Ronaldo saluta Solskjaer: "Essere umano straordinario". Ma quella statistica…

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Ronaldo ha dedicato su Instagram un messaggio al suo ormai ex allenatore: "Prima compagni, poi mister. La cosa più importante è che sei un essere umano straordinario. Buona fortuna amico mio". Ma c'è una statistica di anno in anno sempre più surreale: gli ultimi cinque allenatori di CR7 sono stati tutti esonerati o si sono dimessi

SOLSKJAER SALUTA LO UNITED E SI COMMUOVE. VIDEO

Prima compagno di squadra, poi mister. Ma, in fondo, un amico. Da una parte l'uomo che mise il piede all'ultimo secondo sulla prima Champions (seconda Coppa dei Campioni) della storia del Manchester United, nella storica finale del 1999. Dall'altra chi porterà il club del teatro dei sogni a rivincere quella coppa qualche stagione dopo. Solskjaer e Ronaldo, Ronaldo e Solskjaer. Si erano incontrati nell'estate del 2003: diciottenne il futuro campione di Funchal, trentenne il norvegese. Si sono ritrovati in vesti diverse qualche mese fa ma, ora, si devono dire nuovamente addio: "È stato il mio attaccante quando sono arrivato la prima volta all'Old Trafford, e poi è stato il mio allenatore quando sono tornato al Manchester United" - sono le parole di addio di CR7, nel messaggio pubblicato su Instagram dopo l'esonero di Ole. Un incrocio del destino - prima compagni e poi l'uno allenatore dell'altro - frequente nel calcio. Nello United era già successo a Giggs e Rooney (e pure a Giggs e Giggs, visto il breve periodo da player-manager del gallese), a Buffon con Conte prima e Pirlo poi oppure a Xavi, che oggi allena i vari Busquets e Dani Alves con cui, un tempo, condivideva il campo. Sintonia diversa: "Ma la cosa più importante - dice infatti Ronaldo a chiusura del suo messaggio -, è che Ole è un essere umano straordinario. Gli auguro il meglio per qualsiasi cosa la vita abbia in serbo per lui. Buona fortuna amico mio".

Ronaldo "alla Zamparini": 5 allenatori via negli ultimi 5 anni

Eppure c'è una statistica che, di anno in anno, diventa sempre più clamorosa. Con protagonista CR7. Un ossimoro - quello di un campionissimo e dei suoi allenatori (dimessi o esonerati) - forte come il soldato Joker che in Full Metal Jacket indossa una spilla della pace mentre ha scritto sull'elmetto 'nato per uccidere'. Alla domanda "Ma tu da che parte stai?", rispondeva: "Io faccio il tifo per noi, signore". Ed è sicuramente quello che fa anche Ronaldo. Che nelle sue ultime cinque stagioni, in tre diversi club, ha però dovuto salutare cinque allenatori. Tutti. E tutto iniziò con le dimissioni di Zidane: terza Champions consecutiva del Real vinta cinque giorni prima a Kiev (maggio 2018) e addio, con Ronaldo ancora nei blancos, ma che in estate passerà alla Juve. Primo anno bianconero con Allegri e poi l'addio di quello che, oggi, è di nuovo il titolare della panchina dello Stadium. Secondo anno con Sarri ed esonero. Terzo con Pirlo e nuovi saluti. Ritorno allo United dall'amico Solskjaer e ancora un esonero. Un involontario 'mangiallenatori' che farebbe impallidire anche Maurizio Zamparini (ex presidente di calcio, 51 allenatori esonerati fra le esperienze a Venezia e Palermo)...

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