Introduzione
L'Italia per la terza volta di fila fuori dai Mondiali. Gli azzurri del Ct Gattuso escono ai rigori contro la Bosnia dopo l'1-1 alla fine dei tempi supplementari. Tra i migliori della Nazionale Palestra e Kean in una prestazione comunque al di sotto delle attese. I voti e i giudizi di Stefano De Grandis
Quello che devi sapere
Gianluigi Donnarumma - voto 6
Con le mani prende tutto. Perché si sa, è un fenomeno, e quando siamo in dieci ci salva ripetutamente e ci permette di arrivare almeno ai rigori. Però se rimaniamo in dieci uomini è anche colpa sua e dei suoi piedi non raffinati. E’ un suo rilancio, che non arriva nemmeno a centrocampo, ad armare la ripartenza che porterà al’espulsione di Bastoni. Forse voleva calibrare il passaggio, ma non è proprio il suo. La tecnica ce l’ha, ma non nei èpiedi. E con le mani stavolta non neutralizza nemmeno un rigore. INCOMPLETO
Gianluca Mancini - voto 6
Gran primo tempo in cui marca bene e si propone in appoggio o in sovrapposizione a Politano. Insieme a Barella è il migliore tra gli uomini di movimento nella prima frazione. Ma poi nella ripresa soffre. Rischia un paio di rigori aggrappandosi agli avversari, e poi viene soverchiato da Dzeko nell’azione del pareggio. JUDOKA
Alessandro Bastoni - voto 4
Mai brillante negli uno contro uno sui cross avversari, perché fare il centrale non è il suo mestiere preferito. Ed è colpevole assoluto nell’azione che lo porta alla sua espulsione. Il Rinvio di Donnarumma è corto e perde la volata sulla ripartenza di Memic. Dovrebbe temporeggiare ed accompagnare l’avversario disturbandogli il possibile tiro. Invece decide di entrare in spaccata. Fallo e rosso. SCRITERIATO
Riccardo Calafiori - voto 5
Non riesce a raddoppiare la spinta di Dimarco come farebbe Bastoni nella stessa posizione. Si muoverebbe meglio da terzino di fascia o da centrale con licenza di attaccare. Così diventa una via di mezzo che non lascia apprezzare il suo spessore internazionale. INSAPORE
Matteo Politano - voto 5
Dopo il vantaggio, l’Italia si abbassa e i laterali diventano terzini aggiunti. Non è il ruolo nel quale Politano e Dimarco si possono esaltare. Infatti in attacco, i due non si vedono mai e Politano non vince un duello. Matteo poi soffre maledettamente nelle diagonali difensive. E allora lascia il posto a Palestra dopo l’intervallo. PENALIZZATO
Nicolò Barella - voto 6,5
L’importanza della posta in palio gli restituisce il senso pratico. Meno propenso ai ghirigori, sfrutta l’immediato regalo di Vasilj per mandare in porta Kean: controllo e assist immediato senza cincischiare. E anche dopo il gol si dà da fare sia nella manovra che in copertura. Fino a regalare a Dimarco un altro possibile asoist per il 2-0 mancato. Per questo non si dà pace quando viene richiamato in panchina da Gattuso. ESSENZIALE
Manuel Locatelli - voto 6
Gioca prevalentemente davanti alla difesa. Già in costruzione all’inizio e a maggior ragione quando si tratta di difendere nella inferiorità numerica. Si batte, scherma la difesa, e si piazza ovunque si possa generare una crepa. Il problema è che fa lo stopper e non il regista. E questo induce la squadra a giocare una partita solo di rimessa. GENDARME
Sandro Tonali - voto 6
Tonico durante tutto il periodo in cui l’Italia gioca in undici. Difende con attenzione e poi riparte con energia finche può. Poi, in dieci uomini, l’Italia non riparte più. E Tonali non ha opportunità. Finisce per correre a vuoto. INESPRESSO
Federico Dimarco - voto 5
Sacrificato anche lui da una difesa che parte a tre per chiudersi automaticamente a cinque. Tanto che il suo sinistro vellutato non viene stimolato mai. E quando all’improvviso viene chiamato in causa – come in occasione dell’assist di Barella – risulta irriconoscibile. Insomma Dimarco non spinge, si mangia un gol, e soffre per tutta la partita sulla sua fascia. Sostituito per i supplementari. Decisamente troppo tardi. SPRECATO
Moise Kean - voto 6,5
Come Riva è riuscito a segnare in 6 partite giocate consecutivamente. Ed era il 1968. E mentre Kean eguaglia il primato di RombodiTuono e si candida per raggiungere anche alla lunga il suo record dei 35 gol azzurri, noi pensaimo che l’Italia sia già al mondiale e che Kean possa segnare ancora, Neanche per idea. Perché l’Italia non riparte più, e poi rimane in dieci. E anche se l’occasione per raddoppiare se la crea (e poi la sbaglia) proprio Kean lanciandosi da solo in contropiede, Gattuso decide di togliere proprio il più forte giocatore nella progressione. Incredibile. Esce il capocannoniere e un rigorista della squadra, sebbene quando parte si alzi il vento. TORNADO
Mateo Retegui - voto 6
Non è in grande condizione, ma nel primo tempo si batte, detta il passaggio ai centrocampisti per aiutarli a salire, e riesce in una occasione ad andare al tiro. Ma è lui, per questione di ruolo, ad essere sacrificato per fare spazio al sostituto di Bastoni. SACRIFICATO
Dal 44' Federico Gatti - voto 6,5
Lo chiama in campo Turpin, quando espelle Bastomi. E lui risponde con coraggio ed energia. Bravo nelle chiusure coi i piedi, ma anche staccando dcontinuamente di testa in area. I pericoli della Bosnia arrivano soprattutto dai lati. Dove Gatti non c’è. BALUARDO
Dal 45' Marco Palestra - voto 7
Entra e corre per due, restituendo agli azzurri l’energia persa con l’espulsione. Eccezionale quando può spingere in progressione, e questo si sa. Ma fantastico anche in chiusura. In una delle uscite offensive regala anche un pallone d’oro a Esposito, che spreca. Poi costringe al fallo Muharemovic che forse abvrebbe meritato il rosso. Il migliore per distacco, con l’entusiasmo che questa nazionale non ha. PORTENTOSO
Dal 71' Pio Esposito - voto 5,5
Per dare freschezza alla squadra, Gattuso lo inserisce al posto di Kean, facendo un errore multiplo. 1) Toglie un contropiedista, rimpiazzandolo con un bravissimo giovane che tutto ha meno la progressione. 2) Costringe Esposito a giocare una partita che poco si addice alle sue caratteristiche. 3) Rinuncia a una possibile carta da giocare, nel caso debba cercare gol nel finale, aggiungendo Pio a Kean. 4) Toglie un rigorista per un giovane che non sappiamo ancora se avrà la freddezza di calciare bene uno dei rigori finali, Poi lo abbiamo scoperto. La sentenza è di Gattuso: CONDANNATO
Dal 71' Bryan Cristante - voto 5,5
Aggiunge centimetri quando si moltiplicano i traversoni della Bosnia, alla ricerca del pareggio. Combatte in mezzo al campo, e anche a centro area. Dove però non c’è nel momento del pareggio. Nel senso che non si trova anche in occasione del cross che non è lui a marcare Dzeko. Purtroppo. Poi sbaglia uno dei due rigori fatali. COMBATTENTE
Davide Frattesi (dall'85') e Lenoardo Spinazzola (dal 90') - voto 6
Combattono nei supplementari di grandissima sofferenza. Possono essere esentati da colpe. SOLDATI
Ct Gennaro Gattuso - voto 4
Ha la fortuna di ritrovarsi in vantaggio per un regalo del portiere avversario. Ma la sua nazionale non ne approfitta, giocando a 5, sprecando due ali come Politano e Dimarco, e giocando molto bassa. Ha la sfortuna di rimanere in dieci, ma nel secondo tempo toglie al 71' Kean, l’unico giocatore che non può mai uscire in quelle condizioni e che ti può far ripartire. Discutibile anche la sostigtuzione di Barella e quella ritardata di Dimarco. ANNEBBIATO
Il tabellino
BOSNIA-ITALIA 5-2 dcr (1-1 al 90')
- Marcatori: 15' Kean (I), 79' Tabakovic (B)
- Rigori: Tahirovic (B) gol, Pio Esposito (I) fuori, Tabakovic (B) gol, Tonali (I) gol, Alajbegovic (B) gol, Cristante (I) traversa, Bajraktarevic (B) gol
- ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni (44' Gatti), Calafiori; Politano (46' Palestra), Barella (85' Frattesi), Locatelli (71' Cristante), Tonali, Dimarco (91' Spinazzola); Retegui, Kean (71' Esposito). Ct. Gattuso.
- BOSNIA (4-4-2): Vasjli; Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac (46' Alajbegovic); Bajraktarevic, Basic (72' Tabakovic), Sunjic (46' Tahirovic), Memic (72' Burnic); Dzeko, Demirovic (116' Hadziahmetovic). Ct. Barbarez
