Italia-Inghilterra, Bonucci: "Chi fischia la Nazionale è senza cervello"

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Il difensore della Nazionale alla vigilia del match di Nations League: "Sarà una gara importante per arrivare a marzo nelle migliori condizioni. Quando vengo in Nazionale mi rigenero sempre, si respira aria fresca. Ingratitudine nei miei confronti? Tutta la mia carriera è stata così, non mi stupisco più di nulla. Chi fischia un giocatore della Nazionale per me è una persona senza cervello, dobbiamo crescere dal punto di vista culturale"

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"Sarà una partita importante, bisogna tornare a una vittoria che manca da troppo tempo". Esordisce così Leonardo Bonucci, che intervistato da Sky Sport ha presentato il match di Nations League contro l'Inghilterra: "Vincere aiuta a lavorare meglio e in queste partite dobbiamo mettere le basi per arrivare a marzo, quando ci saranno le qualificazioni agli Europei, nelle migliori condizioni - continua il difensore. Non dobbiamo dimenticare che il ranking della Nations League ci permetterebbe di essere teste di serie al sorteggio di ottobre". Bonucci in seguito torna a parlare della mancata qualificazione ai Mondiali: "C'è tristezza e delusione, non qualificarsi per la seconda volta di fila è una cosa difficile da mandare giù, ma purtroppo questo è il calcio. Bisogna trovare la forza di andare avanti, dobbiamo ripartire dalle emozioni e dalle sensazioni che abbiamo provato nell'Europeo". Un'ultima battuta su Roberto Mancini: "Da quando è arrivato ha portato idee, grazie alle quali abbiamo vinto un Europeo e costruito un grande gruppo. Quando giochiamo dobbiamo metterle in pratica al 100%, per quanto mi riguarda cerco solo di mettere la mia esperienza a servizio dei compagni".

"Chi fischia la Nazionale è senza cervello, dobbiamo crescere culturalmente"

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Il difensore centrale della Juventus è intervenuto in conferenza stampa insieme al ct Mancini: "Sarà una gara importante per capire a che punto siamo del percorso. Con i tanti ricambi domani capiremo dove migliorare e in cosa". Bonucci parla anche del periodo che sta trascorrendo con la Juve: "Quando vengo in Nazionale mi rigenero sempre, non solo stavolta ma è così da 12 anni. Qui si respira aria fresca, si sta insieme a un gruppo per 10 giorni di fila. Dobbiamo tornare a sentirci uniti. Nel calcio come nella vita si ha la memoria troppo corta e ci si focalizza su ciò che non va. Spero che domani il pubblico possa aiutarci con entusiasmo e orgoglio". Successivamente l'azzurro parla dei fischi e dell'ingratitudine: "Se sento ingratitudine nei miei confronti? Tutta la mia carriera è stata così, non mi spaventa nulla. Se fossero stati gli ultimi tempi mi sarei sorpreso, ma ho vissuto momenti peggiori. Chi fischia un giocatore della Nazionale per me è una persona senza cervello: in quel momento il giocatore rappresenta tutta la nazione, compreso chi sta fischiando. Dobbiamo crescere dal punto di vista culturale, domani ci aspettiamo un San Siro carico". Un'ultima battuta sui prossimi Mondiali del 2026: "Non ci penso, non è il mio obiettivo. Il mio obiettivo è star bene e aiutale la squadra finché potrò e finché lo vorrà il mister".