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29 luglio 2018

Italia Under 19, chi sono gli azzurrini che ci hanno fatto sognare all'Europeo

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Dall'attaccante della Juventus a Zaniolo, passando per Plizzari e Tonali: l'Under 19 di Nicolato ha fatto sognare l'Italia, arrivando a un passo dal trionfo nell'Europeo. Ecco chi sono i ragazzi che ridonano speranza per il futuro ai nostri colori dopo la delusione Mondiale

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L'impresa sfiorata dopo un cammino intenso e in crescendo. Quest'Italia ha davvero emozionato tutti. Alla fine non è arrivata la vittoria, vero, ma i ragazzi di Nicolato rappresentano la miglior risposta del nostro calcio dopo i mesi tumultuosi passati a seguito della clamorosa eliminazione Mondiale nello spareggio con la Svezia e la caotica situazione in Federcalcio. Si è parlato tanto di rinnovamento, di ripartire dai giovani. E se i giovani sono quelli ammirati nell'Europeo in Finlandia, Roberto Mancini può davvero tirare un sospiro di sollievo, come lui stesso ha sottolineato fiducioso in queste settimane, perché la base su cui lavorare è importante sotto tanti punti di vista e ben consolidata in ogni reparto. Qualcuno ha avuto meno possibilità di mettersi in mostra, restando spesso in panchina, ma solo perché davanti aveva giocatori "conosciuti" già da tempo e che abbiamo avuto la possibilità di vedere all'opera anche nelle maglie dei rispettivi club, sia in prima squadra che nelle categorie inferiori. Uno di questi, ad esempio, è Andrea Pinamonti, punta della pluriscudetta Inter Primavera che, in questa stagione, ha anche raccolto una presenza sia in Serie A che in Coppa Italia. Il suo nome però circola già da un po' perché le sue importanti qualità sotto porta, sia con i piedi che di testa, gli hanno consentito di debuttare anche in Europa League nella stagione 2016-17. Grandi cose le ha fatte vedere anche in Uefa Youth League, dove ha lasciato il segno con 6 gol e 3 assist in 6 presenze di fronte ai coetanei più forti in Europa.

Plizzari, l'erede di Donnarumma?

Alessandro Plizzari è legato al Milan da quando aveva sei anni. Da allora ha fatto tutta la trafila delle giovanili, richiamando le belle parole di tutti i dirigenti che hanno avuto la possibilità di vederlo dal vicino. Un'escalation così veloce che nel giro di pochi mesi lo hanno portato a essere definito il "nuovo Donnarumma". Un paragone insolito vista la giovanissima età dell'attuale numero uno rossonero, ma adatto per definire le qualità del portiere classe 2000, ampiamente dimostrate nel corso di tutto l'Europeo. Compresa la finale, dove un suo errore ha sbloccato il punteggio a favore dei portoghesi, ma sbagli che si possono perdonare vista l'età e soprattutto il modo con cui ha reagito a quella piccola papera. Quest'anno, dopo aver offerto prestazioni eccellenti nel Mondiale U20 con l'Italia, ha già avuto modo di confrontarsi con i grandi, difendendo da titolare i pali della Ternana in Serie B. Stagione andata male per gli umbri, ma non per lui, tra i pochi a salvarsi. Ora farà ritorno al Milan, ma con la possibilità di essere girato nuovamente per crescere e maturare.

Zanandrea, scuola difensiva Juve

A difesa di Plizzari si è piazzato Gianmaria Zanandrea, uno dei volti più positivi nella spedizione finlandese. Nella finale ha avuto l'arduo compito di fermare il talentuosissimo Jota e, nonostante la doppietta subita dall'avversario, ha mostrato grande sicurezza nei propri mezzi grazie a un'ottima struttura fisica e a dei piedi importanti. La scuola è quella bianconera, padrona della difesa nelle ultime stagioni, e il giocatore ha quindi in casa tanti punti di riferimento da cui prendere spunto per continuare a crescere. Non ha ancora mai avuto la chance di scendere in campo con la prima squadra di Allegri, ma ha trovato grande continuità in Primavera, scendendo in campo per oltri 2200 minuti e trovando anche la gioia del gol contro la Sampdoria.

Tonali, il regista che sogna alla Pirlo

A vederlo da lontano con la maglia del Brescia si potrebbe tranquillamente dire: "Ehi c'è Pirlo". Invece no. Ora nelle Rondinelle gioca Sandro Tonali, un centrocampista che assomiglia tanto fisicamente e come tipo di gioco al regista ex Juve e Milan e che sogna una carriera importante almeno la metà rispetto a quella vissuta dal campione del mondo. 19 presenze in B, ma soprattutto un Europeo da protagonista dove ha incantato e trascinato con la sua classe gli Azzurrini fino all'ultimo atto. Prove di alto livello che gli sono valse le attenzioni dei grandi club di Serie A, come confermato dal suo agente. Un giovane che promette benissimo e che ha già una valutazione importante. Trovare un nuovo Pirlo è un'impresa quasi impossibile, ma i primi passi nel grande calcio sono segnali che fanno ben sperare la nostra Nazionale del futuro.

Melegoni, il capitano cresciuto col maestro Gasperini

Il capitano degli Azzurrini, Filippo Melegoni, ha già calcato i primi passi in Serie A con la maglia dell'Atalanta, sposando a piena la filosofia bergamasca di Gian Piero Gasperini. Difficile trovare un altro contesto migliore in Italia per poter sviluppare il proprio talento e metterlo subito a confronto con realtà superiori. Il giovane centrocampista ha confermato la propria personalità e con lo stesso carattere si è fatto guida dei giovani di Nicolato, trascinandoli col giusto approccio mentale fino all'ultimo atto. Mediano di livello in entrambe le fasi, riesce a essere decisivo anche in fase realizzativa e il prossimo anno avrà la possibilità di accumulare ulteriore esperienza a Pescara.

Zaniolo, il jolly di scambio nell'affare Nainggolan

Di Nicolò Zaniolo si è chiacchierato parecchio nelle ultime settimane. È stato lui infatti la pedina di scambio decisiva per concretizzare la cessione di Nainggolan dalla Roma all'Inter, con il giovane Azzurrino classe '99 che ha fatto il percorso inverso. Una scelta voluta fortemente dal ds giallorosso, Monchi, innamoratosi di lui dopo gli splendidi campionati fatti con la Primavera di Vecchi, la formazione che ha dominato la giovine Italia nell'ultimo anno. Trequartista con grande corsa e ottimo piede, sa destreggiarsi su tutto il fronte offensivo e anche in Finlandia ha dato conferme delle buone impressioni destate in precedenza. Difficile capire se resterà nella capitale o sarà girato in prestito, ma il club di Pallotta punterà tanto su di lui in futuro.

Scamacca, una rapida carriera dal Psv al Sassuolo

La fuga all'estero a 15 anni, poi il ritorno in Italia due anni e mezzo dopo. Gianluca Scamacca, nonostante la giovanissima età, ha già fatto parlare tanto di sé. La prima volta quando lasciò l'Italia e la Roma per firmare con il Psv. I commenti positivi su di lui si sprecavano, i giallorossi gli promettevano un posto in Primavera, ma per l'attaccante era troppo poco. Così aveva deciso di accettare la corte dell'Eindhoven: "Mi offrivano soldi, casa e macchina. Cosa dovevo fare?" diceva, anche se nell'ambiente olandese ha potuto affinare le proprie qualità con modernissime strutture e tutta la fiducia del caso per continuare a migliorarsi. E poi lì poteva ascoltare i consigli di uno che di gol ne ha segnati a raffica: van Nistelrooy. Nel frattempo ha continuato a segnare con la Nazionale, ha trovato il debutto in Eredivisie e poi ha capito che era il momento di tornare a casa, accettando la proposta di un club che sui giovani punta tantissimo: il Sassuolo. Troppo giovane per trovare continuità con i neroverdi, nella passata stagione ha vissuto il primo campionato di B da protagonista con la maglia della Cremonese. La punta ha una fame rara al giorno d'oggi. Non ha intenzione di fermarsi qui, continuando a segnare col sogno di diventare come Ibrahimovic.

Kean, il millennial della Juve

Spiegare chi è Moise Kean è facile. Forse anche troppo per un classe 2000 che ha da poco concluso la sua prima stagione da titolare in Serie A. Con la maglia del Verona e non della Juve, sua proprietaria del cartellino, ma un'esperienza importantissima da aggiungere nel curriculum e inviare ai prossimi colloqui. Il marchio Juve è una garanzia per i suoi mezzi tecnici, ma anche i segnali sono importanti, come il gol che realizzò all'ultimo secondo dell'ultima giornata di campionato e che valse per i bianconeri un'inutile vittoria ai fini della classifica. Un solo motivo per renderla memorabile: il primo gol di un millennials nel nostro campionato, sufficiente per prendersi i titoli dei giornali. A quella prima volta ha poi dato però continuità, trovando qualche buca nel percorso per un carattere esuberante. Nulla che non si possa sistemare, prima di renderlo un centravanti di livello mondiale. La strada è ancora tanta, ma al momento si vede solo una lunga discesa.

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