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Gravina dopo Bosnia-Italia: "Dimissioni? Valuterà il Consiglio federale"

presidente figc

Italia fuori dal Mondiale per la terza volta di fila. Gabriele Gravina, presidente Figc, commenta la sconfitta contro la Bosnia: "Devo fare i complimenti a Gattuso, è stato un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere. Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede, abbiamo convocato un Consiglio federale la prossima settimana. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano nelle norme al Consiglio federale"

BOSNIA-ITALIA 5-2 D.C.R.: HIGHLIGHTS - PAGELLE

L'Italia perde ai rigori contro la Bosnia nella finale dei playoff e resta fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva. Una delusione enorme, che Gabriele Gravina prova ad analizzare in conferenza stampa, seduto proprio accanto al Ct Rino Gattuso. Il presidente della Figc è il primo a prendere la parola e, dopo aver difeso squadra e allenatore, anticipa la domanda che non può evitare: "Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede, abbiamo convocato un Consiglio federale la prossima settimana. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano nelle norme al Consiglio federale". Gravina rimanda quindi ogni decisione al Consiglio federale, specificando che ha già detto ai collaboratori di organizzare il Consiglio per la settimana prossima. Per quanto riguarda invece la parte tecnica, Gravina si congratula con Gattuso, a cui ha già chiesto di rimanere: "Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, credo che sia stato un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi, così come l’ho chiesto a Buffon, c'è stato un momento di sintonia nello spogliatoio con i giocatori. I ragazzi sono stati eroici. La parte tecnica è da salvaguardare al 100%".

"La crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio"

"Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva che non spetta solo alla Federazione - prosegue Gravina -. Spetta al mondo della politica italiana, che si prodiga e accelera solo per la richiesta di dimissioni. Però vorrei chiedere un solo provvedimento utile, se c'è stata la disponibilità a sostenere il calcio italiano". Il presidente della Figc rifiuta i paragoni con gli altri sport, che alle Olimpiadi invernali ed estive hanno raccolto tante medaglie. "Negli sport dilettantistici si possono adottare scelte e decisioni che nel professionismo non sono possibili, mi riferisco all'uso di giovani e under all'interno dei propri tornei - sottolinea Gravina -. Per non parlare di quelli che sono sport di Stato, basti pensare allo sci: tolta Arianna Fontana, sono tutti dipendenti del nostro Stato". Secondo Gravina la riflessione deve coinvolgere tutti. "La responsabilità oggettiva è della Federcalcio, è mia", ammette. Però "la crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell'unico attore, quando invece la Federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande per cambiare le cose".

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