Alexander-Arnold, che bravo ragazzo: "Vivo con i miei, mi piace passare l'aspirapolvere"

Premier League

Una finale di Champions e un'esperienza al Mondiale a neanche 20 anni: eppure il terzino del Liverpool è un ragazzo con la testa sulle spalle, che vive ancora con i suoi e... passa l'aspirapolvere per aiutare mamma

CROSSBAR CHALLENGE: ALEXANDER-ARNOLD E LA SFIDA CON LINGARD

Vent’anni ancora da compiere, una finale di Champions e un Mondiale già alle spalle. Eppure Trent Alexander-Arnold non sembra il genere di ragazzo che si monta la testa facilmente: nessuna stravaganza, al massimo si concede qualche sfida con i compagni di nazionale a chi riesce a centrare la traversa. Rientrato a casa, poi, ecco che dà anche una mano a mamma e papà nelle faccende domestiche. Sì, perché il giovane terzino del Liverpool vive ancora con i suoi e non si tira indietro quando c’è da collaborare. “Sì, svolgo alcuni lavori in casa: passare l'aspirapolvere non è il massimo, ma è sempre meglio che lavare i piatti”, ha raccontato al Sun.

Mamma Dianne se lo coccola, dopo averlo seguito al Mondiale vedendolo esordire nella sfida contro il Belgio. Una convocazione, quella di Southgate (che potrebbe riproporlo anche nella sfida contro la Svizzera), arrivata al termine di un anno incredibile, in cui però non sono mancati alti e bassi (“per fortuna più alti che bassi”, dice lui), superati sempre con l’aiuto della famiglia. Insomma, non tutti i ventenni calciatori sono bad-boys e non tutti perdono la ragione appena raggiunti notorietà e successo.

“La mia famiglia mi ha sempre aiutato e sostenuto, anche a scuola: i miei genitori sapevano che il mio sogno era diventare un calciatore, ma mi hanno anche sempre messo in guardia che non sarebbe stato semplice. Si sono sempre assicurati di avere un piano di riserva. Mi ritengo fortunato”.

Ecco spiegato dunque uno dei segreti della sua incredibile ascesa, anche se lui, come un veterano, spiega che non ci ha mai pensato troppo “perché durante la stagione devi concentrarti settimana dopo settimana, non pensare al passato”. Risposte da adulto, come quando gli chiedono se non ci sia rimasto male per aver giocato una sola partita al Mondiale, quella contro il Belgio: “Mi sono goduto ogni singolo minuto di quella partita: sono grato per l’opportunità che mi è stata data”. Chissà che orgoglio mamma Dianne, nel sentirlo parlare così.

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