Mondiali di calcio, accadde oggi: Higuita contro Milla e quel dribbling di troppo
un gol al giornoLa storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... un portiere a cui non bastava parare, in un'epoca in cui al portiere si chiedeva solo di parare
- 23 giugno 1990
- Mondiale Italia 1990
- Camerun-Colombia 2-1 (ottavi di finale)
106' Milla (Ca), 108' Milla (Ca), 115' Redin (Co)
In un calcio in cui i ruoli erano ancora ruoli e non si facevano troppe sottili distinzioni con compiti e funzioni, René Higuita interpretava il suo, quello del portiere, più come un suggerimento. Come se non bastassero la folta e inconfondibile chioma riccia e i pantaloncini strizzatissimi, il numero uno colombiano era un tipo a cui non piaceva passare inosservato, e se ciò significava anche provare a dribblare un attaccante a quaranta metri dalla propria porta, beh, Higuita non si faceva scappare l’occasione. Il più romantico degli incoscienti (la parata con lo “scorpione” poteva essere partorita solo da una mente folle come la sua) amava vivere sul filo, sentire la scarica di adrenalina. A Higuita non bastava parare. Lui voleva partecipare. Va detto che parliamo di un’era in cui il portiere faceva ripartire l’azione solo a suon di rilanci lunghi per le punte. Scordatevi la costruzione dal basso, il portiere che imposta e i passaggetti con i braccetti. Italia ‘90 è il Mondiale delle partite bloccate, delle difese a cinque, ma a cinque per davvero, del libero piazzato dietro alla linea difensiva a spazzare palloni. E in quel contesto, ecco Higuita. Che amava ricevere palla dai compagni, uscire dall’area per esplorare il resto del campo, saltare avversari, inventare cose. Convinto di essere un numero dieci travestito da numero uno. Tutto molto bello, finché sulla tua strada non incontri Roger Milla. Trentotto anni ma passo ancora felpato, ai supplementari di quell'ottavo di finale ha già timbrato l’1-0 ed è questo il motivo per cui Higuita si sente in dovere di fare qualcosa. La Colombia è tutta all’attacco quando riceve il pallone, ben al di fuori della sua area. Potrebbe rinviare lungo, ma non rinvia. Potrebbe appoggiarsi a un compagno, ma non si appoggia. Potrebbe fare qualsiasi cosa tranne provare a scartare Milla, e forse è proprio per questo che lo fa. Lo scatto con cui Milla lo borseggia è da ghepardo vero, e a quel punto la strada verso la porta vuota è una prateria. Higuita tenta una disperata entrata killer da dietro, ma ormai Milla ha già appoggiato in rete e sta volando verso la bandierina per il suo balletto che renderà tutta la scena ancor più indimenticabile. È il gol che celebra Milla e condanna Higuita. Ma in fondo rende immortali entrambi.