Mondiali 2018 Russia, il ct Martinez non sbaglia un colpo: cambi perfetti e il Belgio vola ai quarti

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Sotto di due reti, il commissario tecnico del Belgio manda in campo Fellaini e Chadli, autori dei due gol che regalano i quarti di finale ai 'Diavoli Rossi'

BELGIO-GIAPPONE, IL RACCONTO DEL MATCH

Un inizio di secondo tempo da incubo. Uno-due mortifero e Belgio che barcolla, prima Haraguchi e poi Inui. Il Giappone vola e accarezza il sogno dei quarti di finale, Lukaku e compagni si guardano intorno delusi e spaventati. Roberto Martinez però sta lì, dritto e con la mente in movimento. I pensieri si rincorrono, il Mondiale sta sfuggendo via, la sfida con il Brasile si dirada con il passare dei minuti. Tredici ne servono al commissario tecnico del Belgio per trovare la soluzione, fuori Mertens e Carrasco per Fellaini e Chadli. Mosse della disperazione? Nemmeno per sogno, c’è un filo logico che lega le decisioni di Martinez, un progetto studiato e definito nei minimi particolari che prende piede con lo scorrere del tempo. Passano quattro minuti e il Belgio accorcia le distanze con Vertonghen, abile a sorprendere Kawashima con un colpo di testa preciso e velenoso. Cinque minuti dopo, la rimonta è completa. Merito di… Fellaini, una delle scelte (non a caso) di Martinez. Il potente centrocampista belga svetta più in alto di tutti e fa 2-2, rimettendo in corsa la propria Nazionale.

Il disegno si completa

I minuti scorrono, i tempi supplementari si avvicinano inesorabilmente. Martinez però sa che qualcosa può ancora succedere, lo ha previsto nella sua mente, durante quelle riflessioni successive al 2-0. In pieno recupero, ecco che scatta il contropiede del Belgio. Courtois ribalta l’azione dopo un angolo del Giappone, De Bruyne si fa metà campo palla al piede e la allarga per Meunier che, di prima intenzione, mette al centro. Lukaku fa scorrere e, alle sue spalle, spunta proprio Nacer Chadli, la seconda scelta del ct belga dopo Fellaini. Belgio in vantaggio e quarti di finale in tasca. Il merito? Dei giocatori. Ma anche di quel Roberto Martinez che, nella serata di Rostov, non ha sbagliato praticamente nulla.

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