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06 dicembre 2016

Strootman, squalifica assurda? Parla l'esperto

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Lorenzo Fontani dedica l'odierna edizione di Regoliamoci all'episodio del derby fra Strootman e Cataldi, costato al romanista 2 turni di squalifica con la prova tv

 L'episodio, e dunque la sentenza che hanno portato alla squalifica di Kevin Strootman, sono senza precedenti. Il Codice di Giustizia Sportiva infatti prevede la possibilità di squalificare con la prova tv il calciatore che simulando si procura un rigore o fa espellere un avversario, ma di fatto - e solo in rare occasioni - soltanto la prima fattispecie si era verificata. Ma la decisione del neo-giudice sportivo Mastrandrea è innovativa non solo per questo.

Le motivazioni - Nel dispositivo infatti si legge non soltanto che la simulazione di Strootman è evidente oltre ogni ragionevole dubbio, ma che la caduta è del romanista è uno dei presupposti che hanno portato all'espulsione di Cataldi. Uno dei presupposti perché l'altro, ovviamente, è lo strattone per la maglia in sé da parte del laziale.
Il Giudice in sostanza sta dicendo che non è necessario che la simulazione determini da sola l'espulsione, ma che è sufficiente l'esasperare le conseguenze di un gesto comunque punibile dell'avversario.

Il ricorso - E' uno degli elementi su cui poggerà il ricorso d'urgenza della Roma: e cioè il fatto che Cataldi sarebbe stato comunque espulso anche senza la caduta di Strootman, e quindi il nesso causa - caduta - effetto - cartellino rosso, verrebbe meno. D'altronde lo stesso Giudice motivando la squalifica per un turno di Cataldi parla di strattonamento per la maglia senza fare riferimento alla caduta, come se bastasse quello per il rosso. Ma qui - a proposito di colori - c'è un piccolo giallo, poiché in realtà Banti nel rapporto di gara avrebbe citato la caduta di Strootman.

Simulazione o no? - La Roma punterà anche a smontare la tesi che la caduta di Strootman sia stata mirata a provocare l'espulsione di Cataldi, sostenendo quella del voler evitare ulteriori colpi, trovandosi di fatto nel bel mezzo di una quasi rissa collettiva. E comunque sostenendo che non toccherebbe al Giudice sindacare le conseguenze dello strattone di Cataldi. Nei casi di prova tv per rigore procurato con simulazione, in effetti, la squalifica è scattata solo di fronte alla evidentissima mancanza di contatto.

La bottiglietta - La Procura aveva chiesto anche di valutare il famoso gesto della bottiglietta d'acqua: Banti non lo ha visto, ammonendo Strootman solo per l'atteggiamento provocatorio nei confronti di Cataldi, ma il Giudice non ha preso provvedimenti poiché non è comunque un gesto violento, presupposto per far scattare la prova tv.

La decisione - Tornando alla simulazione incriminata, toccherà alla Corte Sportiva di Appello esaminare venerdì' il ricorso della Roma. In teoria non dovrebbero esistere mezze misure: se venisse confermata la punibilità di Strootman il codice prevede un minimo di due giornate, altrimenti andrebbero annullate entrambe.