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03 dicembre 2016

Mihajlovic: "Marassi? Fischi me, non i giocatori"

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Sinisa Mihajlovic - Torino

L'allenatore del Torino Sinisa Mihajlovic ha parlato alla vigilia della sfida contro la Sampdoria (foto Getty)

L'allenatore del Torino presenta in sala stampa la sfida alla Samp di Giampaolo: "Una bella storia di calcio, ma di quello che succede in tribuna non mi è mai fregato nulla. Ferrero? Ha fatto del bene al calcio"

Non si vuole fermare Sinisa Mihajlovic, il suo Torino bello ed ambizioso sogna l’Europa e la classifica dice che non è il momento di rallentare. Un inizio di stagione da favola, un momento d’oro con la vittoria anche in Coppa Italia e adesso, sulla strada dei granata in Serie A, c’è la Sampdoria di Marco Giampaolo. “Abbiamo vinto le ultime due partite non giocando bene, se pensiamo di andare a giocare a Genova allo stesso modo perdiamo sicuramente”, avverte il serbo in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Marassi. “La Sampdoria è più forte delle ultime squadre che abbiamo incontrato, Giampaolo - prosegue Mihajlovic - ha principi di gioco e giocatori che possono metterci in difficoltà. Mi aspetto una battaglia, domani per vincere servirà il miglior Torino”, sottolinea l’allenatore granata.

110 anni e ricordi - Un compleanno da celebrare con una vittoria in casa Torino. 110 candeline da soffiare, un traguardo importante di cui Sinisa Mihajlovic parla anche in conferenza stampa: “Sono orgoglioso di essere l’allenatore del Toro in questa ricorrenza, sarà un motivo in più per fare bene domani”. Poi si apre il capitolo Sampdoria: “Per me è stata una storia di vita e di calcio, penso di aver fatto bene. Sono stato giocatore e allenatore e spero di avere lasciato ottimi ricordi. Ma per noi domani - avverte l’allenatore del Torino - è una partita importante a prescindere da questo. Se vinciamo, possiamo guadagnare qualche punto. E dopo questa avremo partite difficilissime contro Juventus e Napoli”, sottolinea Mihajlovic. L’accoglienza di Marassi? “Ho giocato lì per quattro anni, da allenatore li ho presi con un piede in Serie B e ci siamo salvati con dieci giornate d’anticipo, la stagione dopo siamo arrivati in Europa League anche per problemi altrui. Penso di avere fatto bene, poi è chiaro che - ricorda l’allenatore granata - nel calcio se capitano alcune occasioni è difficile dire di no. Comunque se devono fischiare preferisco fischino me e non i miei giocatori. Per me i fischi non sono un problema, quello che succede sugli spalti non è mai stato un problema per me”.

Il derby e i presidenti - La sfida contro la Juventus è alle porte, si sente già la pressione? “Io giro poco per la città e quando giro lo faccio per correre, con le cuffie nelle orecchie. Diciamo che penso più alla partita contro la Sampdoria”, risponde secco Mihajlovic. Per chiudere, una battuta sui due presidenti: “So che Ferrero mi vuole bene e anche io ne voglio a lui. Sono rimasto affezionato anche a suo figlio, Rocco. E’ sicuramente un personaggio diverso dagli altri presidenti, ma secondo me ha portato una ventata di novità e aria fresca nel mondo del pallone. Lui e Cairo sono due presidenti che cercano di ascoltare e allo stesso punto lasciano decidere al tecnico. E questo non è da tutti”, conclude Mihajlovic. La corsa del Toro può continuare.