Liverpool, Van Dijk: "Stavo per morire a vent’anni, ho fatto testamento"

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Il difensore del Liverpool ha ricordato un episodio delicato: nel 2012 la rottura dell’appendice gli provocò alcune pericolose complicazioni, che potevano togliergli la vita. Per questo in ospedale fu costretto a dettare le sue ultime volontà

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Oggi, Virgil Van Dijk è uno dei difensori più apprezzati al mondo e si appresta a vincere la Premier League col Liverpool dopo aver conquistato la Champions un anno fa. Ma nel 2012 ha rischiato di compromettere seriamente la propria carriera, trovandosi anche in pericolo di vita. Il fatto risale quando l’olandese giocava nel Groningen. All’epoca aveva 20 anni e durante un incontro con la madre fu portato in ospedale. Gli esami evidenziarono una rottura dell’appendice, che aveva causato anche peritonite e infezione renale. Fu operato d’urgenza e dopo l’intervento, vista l’incertezza sulla stabilità delle sue condizioni, gli fu chiesto di redigere un testamento.

La testimonianza di Van Dijk

"Ricordo ancora com’era stare stesi in quel letto. Vedevo soltanto tubi che penzolavano dal mio corpo. In momenti così ti passano per la testa le cose peggiori" ha raccontato Van Dijk in un’intervista rilasciata al Daily Mail. "Rischiavo di morire, io e mia madre pregammo, discutemmo di ciò che sarebbe potuto accadere. Firmai alcune carte, una specie di testamento: se fossi morto una parte dei miei soldi sarebbe andata a mia madre. Ovviamente non ne volevamo nemmeno parlare, ma era una cosa che andava fatta, perché c’era questo pericolo" ha concluso l’olandese.

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