi la soddisfazione di aver messo al tappeto i campioni in carica. La Germania potrà invece cogliere l'aspetto positivo di non essere la prima detentrice del trofeo a finire ko nella gara d'esordio. Vero anche che in nessuno dei cinque precedenti la Nazionale sconfitta ha poi fatto il bis, ma non c'è motivo per cui i tedeschi non debbano sperare di segnare questo nuovo record visto che il girone rimane ampiamente alla portata, con Svezia e Corea da affrontare nei prossimi due turni. A inaugurare questo nuovo ciclo fu - ahinoi - l'Italia nel 1950, ma quel caso è completamente differente rispetto agli altri. Quella Nazionale infatti, guidata allora da Ferruccio Novo, debuttava ben 12 anni dopo rispetto al trionfo Mondiale dei pluricampioni azzurri di Vittorio Pozzo, in quanto le due edizioni successive non erano state disputate a causa della guerra. Nessuno di quella rosa presente al Mondiale brasiliano era presente nella finale del 1938 e fu sorpresa al debutto dalla Svezia di George Raynor. L'Italia partì benissimo, trovando il vantaggio dopo appena 7 giri di orologio con il tap in sotto porta di Carapellese. 7 furono anche i minuti che bastarono ai svedesi per ribaltare il punteggio con Jeppson e il diagonale di Andersson. Dopo un errore clamoroso da pochi metri di Capello, la situazione peggiorò per gli azzurri in avvio di ripresa quando Jeppson siglò la personale doppietta, mettendo in rete la corta respinta di Sentimenti. Muccinelli riaccese le speranze dei campioni in carica a un quarto d'ora dal termine, prima che Carapellese le spegnesse nuovamente con una clamorosa traversa in pieno recupero. Il ko costò alla nostra Nazionale l'eliminazione ai gironi.

La doppietta argentina

Il record negativo dell'Italia durò fino al 1982, anno che consacrò gli azzurri sul tetto del mondo per la terza volta. A scendere sul terreno di gioco da campione in carica in quell'edizione furono i giocatori argentini, reduci dal trionfo in patria di quattro stagioni prima. Fu il primo Mondiale giocato da Maradona, ma la strada fu terribilmente in salita. L'inizio choc arrivò contro il Belgio che mise alle corde l'Albiceleste con un gioco corale di grande qualità e, coincidenza, quella volta arrivò anche l'ultima battuta d'arresto dei tedeschi in una prima Mondiale, sconfitti 2-1 dall'Algeria. Dopo aver perdonato più volte il portiere sudamericano, la Nazionale belga realizzò il gol della vittoria al 62', con Vandenbergh che sorprese alle spalle Passarella e andò in rete con un destro secco. Fu El Pibe de Oro ad andare più vicino al pareggio, ma la sua punizione si infranse sull'incrocio dei pali, con Pfaff bravissimo a neutralizzare la ribattuta di Kempes.

Sempre gli argentini furono clamorosamente sorpresi all'esordio a Italia 90. Dopo aver messo in bacheca il secondo titolo Mondiale, fu il Camerun - autentica protagonista di quell'edizione - a piegare l'Argentina a San Siro e regalare il primo grande colpo di scena in terra italiana. I Leoni misero in difficoltà la Seleccion di Bilardo con le veloci ripartenze, sfiorando già il vantaggio nella prima frazione di gioco. L'espulsione nel secondo tempo di Kana-Biyik sembrò avviare il successo dei campioni in carica, ma a metà ripresa - sei giri di orologio dopo essere rimasti in 10 - Omam-Biyik salì in cielo su una palla a spiovente e andò in rete con un colpo di testa, complice anche la goffa presa del portiere Pumpido. Nel finale di partita né la qualità di Caniggia né il secondo rosso rifilato agli indirizzo dei camerunensi, a Massing nello specifico, bastarono a riequilibrare l'incontro. L'Argentina riuscì comunque a risollevarsi e chiudere quel campionato del Mondo con la finale persa contro la Germania.

Dalla favola Senegal alla corrida spagnola

Fu di nuovo una Nazionale del continente africano a prendersi gli onori nel match inaugurale del primo Campionato del Mondo del terzo millennio. Il Senegal sconfisse 1-0 la Francia campione di tutto grazie a numerosi contropiedi dettati in particolare da Diouf, imprendibile quel giorno per la difesa transalpina. I Blues si affidarono invece quasi in toto alla vena realizzativa di Trezeguet, quella volta non particolarmente ispirato e sfortunato nell'occasione del palo nel primo tempo. Il gol partita arrivò invece nella seconda frazione di gioco, quando il solito Diouf si involò sulla fascia e Bouba Diop sfruttò lo sfortunato rimpallo tra Djorkaeff e Barthez, ribattendo in rete. Il forcing finale dei francesi si tradusse in un nulla di fatto che sancì il successo dei senegalesi, alla loro prima volta in un Mondiale.

Nettamente più larga nel punteggio fu invece la vittoria registrata 4 anni fa dall'Olanda ai danni della Spagna. Anche gli iberici arrivavano da un periodo ricco di trionfi, ma quella notte si arresero allo strapotere Oranje. 5-1 il risultato finale, maturato quasi interamente nei secondi 45 minuti dopo il vantaggio spagnolo siglato da Xabi Alonso su rigore. Una prodezza di van Persie, a segno di testa in volo, permise ai suoi di andare al riposo in parità, poi al rientro dagli spogliatoi l'Olanda rimontò definitivamente con un'altra bellissima rete di Robben, prima di dilagare con il tocco sotto porta di de Vrij e con altri due centri firmati da van Persie e dall'esterno del Bayern Monaco. La stessa sorte capitata quest'oggi alla Germania, chiamata a far meglio delle sue passate concorrenti.

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