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21 novembre 2016

Crespelle, Nesta e gol. Tutti pazzi per Caldara

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Mattia Caldara - Atalanta

Mattia Caldara, già a quota tre reti in A con l'Atalanta in questa stagione (Getty)

Il difensore dell'Atalanta si è preso applausi, complimenti e la Nazionale. Juventus e Roma lo seguono, lui spera solo "di continuare a giocare in Serie A". E Gasperini se lo gode

Nome: Mattia. Cognome: Caldara. Segni particolari? Tre gol al primo vero anno di Serie A (dove aveva esordito appena ventenne nel maggio 2014 contro il Catania), già eguagliato il bilancio di un anno fa in B con il Cesena. E poi un sorriso sincero da ragazzo vero, di quelli semplici. Di quelli scuola Atalanta. Nerazzurro, come l’Inter: la squadra tifata da bambino quando Mattia già studiava da campioncino a Zingonia. Inseguendo Nesta, l’idolo di sempre a cui Caldara si ispira. Ed ecco spiegato pure il numero 13 sulla maglia. Atalantino e bergamasco al 100%, nato a Bergamo il 5 maggio di poco più di 22 anni fa. Data poco felice per chi tifava Inter da piccolo come lui, anche se adesso il cuore batte per l’altro nerazzurro. Quello che dipinge la sua maglia. Icardi e compagni quest’anno li ha pure battuti, una delle grandi vittime dell’Atalanta di Gasperini che sogna l’Europa e non può più nascondersi. All’esordio in questa stagione ha fermato il Napoli di Milik che arrivava da mille doppiette. Lui temeva di fare una figuraccia, gli è andata più che bene. Tanto che si è conquistato la fiducia di Gasp e di Ventura: titolarissimo dell’Atalanta che, anche grazie ai suoi gol, ha battuto la Roma e azzurrino del presente (in Under 21) e del futuro, perché la Nazionale maggiore lo ha già chiamato per lo stage a Coverciano. Ed è solo l’inizio.

A tavola va pazzo per le crespelle di mamma, al cinema il film preferito è “Il codice da Vinci”. Il suo, di nome in codice, è Tia. Lo chiamano tutti così, e a lui piace. Se non avesse fatto il calciatore avrebbe voluto fare il bancario: dicono che a scuola con i numeri se la cavasse benissimo, in campo invece all’estro ha preferito disciplina e concretezza. Drago ne era innamorato, Gasperini ne è rimasto folgorato. Del talento, della capacità di crescita e degli ulteriori margini di miglioramento che ha. Ha annullato Icardi e Pavoletti, Milik e Kalinic. Anche per questo allora la Roma ci ha messo gli occhi e la Juventus lo segue da vicino. Ma è il futuro, adesso c’è l’Atalanta. E la Serie A. “Il mio sogno è continuare a giocare a questi livelli” aveva detto. E per questo Mattia Caldara non sarà poi così difficile.