Mondiali di calcio, accadde oggi: il gol di Friaça prima del Maracanazo

un gol al giorno

Vanni Spinella

La storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... un gol "dimenticato" ogni volta che si rievoca il Maracanazo

UN GOL AL GIORNO: TUTTE LE PUNTATE

  • 16 luglio 1950
  • Mondiale Brasile 1950
  • Uruguay-Brasile 2-1 (ultima partita del girone, decisiva per il titolo)
    47' Friaça (B), 66' Schiaffino (U), 79' Ghiggia (U)

Maracanazo. Basta la parola per risvegliare tutta una serie di immagini (ma non ditelo ai brasiliani, loro preferiscono lasciarle dormire): il gol di Schiaffino e poi quello di Ghiggia, l’errore di Moacir Barbosa che lascia scoperto il proprio palo, il silenzio calato su un Maracana improvvisamente gelato, gli infarti e i suicidi che si narra si verificarono sulle tribune, i giorni di lutto di un Paese intero caduto nel dramma per una partita di pallone. Ecco, ne manca una, di immagine. Il gol di Friaça. Troppo concentrati su quel che successe dopo, finiamo per non raccontarlo mai. Eppure il Brasile, in quella partita, era anche passato in vantaggio. Una “finale” (in realtà era l’ultima partita di un girone all’italiana) che il Brasile avrebbe potuto anche pareggiare, e avrebbe vinto ugualmente il titolo. Si spiegano così la festa già pronta, le cartoline celebrative già stampate, le prime pagine dei giornali preparate in anticipo, addirittura gli orologi d’oro regalati dalla Federazione brasiliana ai giocatori, con l’incisione: “Ai campioni del mondo”. Insomma, per usare le parole di Jules Rimet, “era tutto previsto, tranne il trionfo dell'Uruguay”. 0-0 all’intervallo, le squadre sono in campo da 78 secondi quando “O Maestro” Zizinho trova il centravanti Ademir, già autore di 9 gol in quel Mondiale, e da lui la palla viene allargata a destra, sulla corsa dell’ala Friaça. Il tiro in diagonale è una delle sue specialità, e a quel punto le certezze già radicate diventano granito. Eppure, qualcuno nota il capitano dell’Uruguay, Obdulio Varela, prendere il pallone che Gambetta ha raccolto in fondo al sacco, metterselo sotto al braccio e dirigersi verso il guardalinee per andare a protestare, ma tutto con una flemma incomprensibile. Quella del leader che ha capito che il gol di Friaça ha risvegliato il Brasile e il suo popolo sugli spalti, ora affamato di altri gol; e che dunque sta rallentando le operazioni per farli raffreddare un po’. . Seguiranno tutte le immagini “celebri” del racconto, su tutte quelle del gol di Ghiggia. “Cancellato” dai brasiliani, così come il povero Barbosa ritenuto il responsabile della disfatta. A Friaça in fondo andò meglio: lui e il suo gol sono stati “solo” dimenticati.

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