Mondiali 2018 Russia, Fabregas: "Cristiano Ronaldo segna solo su rigore o su errore"

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Il centrocampista del Chelsea frena l'entusiasmo attorno allo strabiliante periodo attraversato da CR7 e ai microfoni della BBC dice: "Il Portogallo non ha fatto vedere grandi trame di gioco. I suoi gol sono arrivati solo su calci piazzati o errori del portiere". E su Messi aggiunge: "Deve giocare più avanti, altrimenti non rende"

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Cesc Fabregas è uno dei grandi esclusi di questo Mondiale. Il centrocampista del Chelsea non è stato inserito nella lista dei convocati da Lopetegui e non ha nascosto la sua felicità quando il Ct è stato esonerato in favore di Fernando Hierro. Non potendo essere attore protagonista in Russia, lo spagnolo rilascia interviste e non risparmia bordate ai giocatori in mostra nella Coppa del Mondo. Mentre tutto il pianeta lo celebra, definendolo un extraterrestre, Fabregas esce fuori dal coro e ha un parere diverso sul rendimento di Cristiano Ronaldo: "Sì, sta giocando bene, ma se si guarda veramente a quello che ha fatto ha segnato un rigore, un calcio di punizione, un gol da angolo e uno con un tiro che David de Gea avrebbe dovuto salvare - afferma il classe '87 -. Non si può dire che lui e il Portogallo abbiano effettuato grandi combinazioni di gioco o un tiqui taka per andare a segnare grandi gol. Bisogna dargli credito ovviamente, ma le sue realizzazioni arrivano tutte da calci piazzati, rigori o errori. A livello individuale quello che mi ha colpito di più è Vela per come ha affrontato Toni Kroos. Chi mi ha deluso di più è invece la Germania".

Il trequartista Blues analizza anche la prestazione di Messi: "L'Islanda non ha messo un giocatore a uomo su di lui, ma i suoi compagni erano così indietro che non riusciva a crearsi spazio - continua -. Non succede spesso di vedere Leo fermarsi, vuol dire che gli islandesi l'hanno impostata bene. Messi era spesso costretto a tornare indietro per prendersi la palla e quando accade questo poi arriva in area sfinito. Al suo posto mi sentirei frustrato. Deve giocare più alto, ricevere palla nella trequarti perché è lì che può diventare pericoloso. Dietro di lui non c'è qualità, qualcuno che lo aiuti e quando non trova libertà di gioco scivola sempre più indietro. Questo per l'Argentina non è un bene".

"Germania, situazione particolare. Capitò anche a noi, la gestimmo con esperienza"

Fabregas si sofferma poi sul momento della Germania, sconfitta clamorosamente all'esordio dal Messico: "È una situazione particolare perdere la prima partita perché comincia a salire la pressione - spiega l'ex Barça -. I giocatori di Löw non possono permettersi più errori ora, avvertiranno sempre più tensione con l'avvicinarsi della partita contro la Svezia. Abbiamo vissuto una situazione simile anche noi della Spagna nel 2010 dopo essere stati battuti dalla Svizzera. Ricordo benissimo la gara successiva contro il Cile. Il Ct Del Bosque ha tenuto una riunione nel nostro hotel a due ore dal fischio d'inizio e poi abbiamo preso l'autobus per lo stadio. Il silenzio durante il tragitto era incredibile. Per mezz'ora nessuno ha fiatato perché erano tutti concentrati e, in un certo senso, anche spaventati. Perdendo o pareggiando infatti saremmo stati eliminati. Per fortuna siamo rimasti calmi, forse anche grazie alla nostra esperienza. La tensione è sparito appena è cominciata la sfida, mentre vedevo molto più nervosi i calciatori cileni. A volte è bello però farsi prendere un po' dal panico. Poi siamo arrivati in finale contro l'Olanda e avevamo la giusta motivazione per vincere. Se ti giochi una finale non puoi dire di aver deluso".

"Ho visto poche squadre al top"

Il calciatore del Chelsea ha la giusta ricetta per i tedeschi: "La Germania contro la Svezia deve fare come noi ed è importante che non si facciano prendere dal panico - conclude -. È altrettanto necessario che i giocatori non pensino di portare a casa la vittoria facilmente, altrimenti perderanno anche quella. La pressione può essere un aspetto positivo, finora non abbiamo visto le Nazionali migliori al top della forma, per cui se incontrano una formazione organizzata hanno difficoltà a strappare i tre punti. Una cosa che ho notato nelle grandi squadre è che c'è stata una mancanza di visione e creatività nella trequarti d'attacco e nessuna individualità è riuscita a brillare. Finora il Mondiale è stato più difensivo che offensivo".

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