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Mondiali di calcio, accadde oggi: il gol impossibile di Joe Cole in Svezia-Inghilterra

un gol al giorno

Vanni Spinella

La storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... quando un gol del talento inglese paragonato a Zidane, Messi, Zola e Gascoigne fece impazzire un telecronista

UN GOL AL GIORNO: TUTTE LE PUNTATE

  • 20 giugno 2006
  • Mondiale Germania 2006
  • Svezia-Inghilterra 2-2 (gruppo B)
    34' Cole (I), 51' Allback (S), 85' Gerrard (I), 90' Larsson (S)
Joe Cole

C’è stato un periodo in cui siamo stati seriamente convinti che la promessa Joe Cole prima o poi avrebbe fatto il grande salto. Dribblatore eccellente, fantasista con giocate assurde nel repertorio, eppure incapace di levarsi di dosso quell’etichetta del talento incompiuto che l’ha accompagnato negli anni, finché non ha raggiunto quell’età in cui non puoi più essere “talento” o “promessa”. Capitano del West Ham a 21 anni, a 19 Eriksson l’aveva già fatto esordire nella nazionale inglese, mentre Abramovic ne fa uno dei suoi primi acquisti al Chelsea. È ancora il Chelsea di Ranieri, che lo accoglie con un “sarà il nostro nuovo Zola” e gli consegna la maglia numero 10, diventerà – l’anno dopo – il Chelsea di Mourinho, che al contrario userà bastone e carota alla sua maniera ma soprattutto lo disciplinerà tatticamente e come dimenticare quando, dovendo indicargli un compagno a cui ispirarsi, fece il nome del “soldatino” Paulo Ferreira che “un minuto fa l’ala, il minuto dopo lo trovi 70 metri indietro a fare il terzino”. A proposito di paragoni. In Inghilterra vedono in lui un “nuovo Gascoigne” e Gazza conferma. Steven Gerrard la spara ancora più grossa dicendo che tecnicamente non ha nulla da invidiare a Messi, anzi forse è anche meglio. Persino Pelé si sbilancia riconoscendogli “le stesse abilità di un brasiliano”. Al Chelsea i compagni lo chiamano affettuosamente “Zizou”, in particolare Makelele che con Zidane ci ha giocato. Dopo due Premier vinte di fila (2005 e 2006), il Mondiale 2006 dovrebbe essere il torneo dell’investitura definitiva. E arriviamo così a Svezia-Inghilterra, terza partita del girone dopo che gli inglesi hanno già vinto le prime due in cui ci si gioca il primo posto nel gruppo. Quando in seguito a un cross dalla destra la difesa svedese allontana il pallone e Joe Cole lo raccoglie a venticinque metri dalla porta, stoppandolo elegantemente di petto, solo il telecronista inglese riesce ad anticiparne le intenzioni. “Joe Cole… why not?”. Perché no? Perché non provarci anche da lì? In fondo, con i paragoni che ti porti dietro. Il resto succede tutto in una frazione di secondo: Cole non lascia nemmeno rimbalzare a terra il pallone e scarica un destro di mezzo esterno impressionante, una parabola potentissima che termina la sua corsa sotto l’incrocio più lontano. Poi l’esultanza correndo alla bandierina: petto in fuori, braccia al cielo a chiamare gli applausi, consapevole di aver appena segnato uno dei più bei gol nella storia del Mondiale. Consapevole di potersi sedere allo stesso tavolo di Messi, Zidane, Zola, Gascoigne…

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