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28 maggio 2018

Balo, la Svizzera nel destino: ricordate il super gol al Brasile?

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Il 21 marzo del 2013 a Ginevra Balotelli segnava al Brasile il gol che lo consacrava a fenomeno mondiale dopo la doppietta alla Germania di Euro 2012 e la candidatura al Pallone d'oro. A 5 anni di distanza e dopo una lunga assenza dalla Nazionale Super Mario riparte proprio dalla Svizzera per il debutto della nuova Italia di Roberto Mancini nell'amichevole con l'Arabia Saudita di San Gallo

LA CRONACA DI ITALIA-ARABIA SAUDITA

Il 21 marzo del 2013 non verrà certo ricordato per il gol - seppur bellissimo - di Balotelli al Brasile: quella fascia nera al braccio degli azzurri nell'amichevole di Ginevra era un omaggio a Pietro Mennea, che ci aveva lasciati nella mattinata in una clinica romana stroncato da un male incurabile. Una giornata triste per il Paese, "alleggerita" in serata dall'incoraggiante prestazione della Nazionale di Prandelli e dalla conferma di aver trovato il campione che serviva alla nazione per tornare a sognare. A 5 anni di distanza dal 2-2 dello Stade de Genève abbiamo un'altra consapevolezza: l'Italia del calcio non potrà ripetere a Mosca l'impresa Mondiale di Mennea, ma contro l'Arabia Saudita potrà ancora contare sull'entusiasmo di quel ragazzone - oggi un "maturo" 27enne - che tornerà a indossare la stessa maglia numero 9 in Svizzera (a San Gallo, stavolta) nel primo test dell'Era Mancini.

Balotellinho

Il Balotelli di Ginevra era quello che fu inserito nella lista dei 23 candidati al Pallone d'oro, reduce dal super Europeo del 2012 e dal titolo conquistato in Premier con il Manchester City allenato dal Mancio. Ma tra il club inglese e l'attaccante bresciano si era aperta una voragine, insanabile ormai, e le sue intemperanze avevano convinto lo stesso Mancini a cederlo per il bene dei Citizens e del giocatore: così, il 31 gennaio del 2013 Balotelli si era trasferito al Milan, che condurrà poi alla qualificazione in Champions League.

La partita con il Brasile era un antipasto della Confederations Cup, un primo assaggio del duello con Neymar "apparecchiato" per il 22 giugno a Salvador. E oggi Balo è uno dei 5 "sopravvissuti" dell'Italia di Ginevra insieme a Sirigu, Bonucci, De Sciglio ed El Shaarawy, che ai tempi giocava in coppia con lui al Milan.

Proprio da un angolo procurato e calciato dal "Faraone" (entrato nella ripresa al posto di Osvaldo) nasce la rimonta al doppio vantaggio targato Fred-Oscar: al 54' la rete dell'1-2 di De Rossi, il primo ad abbracciare tre minuti più tardi Balotelli, che non lascia scampo al suo ex compagno (all'Inter) Julio Cesar, festeggiando la "sassata" dai 25 metri con la mano "a centrifuga" (nello stesso modo in cui Zidane ha celebrato la "cilena" di Bale nella finale di Champions, a Kiev peraltro, dove Sergio Ramos "spezzò" anche i nostri sogni europei...).  

Ci vediamo da Mario

Il 21 marzo del 2013 - non a caso - eravamo andati a vedere la partita a Concesio, nel paese di Balotelli, in un Inter-Club gestito da un personaggio a lui molto caro. Le pareti del bar erano ancora tappezzate delle imprese di SuperMario, nonostante il "tradimento" del passaggio al Milan. Con un pezzo da collezione: la maglia originale dei primissimi gol in nerazzurro con la Reggina in Coppa Italia. "Il rossonero non gli dona - scherzava il titolare - ma difenderò in eterno Mario, è nel mio cuore, non fosse altro per tutta la beneficenza che fa e di cui non si parla quasi mai. Montato? Gli eccessi? Quali? Se non fai le cavolate a 20 anni...". La moglie del proprietario entrò nel momento esatto in cui Balo s'inventò la "parabola" del 2-2: "Che mito! Deve sapere - ci confessò - che qualche settimana prima della finale di Champions col Bayern, nel 2010, la mamma di Mario mi chiamò al telefono: «Vi andrebbe di andare a Madrid? Mario voleva regalarvi dei biglietti. Se non vi offendete...». Mario è una persona speciale!".

Confederations show

Dopo la doppietta alla Germania e la copertina di Time, ecco dunque il golazo al Brasile, che lo aspetta, corrisposto a dovere: il 16 giugno del 2013 Balotelli bagna il debutto al Maracanã come meglio non avrebbe potuto, segnando al Messico il gol della vittoria nella prima partita degli azzurri in Conf Cup, mostrando al mondo intero gli addominali che aveva sciorinato nella semifinale europea di Varsavia con i tedeschi. Mario si ripete con il Giappone (rigore del 3-2, terminerà 4-3 con il gol decisivo di Giovinco) pronto, ora, alla sfida contro la Seleçao di Felipe Scolari.

Incassato il vantaggio di Dante (che diventerà il suo capitano a Nizza, sede dell'amichevole del prossimo 1° giugno con la Francia) Balotelli non si fa pregare e replica con il tacco che "trasformerà" Giaccherini in "Giaccherinho". Poi la punizione di Neymar e sempre Fred per il 3-1 verdeoro, ma è ancora Balo a propiziare la rete di Chiellini e, nonostante il 4-2 del solito Fred, l'Italia accederà comunque alla semifinale, attesa dalla Spagna. Ma senza Balotelli, che deve arrendersi a un infortunio muscolare: "Mi sento un po' come un perdente, non è bello andare via così, volevo restare con la squadra, però non potevo rimanere a non fare niente per una settimana. Devo andare a Milano e recuperare per i preliminari di Champions. Il Mondiale? Speriamo che sia anche il mio...". 

La parabola Mondiale

Balo torna in Italia con Fanny, trascina il Milan di Allegri ai gironi di Champions con un gol nel 3-0 al Psv e un paio di settimane dopo a Torino (il 10 settembre del 2013 allo Juventus Stadium) firma su rigore il 2-1 alla Repubblica Ceca che consente alla Nazionale di qualificarsi ai Mondiali con due turni di anticipo. Nella stagione negativa del Milan - che arriverà ottavo - Balotelli risulta uno dei migliori, ottenendo il suo primato di marcature: 14 in campionato e 4 nelle coppe. Anche l'amore va a gonfie vele, appena atterrato in Brasile riceve il sì della fidanzata alla sua proposta di matrimonio e il 14 giugno regala all'Italia la vittoria nel debutto mondiale contro l'Inghilterra, raccogliendo di testa una palla tagliata di Candreva. Sarà questo l'ultimo squillo di SuperMario con la maglia della Nazionale, che perderà le due successive sfide con Costarica e Uruguay (entrambe per 1-0) con Balotelli "additato" universalmente a capro espiatorio della disfatta azzurra insieme a Cassano e Prandelli: lo stesso "trio" che appena due anni prima ci aveva portato alla finalissima di Kiev. 

Esame di maturità

Su quello che accadde o meno nell'intervallo di Italia-Uruguay circolano le leggende metropolitane più disparate: di certo in quello spogliatoio c'era Leonardo Bonucci, che conosce Balotelli dai tempi della Primavera dell'Inter e fu il primo a proteggerlo - tappandogli la bocca - dopo il gol all'Irlanda, sempre agli Europei del 2012, per evitare che pronunciasse qualche parola di troppo, nervoso per i "buu" del pubblico; ma sempre Bonucci non usò mezzi termini alla vigilia di Francia 2016 per spiegare la mancata convocazione dell'attaccante: "Non c'è tempo per pensare alle primedonne - disse - qui bisogna essere dei carri armati a disposizione l'uno dell'altro e sacrificarsi per il compagno. Se scatterà qualcosa in lui, in futuro potrà ancora togliersi delle soddisfazioni a livello personale e riconquistare questa maglia". Oggi Leo è stato scelto da Mancini per essere il suo capitano: "Balotelli? L'ho trovato cambiato rispetto al passato, è maturo". Di sicuro con Insigne e Balo là davanti ci sarà da divertirsi: nuove "stories" azzurre ci attendono. 

 

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