Mondiali 2018 Russia, Argentina: Messi si prende una pausa. Ma quando tornerà?

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Dopo l'eliminazione dell'Argentina, per l'AFA è tempo di bilanci. La gestione Sampaoli è stata un fallimento, il Ct andrà via sicuramente. Per Leo Messi il futuro è ancora con la Seleccion, ma ci sarà una pausa

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La ferita è ancora là, negli occhi e sul cuore, perché nonostante sul campo non abbia mai dato la sensazione di poter arrivare al suo sogno, l'Argentina, in fondo, ci sperava. Un po' per il semplice fatto di avere Messi, un po' perché in Russia era arrivato il maggior contingente di tifosi del mondo a sostenere la squadra come se giocasse in casa. Ma adesso bisogna già pensare al futuro, magari senza neanche guardare i rivali storici che sarebbero potuti capitare sul cammino, Uruguay e Brasile.

Messi non ha parlato. E il suo silenzio ha creato molte domande. Lascia o ci riprova? Il migliore del mondo ha passato oltre dieci minuti fermo vicino al cerchio di centrocampo a contemplare la disperazione dei compagni e la festa francese senza muoversi, con uno sguardo glaciale. Non ha sofferto lo stesso dolore che dopo la sconfitta nella finale della Copa América Centenario  lo aveva fatto scoppiare in lacrime fino ad annunciare che avrebbe chiuso con la nazionale. È stata una tristezza più lucida quella dell'eliminazione precoce dal Mondiale. E adesso la stella del Barcellona, rassegnata a un altro anno senza Pallone d'Oro, vuole aspettare. Vuol vedere cosa succederà, e in questo senso la prossima settimana sarà decisiva per il futuro del calcio argentino.

Messi starà fermo un anno, prendendosi un'altra pausa, ma non sarà definitiva. Tornerà a vestire la sua numero 10, forse per la Copa América 2019 in Brasile, o al massimo per l'inizio delle prossime qualificazioni per Qatar 2022. Intanto bisogna pensare agli uomini da mettere al suo fianco e a qualcuno che sappia assemblare con autorevolezza un progetto finalmente vincente.

Sampaoli lascerà e non ci sono dubbi. Ma ha una clausola rescissoria elevatissima, per cui se non manterrà l'impegno che avrebbe preso con la Federazione di rinunciare a un indennizzo, sarà necessario trovare un accordo economico che soddisfi lui senza far svenare l'Argentina. Il suo sostituto, quasi certamente, non sarà argentino. Una svolta storica per cambiare un destino di sconfitte che ha massacrato una delle migliori generazioni di talenti dell'Albiceleste. Le ragioni sono varie.

L'Argentina vuole un grande allenatore, uno che sia universalmente riconosciuto tra i migliori. Simeone non può assumere l'incarico, perché ha sempre dichiarato di pensare a una vita da Ct solo verso il finale della carriera e perché le sue parole su Messi e Cristiano Ronaldo dopo Argentina-Croazia non sono piaciute a nessuno. Gallardo non è convinto di poter essere l'uomo giusto adesso, prima di una esperienza europea vincente. E Pochettino, già contattato prima del Mondiale, ha risposto no grazie. Gareca non risponde ai canoni stabiliti, sebbene il suo nome non sia da scartare totalmente, in assenza di altre soluzioni. In ogni caso mentre gli altri si giocheranno la vittoria e la gloria eterna in Russia, in Argentina si lavorerà per azzerare il peggior Mondiale della carriera di Messi.

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