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14 luglio 2018

Mondiali 2018 Russia, Francia-Croazia. Dalic: "Niente da allenare, è momento migliore della nostra carriera"

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Le parole del CT della Croazia alla vigilia della storica finale mondiale della sua Nazionale contro la Francia: "E’ la più grande partita che ci capiterà mai di giocare, ce la siamo meritata. Ora c’è poco da allenare, chi non è al 100% me lo dirà. E Mandzukic è un top". Modric: "Tutto merito del CT"

FRANCIA-CROAZIA LIVE

La Croazia è pronta per l’appuntamento con la storia. Un risultato incredibile per la Nazionale croata, che dopo aver superato brillantemente la fase a gironi e aver eliminato una dietro l’altra Danimarca, Russia e Inghilterra, giocherà la finale dei Mondiali di Russia 2018 contro la Francia. Un debutto assoluto nell’ultimo atto della Coppa del Mondo per la Croazia, che nel 1998 si era fermata in semifinale proprio al cospetto della Francia. Adesso, dunque, l’occasione della rivincita, in una gara che però dovrà essere affrontata con la giusta serenità. Lo sa bene Zlatko Dalic, che nella conferenza stampa della vigilia ha voluto mettere in guardia i suoi: "Siamo arrivati alla finale dei Mondiali e adesso sappiamo quello che dobbiamo fare – ha detto il CT della Croazia -: divertiamoci, godiamoci questa partita, giochiamocela e sfruttiamo il momento. Se riusciremo a vincere, non ci sarà nessuno più orgoglioso di noi. Ma se dovessimo perdere, lo faremo di certo con grande dignità e faremo i complimenti alla Francia".

La più grande partita che ci capiterà di giocare

Dalic ha poi sottolineato quale deve essere lo spirito con cui affrontare la finalissima in programma  a Mosca domenica 15 luglio alle ore 17 italiane. "Non abbiamo timore – ha proseguito il CT croato -, perché sappiamo che la partita più difficile l’abbiamo già superata, quella degli ottavi di finale. Questa, invece, è soltanto la più grande partita che ci capiterà mai di giocare. Nella nostra carriera non ci sarà mai un momento migliore, indipendentemente da quale sarà il risultato. Noi adesso siamo qui e dobbiamo goderci questa possibilità, perché ce la siamo meritata. Soprattutto i miei calciatori, hanno attraversato dieci anni di momenti durissimi e sono arrivati fin qui grazie ad uno straordinario carattere. Con loro ho un rapporto speciale, in questo momento non c’è neanche bisogno di insistere con gli allenamenti perché non c’è nulla da allenare. In un torneo del genere ed in questa fase non c’è bisogno di fare giochetti psicologici. So per certo che se qualcuno non dovesse essere al 100%, me lo dirà. I ragazzi sanno che in me possono trovare un amico, abbiamo un grande rispetto reciproco e ogni decisione viene presa soltanto dopo esserci consultati". 

Mandzukic è il top, tutti vorrebbero un giocatore come lui

In chiusura Dalic ha parlato di Mario Mandzukic, che con la rete siglata nei tempi supplementari della semifinale contro l’Inghilterra ha mandato la Croazia in paradiso. "Mandzukic è un giocatore top, ma top davvero. Per lui non c’è alcuna differenza tra una gara amichevole e una finale dei Mondiali – ha concluso l’allenatore -, non ci sono problemi se viene schierato da centravanti o da ala. E’ un giocatore con il quale nessun allenatore avrà mai dei problemi, sarebbe fondamentale per ogni squadra. In più qui con noi si diverte, è sempre di ottimo umore quindi la rende ancora di più".

Modric: "Tutto merito del CT"

Non soltanto Dalic, nella conferenza stampa di presentazione della finale dei Mondiali contro la Francia ha parlato anche il capitano della Croazia, Luka Modric. Il centrocampista del Real Madrid, serio candidato al Pallone d’Oro in caso di vittoria della Coppa del Mondo, ha spiegato quanto sia stato importante l’allenatore croato per il raggiungimento dello storico risultato: "Questa finale testimonia l’influenza di Dalic, che è arrivato quando non eravamo ancora nemmeno certi di poterci qualificare al Mondiale. Ci ha trasmesso grande fiducia – ha detto Modric -, sin dal primo momento ci ha detto di credere in noi stessi. Ha un approccio sincero con tutti quanti noi, è la cosa che ci piace di più perché ha grandi valori e si fa apprezzare non solo come allenatore, ma come uomo. Il Pallone d’Oro? Non ne parlo. E non so nemmeno quale sarà il discorso pre-partita, perché non lo preparo ma aspetto l’ispirazione del momento. Il mio passato? Penso solo al futuro. Di me non ho mai dubitato, nemmeno del fatto che sarei arrivato dove sono ora".

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