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Mondiali di calcio, accadde oggi: il gol di Maxi Rodriguez con il piede "sbagliato"

un gol al giorno

Vanni Spinella

La storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... un gol che contiene tante storie: quella di uno scarpino, di un portiere con gli incubi e di un regalo inaspettato 10 anni dopo

MONDIALI, LE NEWS DEL GIORNO LIVE

  • 24 giugno 2006
  • Mondiale Germania 2006
  • Argentina-Messico 2-1 d.t.s. (ottavi di finale)
    6' Marquez (M), 10' Crespo (A), 98' Maxi Rodriguez (A)
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Maxi Rodriguez conserva la maglia che indossava quel giorno e lo scarpino sinistro con cui fece quel gol. Ma non solo, come vedremo. Partiamo dallo scarpino: l’ha tenuto perché in carriera non gli è capitato di segnare molti gol con il sinistro, e tra questi c’è il più bello che abbia mai realizzato. A un Mondiale, con la maglia della nazionale argentina, ai supplementari dell’ottavo di finale contro il Messico. Che non avesse un gran mancino glielo ricorda sempre anche il portiere che battè in quella occasione, Oswaldo Sanchez, che ha persino dichiarato di avere ancora gli incubi per quel gol e di “svegliarsi piangendo”. “Ho un buon rapporto con Sanchez – racconta invece Maxi Rodriguez – e lui spesso mi dice: 'In vita tua hai sempre usato il piede sinistro solo per entrare in macchina…’. In effetti non avevo mai segnato un gol del genere con il sinistro, prima di allora. Ricordo l'intera azione come se fosse oggi”. E allora lasciamo che sia lui a fare la telecronaca: “Juan Pablo Sorin ha raccolto la palla sulla sinistra. Io ho trovato un po' di spazio sulla destra e ho iniziato a gridare. Juampi non è solito fare cross, se l'ha fatto è perché doveva davvero essersi stufato di me. Anche lui l'ha colpita perfettamente e quando ho visto che la palla veniva verso di me, stavo per metterla di petto sul mio piede destro, il più forte, ma ho visto che c'era un difensore su quel lato, così l'ho portata sul sinistro. Sapevo di averla presa perfettamente non appena l'ho colpita. L'ho guardata per tutto il tempo e, quando ha battuto il portiere, sono impazzito. Quel gol non mi ha cambiato, ma ha cambiato la mia carriera. La gente me lo ricorda ancora oggi ovunque vada”. Ma c’è ancora una storia che abbiamo lasciato in sospeso. Maxi conserva maglia e scarpino, ma non era riuscito a mettere le mani sul pallone di quella partita. Se n’era impossessato Oscar Ustari, il terzo portiere dell’Argentina. “Mi diceva sempre che lo aveva lui – racconta Maxi Rodriguez – e mi mandava anche le foto”. Poi, un giorno di dieci anni dopo – siamo già nel 2016 – la sorpresa: “Ustari si è presentato a casa mia: è venuto al mio compleanno e mi ha detto: ‘Questo dovresti averlo tu’”.

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