Tottenham, Son racconta il servizio militare: "Eravamo in 10 in una stanza"

Premier League

L'attaccante coreano ha raccontato le tre settimane di servizio militare obbligatorio che ha dovuto completare in Corea del Sud ad aprile: "E' stata dura. Eravamo in 10 in una stanza e all'inizio nessuno riusciva a parlarmi. Poi però abbiamo riso e scherzato"

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Heung-Min Son da qualche settimana è tornato ad allenarsi. Così come tutti i suoi compagni del Tottenham aspetta il ritorno in campo della Premier League, fissato per il 17 giugno. L'ultima partita giocata dall'esterno degli Spurs risale al 16 febbraio scorso, quando un suo gol al 94' regalò a Mourinho i tre punti contro l'Aston Villa. Una rete segnata nonostante un braccio rotto, come poi verrà evidenziato dai test medici successivi. Nel mentre, però, non è stato fermo. Anzi. Il classe 1992 (16 gol e 9 assist in 32 partite) ad aprile ha fatto ritorno in Corea del Sud, dove ha completato il servizio militare obbligatorio di tre settimane: "È stata un'esperienza speciale - ha raccontato ai microfoni del sito ufficiale - non riuscirei a dire tutto quello che ho fatto, ma mi è davvero piaciuto. I ragazzi sono stati carini. Sono state tre settimane difficili, ma ho provato a godermi un'esperienza che non avrò mai più". 

"In 10 in una stanza"

Non capita tutti i giorni di vedere un calciatore di fama mondiale vestito da militare: "Il primo giorno non ci conoscevamo e quindi è stato un po' strano - ha raccontato - ma poi abbiamo dovuto passare tanti giorni insieme in una stanza con 10 persone. All'inizio i ragazzi non riuscivano nemmeno a parlarmi ma dopo abbiamo riso e scherzato tutti insieme". Senza possibilità di uscire a causa del coronavirus, Son ha vissuto praticamente in una bolla: "Non avevo nemmeno un telefono - svela - mi sono mancati i tifosi. Quando ho concluso l'addestramento non riuscivo a leggere tutti i messaggi da quanti erano. Sono davvero grato a tutti, spero di riuscire a farli contenti una volta tornato in campo".

"Che bello ritrovare i compagni"

Oltre ai tifosi gli sono mancati anche i suoi compagni: "Rivederli è stata una sensazione molto speciale - ha ribadito Son - un giorno ho incontrato Kane, quello dopo Dele Alli e ora quasi tutti gli altri. Passo quasi più tempo con loro che con la mia famiglia. Mi hanno accolto. È stato molto emozionante". Chiosa anche sul brutto infortunio al braccio rimediato nella partita con l'Aston Villa: "Abbiamo vinto e abbiamo festeggiato. Poi sono andato all'ospedale e non volevo credere alle immagini. Sono rimasto scioccato, non capivo come avessi fatto a restare in campo nonostante un infortunio del genere". 

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