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09 novembre 2016

Udinese, è Thereau factor

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Thereau

(Getty)

Ad inizio stagione non sembrava più lui: cinque partite di campionato e zero gol. Cyril Thereau poi ne ha fatti cinque nelle quattro successive, anche grazie a un modulo tattico di Del Neri che esalta le sue qualità. Adesso Cyril Thereau è un fattore bianconero: c'è il sì della Serie A. 

Ad inizio stagione si domandavano dove fosse finito, perché non toccava mezzo pallone, non entrava in partita neanche per sbaglio. “Ma sarà mai questo il vero Cyril Thereau?!”. Qualcuno dava la colpa al modulo di Iachini, qualcun altro alle motivazioni del francese, che assomigliavano ad un encefalogramma totalmente piatto. Il suo compagno di squadra Danilo disse anche la sua: “Se un giocatore che gioca in serie A non è motivato deve cambiare mestiere“. Vero.

Prime cinque partite di campionato: 0 gol. Le quattro dopo: 5 reti. Eccolo, il vero Cyril Thereau! Quello che sta trascinando l’Udinese sia in casa che in trasferta. Cos’è cambiato? “Tante cose e non solo a livello personale. All’inizio non ero nemmeno al 100% delle mie potenzialità fisiche. Poi certo, Del Neri ci ha dato una maniera diversa di giocare; ma soprattutto è stato bravo a ridarci fiducia, non solo a me, a tutti. Il nostro allenatore vuole una squadra positiva e propositiva, che giochi un bel calcio. Personalmente mi lascia tanta libertà in campo, posso spaziare ovunque, lì davanti”. I gol, un giusto premio. “Il nostro sistema di gioco mi valorizza molto. Sono davvero contento perché vedo una squadra che sta dimostrando il suo potenziale. E abbiamo ancora tanti margini di miglioramento!”. Finalmente la svolta? “Lo spero. Sono due anni che sento dire ‘rendete meno rispetto alle qualità che avete’ e francamente vorrei che la squadra continuasse proprio come nell’ultimo periodo”. Prestazioni e gol. Tutti suoi. Ma per Cyril Thereau la Nazionale non è più un obiettivo concreto. “Difficile conquistarla, molto. Ho 33 anni… e poi la Francia ha grandi attaccanti che giocano tutti in top club”. Se fosse stato italiano? “Forse avrei avuto più possibilità”. Sorride, l’attaccante. Numero 77 dell’Udinese. E guai a chi la tocca, è il suo marchio di fabbrica quel numero, che si è pure tatuato sulle dita. Uno dei tanti tatuaggi che ha. A proposito di marchi di fabbrica: l’esultanza del francese è sempre la stessa, con le dita unite. Segno di libertà. Segno distintivo, alla Cyril Thereau.