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Premier League, 'Project Restart' : guida alla ripartenza

Premier League

Niccolò Omini

Un intento comune: ripartire per portare a termine le 92 partite mancanti, e diverse idee per farlo. Ecco l'esito della conference call di quattro ore tra i 20 club del campionato inglese il cui obiettivo resta di tornare ad allenarsi il 18 maggio e giocare dal 12 giugno

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The Project Restart, il progetto ripartenza della Premier League inizia a prendere forma. Una conference call di quattro ore con i 20 club ha portato a definire un intento comune: portare a termine la stagione, giocare le 92 partite mancanti. Ovviamente se il governo darà l'ok, come ha scritto la Premier nel suo comunicato ufficiale, dando sempre priorità alla salute e alla sicurezza di giocatori, staff e tifosi. Per questo l'idea sarebbe di giocare a porte chiuse, sì, ma in location neutrali lontane dagli agglomerati urbani, per evitare assembramenti. Una paura che, per esempio, aveva già espresso il sindaco di Liverpool. Impossibile al momento avere date certe, l'obiettivo della Premier sarebbe riprendere ad allenarsi il 18 maggio e a giocare dal 12 giugno. Idee, come quella di sottoporre giocatori, staff e addetti ai lavori a due tamponi settimanali, che saranno studiate in una nuova riunione giovedì prossimo, lo stesso giorno in cui Boris Johnson aggiornerà gli inglesi sul lockdown. In base alle comunicazioni del primo ministro, la Premier deciderà come muoversi.

 

Intanto, mentre era ancora in corso il meeting dei club, proprio dal governo era arrivata un'apertura al possibile ritorno degli sport professionistici. Oliver Dowden, segretario di stato per la cultura e lo sport, aveva scritto su Twitter: "So quanto gli inglesi rivogliano lo sport, per questo abbiamo iniziato una serie di incontri per capire come far ripartire in sicurezza, e a porte chiuse, gli sport d'élite". Insomma, il governo ha creato un gruppo di lavoro con medici rappresentanti di vari sport per studiare come organizzare la ripresa degli allenamenti e delle competizioni. Ovviamente solo se la situazione sanitaria lo permetterà, ma questa è stata anche la prima cosa ribadita dai club di Premier.